Sabato, 18 Settembre 2021
Forlì bella

Opinioni

Forlì bella

A cura di Serena Vernia

Bellezza ad arte nell'ispirazione alla donna

Nella settimana apertasi con la festa della donna, omaggiata nella tradizione dalle caratteristiche mimose gialle, cogliamo l’occasione per valorizzare da vicino i dettagli e le sculture sul tema

È stata una festa dedicata alla bellezza femminile quella trascorsa due giorni fa, seppur in una situazione sanitaria che non consentiva spostamenti e festeggiamenti in compagnia. Proprio le modalità diverse di celebrare la giornata hanno permesso che i significati della ricorrenza venissero maggiormente valorizzati. I più grandi Musei d’Italia hanno dato il contributo culturale: dal cortometraggio con percorsi tra le opere che raffigurano i più bei ritratti delle donne nella storia, agli itinerari nei musei per la valorizzazione delle artiste, o ponendo al centro dell’attenzione un ritratto scelto nella collezione e rappresentativo delle donne. L’arte ha avuto un compito importante nella ricorrenza di quest’anno ed anche nella nostra città il patrimonio artistico è stato coinvolto nella celebrazione della festa, attraverso la scultura di Ebe di Antonio Canova, associata a tutte le donne nella migliore intenzione di ricordare nella bellezza il valore delle donne con un’opera altrettanto stupefacente. 

Bellezza artistica e ammirazione estetica per l’ineguagliabile esecuzione dell’opera da un lato e le mimose dall’altro, il tipico fiore stagionale che apre alla speranza per la primavera: un’associazione efficace nel risultato per descrivere le donne nella loro essenza, nella diversità dal maschile, ma contemporaneamente nella reciproca compensazione nell’umanità tutta. Se la scultura Neoclassica di Ebe trova riferimenti stilistici fondativi nell’antica Grecia, secondo l’ispirazione del movimento artistico di appartenenza, nella quale la bellezza era interpretata nell’essenzialità dell’equilibrio compositivo, formale ed estetico, frutto  di un’ideale pensato sulle parti più belle della natura e realizzato dai maggiori scultori, nuovamente nel 1816 un altro artista creò la più bella opera della rappresentazione femminile del suo tempo, oggi nei Musei di San Domenico a Forlì.  Da queste considerazioni scaturisce che nella rappresentazione di una donna la migliore ispirazione includa la grazia e l’emersione nella mente dei ricordi delle immagini più belle che potevano rappresentarla. Infatti, la creazione di un’opera coinvolge meccanismi percettivi innati e altri depositati nel nostro tempo di vita nella mente, che riaffiorano per la comprensione dell’immagine vista e per la creazione del nuovo. E se estendessimo l’ispirazione all’ideale femminile ad una buna parte della scultura? 

L’apprezzamento per le forme della natura ispiratrici delle più belle rappresentazioni artistiche ha permesso che queste forme divenissero anche decori scultorei. Prendiamo ad esempio un particolarissimo capitello della Pieve di San Donato a Polenta, collocato nell’ultima colonna prima del presbiterio rialzato sulla cripta. Per quanto il tempo abbia consumato la sua fattura mostrando la fatica e la resistenza alla storia, il capitello mostra ancora nella sua originarietà di provenienza ravennate la stilizzazione decorativa di foglie e fiori, in un intreccio fitomorfo di gradevole decorativismo, apprezzabile per la linea ora arcuata, ora intrecciata, che favorisce il fluire delle forme stilizzate in una sintesi dal risultato efficace. Tutto questo in un monumento immerso nella natura, nella sua tipologia costruttiva e di importanza locale, oggi maggiormente da ricercare nel silenzio delle colline bertinoresi. Se l’ispirazione all’arte si muove dal desiderio della bellezza, la natura è stata frequentemente ispiratrice delle più belle rappresentazioni umane e naturalistiche, una bellezza declinata al femminile e rappresentativa della più bella idea della grazia e della gradevolezza.

Possiamo pensare che l’edizione di quest’anno della festa della donna abbia fatto emergere ciò che soggiace alla creazione artistica fin dai millenni avanti Cristo? Ossia che la bellezza è l’ispirazione alla donna, alla madre, alla figlia, alla sorella, all’amata dai tanti nomi nella storia della poesia italiana? Ebe è una figura femminile, la natura fonte di ispirazione nei secoli per l’arte è madre di tante creature: emergono moltissimi significati nella valorizzazione della festa delle donne di quest’anno attraverso le opere d’arte e le profumatissime mimose aggiungono colore e fragranze all’idea del bello, riempiendo i cuori di tutti di pace e di speranza nel periodo più difficile del nuovo millennio.

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