Forlì bella

Forlì bella

Bellezze artistiche da conoscere e da ammirare

Le ricerche archivistiche soddisfano la voglia di conoscere. Così, è uscito un nuovo volume che si occupa delle bellezze di Premilcuore, Corniolo, Montalto e Castel dell’Alpe. Stampato due mesi fa riempie il vuoto di conoscenza sui Comuni dell’Appennino che posseggono veri gioielli d’arte da scoprire

Paolo Frassineti è l’autore del volume dedicato all’Appennino Romagnolo, alla parte più alta delle Valli del Rabbi e del Bidente, un prete che ha scelto di dedicare una parte del suo tempo allo studio del territorio, cercando negli archivi pubblici e privati le informazioni necessarie a comprendere la storia locale. Non è la prima volta che un sacerdote si dedica allo studio del proprio territorio: lo stesso fu per Terra del Sole con le ricerche di Enzo Donatini. L’antico Comune di Premilcuore è un volume impostato nell’essenzialità della grafica per dare spazio ai dati riportati e scaturiti dalla consultazione dei documenti. Arricchito di fotografie in bianco e nero, la ricerca risulta una ricognizione attendibile del territorio con attenzione ai dettagli.

Da appassionato l’autore ha approfondito le notizie partendo da uno studio di un altro prete, don Mario Melandri, anch’egli interessato alla storia del territorio. Lo stile dato al volume non lo include tra le guide turistiche, specialmente perché si tratta di una monografia importante anche per l’impegno delle pagine, che racchiudono le informazioni persino su Corniolo, Montalto e Castel dell’Alpe. Il libro è collocato tra quei volumi che rappresentano la fatica di chi ha dedicato tanto tempo alla ricerca. Insomma, un’operazione condotta per costituire soprattutto un’opera da pioniere nella ricomposizione ordinata del territorio, con anche gli edifici fatiscenti che il tempo lascia vedere abbandonati all’incuria e sostituiti negli anni da altre strutture. L’operazione svolta permette di prendere coscienza dell’importanza della ricerca, della ricostruzione del tessuto storico locale che permetta di creare collegamenti con il tempo, con le azioni degli abitanti e degli amministratori.

Se per la città, per Forlì in particolare, gli studi sono giunti al secondo e terzo grado di approfondimento, dopo le ricerche di Carlo Grigioni, Maria Cristina Gori, Giordano Viroli, Ulisse Tramonti già rappresentativi di una riorganizzazione delle informazioni sui Beni Culturali cittadini maturate sulle ricerche inedite e sul pubblicato pregresso, per l’Appennino la situazione non è ancora giunta allo stesso grado di profondità, con ancora tante ricerche da svolgere per recuperare le radici dei luoghi, borghi particolarissimi ed affascinanti.

Se per Forlì la città di mattoni costituisce un riconoscimento nella storia proprio per l’impiego dei materiali tipici dovuti alla produzione locale, per i borghi dell’Appennino oltre ai materiali si possono anche includere particolari caratteristiche dell’urbanistica locale, dello sviluppo del borgo nel territorio, dei luoghi concepiti nella storia come centri della vita sociale dei paesi; insomma, c’è un’altra storia da raccontare in Appennino e le ricerche sviluppate dagli appassionati locali colmano le lacune della conoscenza per restituire brani di tradizioni e di sapere che permettono di pensare ad un territorio integrato e conosciuto dalla pianura alla collina.

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Le ricerche svolte da don Frassineti sono approfondite e orientate prevalentemente all’ambito storico, al riordino, appunto, delle informazioni presenti nei documenti d’archivio. Delle peculiarità locali si dovrà parlarne in un secondo livello di ricerche, compito che porta alla divulgazione storica ed artistica dei Beni Culturali inclusi in percorsi che permettano alle località dell’Appennino di offrire ad un pubblico sempre più numeroso che apprezza il turismo naturalistico anche gli aspetti legati alle bellezze locali, frutto dell’attenzione e della cura degli abitanti. Al sacerdote il compito di aver iniziato un percorso per i futuri sviluppi che contribuiranno alla valorizzazione del territorio che è composto di borghi, antichi percorsi, strade, sentieri, per i quali la cultura ha lasciato i segni dei tempi attraverso gli uomini che l’hanno interpretata per le proprie necessità e per le inclinazioni naturali al bello.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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