Forlì bella

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La cultura veste l’autunno. Porte aperte alle collezioni private, agli itinerari guidati e alle passeggiate nel centro storico

Con l’Invito a Palazzo offerto dalle istituzioni bancarie inizia la miglior stagione dedicata alla cultura, specialmente ai beni artistici

Con l’autunno ritorna il desiderio di riscoprire le bellezze del territorio e potendo anche dei luoghi più lontani. Archiviata l’estate con le temperature che invogliavano allo svago all’aria aperta, l’abbassamento climatico favorisce un nuovo interesse per la visita alla città e alle collezioni private che si aprono straordinariamente in tutta Italia questo sabato.

Gli istituti bancari e le fondazioni ex bancarie propongono “l’invito a Palazzo” quale occasione per visitare gli edifici storici che solitamente li ospitano e le opere d’arte che costituiscono la loro collezione. Per Forlì l’invito è a palazzo del Monte di Pietà, sede della Fondazione Cassa dei Risparmi, per conoscere uno dei più interessanti edifici rinascimentali della città e per osservare la nuova collocazione dell’opera di Gaetano Previati recentemente al centro dell’interesse nella mostra dedicata all’Ottocento allestita ai Musei di San Domenico la scorsa primavera.

L’iniziativa permette la visita gratuita ai luoghi e alle collezioni in essi custodite, che in Italia costituiscono un patrimonio considerevole, spesse volte allestito negli ambienti che normalmente si frequentano per la professione lavorativa e che ricevono una scarsa visibilità al grande pubblico trovandosi, appunto, in luoghi di non pubblica visione. Non sempre organizzate secondo un percorso espositivo, sovente le opere d’arte delle collezioni private sono ancora concepite come elementi d’arredo e come oggetti da contemplare e dunque ammirabili per la loro antica funzione. Frequentemente sono richieste in prestito per le esposizioni d’arte, in quanto manufatti apprezzati dal punto di vista artistico.

Ereditate, acquistate nelle aste, donate, richieste e cercate le opere delle collezioni private sono seguite da un critico d’arte che ne consiglia l’acquisizione per il patrimonio culturale dell’ente. In questo caso le istituzioni private costituiscono la parte più vivace del mercato artistico, perché le loro collezioni sono in continua evoluzione rispetto alle raccolte pubbliche maggiormente legate alla storia della loro composizione e raramente destinatarie dell’aumento di componenti. L’occasione è anche per visitare i palazzi storici che ospitano le istituzioni bancarie, anch’essi ricchi di storia e di bellezze decorative, con lo scalone che porta al piano nobile, rappresentativo dell’architettura del secolo in cui è stato costruito l’edificio.

L’invito a palazzo non è l’unico appuntamento che rende l’autunno una stagione culturale. Nel corso degli ultimi due decenni la città ha vissuto proprio nella stagione autunnale parecchie iniziative volte alla riscoperta dell’antica costituzione nei borghi, con gli itinerari che richiamavano i quattro quartieri del centro storico e successivamente le feste che caratterizzavano nel tema le zone che compongono la città. Dal borgo Schiavonia, il più antico di Forlì a quello rinascimentale alla cui testa è la Rocca di Ravaldino con l’insediamento ebraico adiacente al corso principale che ha caratterizzato il borgo lungo i secoli.

Dal risorgimento in corso Mazzini fino al Novecento in borgo Cotogni. Insomma, per ogni periodo di ampliamento della città ogni borgo ha avuto il proprio sviluppo e la propria storia. Con varie iniziative l’architettura, la storia e l’arte che caratterizzano ciascun borgo sono state approfondite e valorizzate. Così, gli itinerari culturali hanno rinfrescato la memoria su alcuni personaggi che nel tempo hanno abitato il centro storico.

L’autunno è quindi dedicato alla riscoperta del patrimonio. Tra le fondazioni ex bancarie che aprono ai visitatori, gli itinerari guidati, le conferenze, la città si rianima di eventi sul patrimonio che l’estate aveva tralasciato per dare spazio ad altre forme di svago. Complici giornate adatte agli ambienti museali o nei palazzi storici, l’autunno culturale sembra essere la soluzione preferita da un vasto pubblico, che torna ad apprezzare le bellezze di casa, anche quelle più nascoste e meno visibili.

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