Forlì bella

Forlì bella

Giannatonio Bucci, uno scultore contemporaneo per un itinerario in città

Il monumento a Saffi, opera di Filippo Cifariello, fu ubicato al centro della piazza nel 1921, prelevando il monumento alla Madonna del Fuoco

Passeggiando per la città lo sguardo non deve mai essere sottoposto ad un giudizio scontato o affrettato e scorgere invece la bellezza laddove sembra essere meno evidente significa lasciarsi meravigliare dalle presenze e da tutto ciò che può attirare la nostra attenzione. Perciò, fermarsi a osservare, da lontano prima e da vicino dopo, porta ad aumentare la conoscenza del patrimonio che possiede la città, variegato nelle forme, nei materiali, negli stili, che costituisce il tessuto della vita quotidiana di una comunità che vive ricordando la propria storia. Per questo ogni città è il luogo della cultura locale, delle proprie tradizioni, della propria famigliarità, dell’affetto e della cura per ciò che rappresenta la propria identità, ciò che è condiviso dalla comunità per sentirselo sempre più caro. 

Nel caso del patrimonio più recente, di più difficile apprezzamento perché ancora non abbastanza studiato, il gradimento può risultare non immediato rispetto a ciò che il tempo ha permesso di consolidare nei giudizi estetici e della conoscenza storica. Parliamo questa settimana di uno scultore del Novecento, Giannatonio Bucci, del quale, come per Gaetano Del Monte possiamo costruire un itinerario in città. Procedendo in ordine cronologico l’inizio è da piazza Saffi, dalla centralissima statua di Aurelio Saffi restaurata nel 1961 dallo scultore ravennate.

Il monumento a Saffi, opera di Filippo Cifariello, fu ubicato al centro della piazza nel 1921, prelevando il monumento alla Madonna del Fuoco. La scultura era stata danneggiata durante gli anni della seconda guerra e appunto restaurata da Bucci. Al monumento di Saffi la città ha già dedicato attenzioni qualche anno fa in occasione del restauro dell’opera, tuttavia al restauratore che spesse volte rimane in secondo piano va invece riconosciuto un ruolo di primo rilievo, specialmente pensando che la scultura successiva che gli fu commissionata fu il monumento al pugile nel 1986 al Parco della Resistenza, alto due metri.

L’artista, nato a Ravenna nel 1925 e morto a Cervia nel 2001 ebbe la sua prima formazione artistica nella città natale e poi si laureò all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dopo aver frequentato a lungo le cave di marmo di Carrara e lo studio dello scultore Arturo Dazzi, fin da giovane espose nelle mostre nazionali e si specializzò nella medaglistica. In seguito direttore dell’Accademia di Ravenna, fu autore di numerosi monumenti, specializzandosi nelle grandi dimensioni. Particolarmente interessato alla figura umana, fu abile anche nel restauro delle sculture.

Il percorso in città sulle opere dell’artista termina con una bella ceramica nella chiesa di Regina Pacis dove Bucci ha eseguito insieme al faentino Leandro Lega la decorazione della Cappella dei Santi. Il legame con l’artista faentino permise la realizzazione di un’opera di eccellente qualità, specialmente perché Bucci era espertissimo di ciò che sarebbe servito a costituire l’opera, mentre Leandro Lega, ceramista, era abile nella trattazione della ceramica. L’immensa opera è ancora oggi ammirabile all’interno della chiesa, segno della prima collaborazione dei due artisti che insieme si cimentarono anche in seguito in altri lavori di successo.

La città riserva quindi infinite sorprese di artisti in tutte le discipline, che ricevendo committenze hanno contribuito a lasciare un segno della propria arte in Romagna, sia attraverso opere celebrative sia attraverso opere di genere sacro, con interessanti sperimentazioni che rendono la ricerca della bellezza ancora più affascinante.
 

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
ForlìToday è in caricamento