Forlì bella

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Chiesa del Suffragio, protagonista dei prossimi giorni di festa, è la meta di tanti percorsi artistici in città

Dalla forma ovale, rappresenta una delle architetture più interessanti di Forlì del periodo Barocco

Se dovessimo tracciare una storia delle particolarità di alcuni dei monumenti più belli di Forlì troveremmo l’insolito in quantità frequente. Il patrimonio artistico è quasi completo, dalla chiesa a pianta centrale, santuario dedicato alla Madonna a Fornò, alla chiesa del Suffragio di pianta ispirata alle architetture religiose progettate da Gian Lorenzo Bernini; dalle chiese degli ordini monastici fino alle cappelle a ricordo dei miracoli; dalle chiese longitudinali a quelle a croce latina. Il patrimonio religioso ecclesiastico conta decisamente una buona partecipazione alle caratteristiche dell’architettura sacra nei secoli. Dell’interno della chiesa del Suffragio abbiamo già parlato più volte e sempre per includerla nelle tappe dei percorsi che si possono svolgere in centro storico sul sacro. Sono note le interessanti bellezze artistiche che racchiude, tuttavia la sua ricchezza permette di collegare la chiesa alla storia della città: dagli altari, alcuni dei quali provenienti dalla soppressa chiesa di San Giacomo, fino al percorso sulle volte e le cupole decorate con finte architetture, per comporre una storia del quadraturismo che rappresentò un importante aggiornamento del gusto nel territorio al quale si adeguarono interni di palazzi, volte e cupole delle chiese. 

Per ogni percorso che si potrebbe compiere nel patrimonio religioso della città la chiesa del Suffragio potrebbe essere inclusa in ogni tappa, in quanto rappresentativa di più aspetti simultaneamente: del reimpiego dell’arredo interno, perfettamente adattato alle cappelle; dei migliori artisti romagnoli come Simone Campagnoli, Filippo Pasquali, Antonio Fanzaresi, allievi della scuola di Cignani, che nelle pale d’altare hanno rappresentato santi ed episodi significativi della sacra famiglia; nei bassorilievi rappresentanti la nobile famiglia Pontiroli benefattori nella cappella di Sant’Antonio di Padova; nella forma, ispirata all’architettura romana a in particolare alla chiesa di Sant’Andrea in Quirinale; per finire con la cupola dalla particolarissima finta architettura che apre al cielo con la rappresentazione della Fede, una delle virtù teologali, dipinta dal pittore veneziano Jacopo Guarana in una delle sue poche committenze fuori dal Veneto. L’adeguamento liturgico a cui la chiesa è stata sottoposta dopo il Concilio Vaticano II ha pensato l’altare maggiore nella posizione attuale, prima del quale la chiesa rimaneva coerentemente pensata con l’asse principale costruito per unire l’ingresso con l’altare maggiore addossato alla parete di fondo, secondo la concezione liturgica del Concilio di Trento. Persino dal punto di vista musicale il percorso sugli organi Callido segna una tappa importante con il prestigioso organo collocato nella cantoria sopra all’ingresso.

Nelle imminenti festività per la ricorrenza di tutti i santi e per il ricordo dei defunti la chiesa del Suffragio rappresenta tra gli edifici di culto cittadini quella dedicata proprio a questo scopo. Voluta fin dall’inizio per il suffragio delle anime dei defunti dal canonico Marcantonio Aspini e dalla nipote Barbara, fu costruita dopo una complessa riflessione sul luogo attuale, scelto per l’edificazione della prestigiosa chiesa. Fondata nel 1723 e terminata nel 1748, fu completata all’inizio del Novecento da Cesare Bazzani che in occasione dei restauri dell’edificio portò a termine la facciata interpretandone lo stile barocco che la caratterizza. Non di grandi dimensioni, si rende visibile nell’angolo della piazza, costituendo l’inizio del percorso che conduce fuori del borgo Cotogni e l’arrivo per giungere nella piazza principale.

Il sepolcro dei combattenti caduti nella prima guerra mondiale è nella cappella dedicata a San Giuseppe, dove sull’altare maggiore il dipinto raffigura la morte del padre putativo di Gesù. La cappella reca le lapidi con i nomi e le foto di coloro che caddero nella prima guerra, ricordo voluto nel 1919.  Dedicata alla Vergine della Visitazione, la chiesa racchiude opere di artisti considerati tra le eccellenze locali del Settecento e dell’Ottocento, in scultura, pittura, plasticatura e falegnameria a suggellare da un lato un legame tra le arti maggiori e le arti minori, dall’altro mettendo in rilievo la presenza di maestranze e di botteghe delle quali si rilevano le tracce nel patrimonio della città, che costituiscono altri percorsi alla riscoperta della ricchezza della bella Forlì.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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