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Come insegnare l'arte, la classe si immedesima nel collezionista Verzocchi

I due docenti di Arte e Immagine Elisabetta Cangini e di materie letterarie Riccardo Helg hanno accompagnato gli alunni della classe durante l’anno scolastico nella conoscenza della collezione Verzocchi

In quale grado di profondità conosciamo le collezioni d’arte della nostra città? Come possiamo divulgarle ai giovani ancora coinvolti nei percorsi di studio e di formazione? Su queste domande si è sviluppato il progetto didattico svolto da un istituto della città, il Comprensivo 8 “Camelia Matatia”, nella classe 3B. I due docenti di Arte e Immagine Elisabetta Cangini e di materie letterarie Riccardo Helg hanno accompagnato gli alunni della classe durante l’anno scolastico nella conoscenza della collezione Verzocchi. Il lavoro didattico si è svolto prevalentemente a distanza, a causa dell’epidemia da Coronavirus, e il risultato è stato importante per la preparazione alla visione dal vero delle opere.

In una precedente puntata abbiamo già parlato del nuovo processo di fruizione dei musei e delle opere d’arte dopo il periodo di lockdown: avendo dovuto rivolgersi al web per poter conoscere le collezioni d’arte per la chiusura imposta di tutte le sedi museali italiane e, alla riapertura, per consultare le nuove modalità di accesso, i visitatori hanno mutato le abitudini, specialmente per evitare che le limitazioni ancora in vigore per la difesa personale e altrui dal contagio vadano ad incidere su una meta non più fruibile allo stesso modo come prima della pandemia in Italia. Pertanto, come avevamo già delineato, il movimento attuale è dal web per la consultazione completa delle informazioni necessarie alla visione dal vero. Non tutto il male viene per nuocere, perché il ribaltamento del processo di fruizione dei Musei ha prodotto visitatori più informati, più motivati, maggiormente disponibili a vivere le variabili e le attenzioni attuali necessarie alla fruizione delle opere.

Il processo insegnato ai giovani di questa classe è stato, inevitabilmente, dello stesso tipo: lo studio nella classe virtuale della collezione Verzocchi ha permesso la conoscenza preventiva delle opere attraverso la didattica. Le opere sono state conosciute nelle immagini e nelle parole che le raccontano ed infine ciascun membro della classe si è immedesimato nel collezionista Verzocchi e rivolgendosi alla propria introspezione si è chiesto quale mestiere avrebbe fatto da grande, uno dei noccioli dell’originale collezione dedicata al lavoro. Il titolo del progetto Al lavoro(!) Arte e parole intorno alla collezione Verzocchi ha inteso recuperare proprio l’intenzione di creare un legame tra l’arte e la vita, suscitando una riflessione negli alunni e nelle alunne che è lo scopo principale dell’espressività artistica negli spettatori. L’arte non ci lascia mai indifferenti, in qualunque modo, e le parole corrispondenti al perché ciascun giovane ha scelto un’opera piuttosto che un’altra va a colmare la lacuna della spiegazione sulla preferenza che è sempre una ragione personale. Perciò gli studenti hanno riprodotto con alcune tecniche artistiche il quadro prescelto. Il lavoro svolto ha visto l’intreccio e la collaborazione del Museo a palazzo Romagnoli - con i video preparati per la divulgazione sul web della collezione – e l’istituzione scolastica che ha creato il collegamento dal sito della scuola a quello del Museo, che ha stretto ancor di più il legame tra Palazzo Romagnoli e scuola, tra visione e studio. Nella descrizione della propria opera gli alunni e le alunne, oltre alle motivazioni, hanno aggiunto anche ricordi personali e famigliari in una spiegazione che avvicina l’arte all’esperienza della vita.

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Ora gli alunni e le alunne sono pronti per la visita dal vero delle opere, dopo lo studio, la didattica e la visita virtuale sul sito del Comune. Sanno cosa troveranno e apprezzeranno di più ciò che vedranno, anche se il loro percorso si avvia verso un nuovo inizio in nuove istituzioni scolastiche. Aver studiato tali opere ha instillato in loro il desiderio di vederle dal vero, anche in una visita al museo personale e slegata dal contesto scolastico. Il risultato finale pubblicato sul sito della scuola è gradevole e delicato, apprezzabile e di qualità. Un esempio di integrazione fra due istituzioni: l’una museale e l’altra scolastica, svolta con le  rispettive competenze per l’obiettivo comune di far conoscere una collezione della nostra città, tra le bellezze di Forlì.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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