Forlì bella

Opinioni

Forlì bella

A cura di Serena Vernia

Con Dante Alighieri la Romagna spende il miglior patrimonio culturale

Attendendo l’apertura della Grande mostra ai Musei di San Domenico sono già stati divulgati e visti tutti i cortometraggi preparati per il territorio dantesco in Romagna

Sono tantissime le iniziative ideate, create, organizzate per preparare il territorio alla riscoperta della propria storia dantesca. Protagonista della stagione culturale 2021 è la trasversalità, intesa nella proposta variegata che ha come obiettivo principale la divulgazione di un territorio segnato dalla cultura intesa in tutte le sue declinazioni. La proposta più diffusa è quella del cortometraggio che illustra le bellezze della città presenti al passaggio del poeta; interpretato in vario modo, sia come itinerario, sia come riscoperta dei luoghi segnati tramite le lapidi, ora invece come ricostruzione storica con ipotesi su come poteva essere caratterizzata l’antica città, i video aprono e partecipano al dibattito culturale tra verità e interpretazione, tra riferimenti storici sicuri e ricostruzioni verosimili. La proposta della città nei cortometraggi risente delle interpretazioni degli autori, utili ugualmente ad approfondire la ricerca sulle fonti che parlano di Forlì.


La trattazione dell’argomento culturale non esula, infatti, dall’implicazione della storia come disciplina del sapere che nella stagione culturale 2021 affianca tutta la revisione del XIII e XIV secolo. Il poeta sollecita quindi la ripresa e l’approfondimento dei metodi migliori per lo studio di un’epoca molto lontana dalla nostra, caratterizzata da idee e visioni della realtà legate al tempo. Dante Alighieri nei suoi componimenti poetici ha lasciato il racconto della sua contemporaneità, nella forma originaria del poema, che particolareggia ancor di più la descrizione della sua esperienza non priva di considerazioni personali, di riferimenti colti e alla storia che lo precedeva. Il poeta è quindi una fonte per la sua contemporaneità, che fornisce interpretazioni importanti per immedesimarsi nella comprensione della vicenda che l’ha coinvolto e che rispecchia la vita del tempo. Sono tantissime le informazioni che si possono trarre dalle sue opere letterarie, dalle quali potremmo estrarre metodi didattici di trasmissione del sapere e della cultura Medievale, verso la quale nutriamo molta curiosità perché la letteratura ci consente di immaginare la vita al tempo e di comprendere i cambiamenti nella storia che ci hanno portati alla nostra contemporaneità.


Un’altra proposta altrettanto apprezzata è stata quella che si è concentrata sugli itinerari danteschi. Già da alcuni anni Gabriele Zelli, Marco Viroli e le professioniste del turismo hanno ideato itinerari in città e nel territorio, delineando la Forlì dantesca con le presenze architettoniche coeve al passaggio di Dante Alighieri. Si tratta di un processo differente rispetto alla ricostruzione del cortometraggio, perché i testi riportati nella guida trattano la città considerando ciò che ancora c’è e quello che è scomparso nel tempo, permettendo la comprensione della parte che si è conservata fino ad oggi e di quello che invece è stato sostituito o distrutto. Un itinerario incentrato su Forlì che dalla contemporaneità compie un percorso a ritroso nella storia, lasciando all’immaginazione personale le conclusioni sulla Forlì Medievale compresa nell’istante dello svolgimento dell’itinerario. È una modalità per conoscere il territorio con gli occhi del poeta e per mettere in rilievo i riferimenti che Dante Alighieri ha voluto introdurre nel suo componimento poetico.


L’apertura della mostra ai Musei di San Domenico completerà con gli aspetti artistici ciò che persone volenterose ed esperte del territorio hanno promosso per la conoscenza della cultura del tempo. Le opere d’arte esposte consentiranno di ampliare le ricerche che già sono state svolte e preparate per la ricorrenza del settecentenario della morte del poeta. A queste si affianca anche la Lettera Apostolica Candor luci Aeternae di papa Francesco, già annunciata nella visita della delegazione ravennate al pontefice il 10 ottobre scorso e che si è concretizzata in un’analisi approfondita del poema dantesco secondo i temi cristiani che hanno accompagnato fino ai giorni nostri l’umanità. Nella conclusione il papa spiega il valore dell’opera del poeta delineandone la missione: “in questo particolare momento storico, segnato da molte ombre, da situazioni che degradano l’umanità, da una mancanza di fiducia e di prospettive per il futuro, la figura di Dante, profeta di speranza e testimone del desiderio umano di felicità, può ancora donarci parole ed esempi che danno slancio al nostro cammino”. Un bell’auspicio di tanta bellezza per Forlì, che arricchisce i cuori di tutti in questo particolarissimo momento storico. 
 

Serena Vernia

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