Forlì bella

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Uno sguardo oltre la superficie: l’architettura Razionalista forlivese nel palazzo della creatività

Il Liceo Artistico e Musicale Statale di Forlì è una delle strutture scolastiche costruite in stile Razionalista. Anche se necessitante di restauri esterni, l’edificio è un esempio di edilizia scolastica degli anni Quaranta che racconta la sua storia attraverso ciò che lo costituisce

La nostra città possiede importanti strutture di stile Razionalista, alcune delle quali hanno continuato nel corso del tempo a mantenere la propria vocazione scolastica attraverso il medesimo impiego per il quale erano state progettate. La sezione artistica è stata collocata alcuni anni fa nell’edificio che si affaccia su viale Salinatore, dove per alcuni anni c’era stata una scuola media, abbandonando definitivamente la sede del convento della chiesa di San Pellegrino in piazza Morgagni. L’iscrizione esterna racconta ancora la precedente tipologia di istituto, mutato in Liceo Artistico e Musicale con una delle recenti riforme della scuola che fece fare un sostanzioso cambio di impostazione, spostando l’attenzione dall’istituto professionale alla formazione liceale. Il mutamento dell’ubicazione per l’istituto fucina della creatività non fu di secondaria importanza. 

Già abbiamo detto nella puntata dedicata alla basilica di San Pellegrino del legame tra l’Istituto Statale d’Arte e una delle chiese più belle della città, che per alcuni decenni ha ispirato la creatività di molti studenti che frequentando l’istituto scolastico adiacente trovavano nella vicina chiesa l’esempio di molte forme d’arte studiate. Con lo spostamento nella nuova sede la scuola ha sviluppato ulteriormente l’offerta formativa, trovando anche nell’edificio di viale Salinatore la corrispondenza in una struttura ricca di storia e che parla chiaramente di se stessa perché esemplificativa dell’architettura Razionalista forlivese. L’edificio è già stato studiato in occasione nella mostra che si tenne nel 2000 nelle tre sedi di Palazzo Albertini, Sala XC Pacifici e Oratorio di San Sebastiano che inaugurò il settore degli studi nella nostra città dedicati al Razionalismo e all’architettura del Ventennio. Il catalogo La città progettata: Forlì, Predappio, Castrocaro, Urbanistica e architettura fra le due guerre a cura di Ulisse Tramonti e Luciana Prati riordinò in un unico volume gli studi specifici in questo settore, organizzando la conoscenza di questa parte di patrimonio della città, oggi inclusa negli itinerari turistici e culturali.

Nella scheda relativa all’edificio si ricostruisce la storia con i disegni originali di progettazione. L’edificio fu pensato per ospitare una scuola elementare intitolata Sandro Italico Mussolini. Edificato tra il 1940 ed il 1943 fu ubicato in questo punto del viale che conduceva fino a piazzale Ravaldino per ospitare la numerosa popolazione scolastica dei rioni di Schiavonia e di Ravaldino, includendovi anche la possibilità di inserirvi una colonia solare estiva dato che la struttura si trovava in un punto più alto della città e che è nelle vicinanze del fiume Montone. L’edificio fu costruito nella sobrietà, valorizzando le parti principali come l’ingresso e specialmente lo scalone che costituisce l’elemento più importante della struttura, chiarendo immediatamente nel corpo centrale lo schema essenziale per la destinazione e la funzione dell’edificio. I pavimenti in marmo, i parapetti, le porte delle aule e dell’ingresso, il rivestimento esterno in mattoni e cemento costituiscono gli elementi della progettazione degli anni Quaranta, delineando una scuola in linea con le caratteristiche dell’edilizia scolastica pensata in quegli anni per la città.

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Il ripristino dei mattoncini esterni dell’edificio permetterebbe di nuovo la visione di una struttura che fu pensata per essere legata al tessuto urbano della città proprio attraverso il mattone che caratterizza l’edilizia storica forlivese e, contemporaneamente, di riportare la struttura all’immagine originaria contribuendo alla valorizzazione dell’edificio in buona salute e ancora nelle sue piene funzioni. Emergerebbe anche la particolarità che lo differenzia dalle altre strutture scolastiche in città, che lo pone nell’ambito dell’architettura rappresentativa di uno stile e di un’epoca ancora da studiare i cui segni stilistici non terminarono con la fine della guerra ma proseguirono negli anni successivi in quanto il Razionalismo non si arrestò a metà Novecento. In definitiva, il liceo artistico ancora oggi continua a custodire un tesoro che è innanzitutto culturale ed artistico la cui valorizzazione permetterebbe una profonda comprensione della sua essenza, per continuare ad essere per tutte le generazioni di studenti fucina di nuove idee. Dalle elementari, alle medie, alle superiori l’edificio continua a vivere attraverso la funzione per il quale è nato e la riqualificazione esterna gli restituirà l’integrazione estetica che lo fa appartenere alla città stessa, contribuendo anche allo studio dedicato perché questa scuola fa parte della nostra storia e della nostra bellezza. 

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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