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A cura di Serena Vernia

Con Dante la new generation della scuola

L’esperienza svolta da una classe dell’istituto professionale Ruffilli di Forlì, raccontata con entusiasmo dalla docente referente del progetto Paola Contini, apre alla didattica svolta con le ricorrenze culturali con esiti nuovi nella new generation della scuola dopo la pandemia

Un essenziale comunicazione ci ha informati dell’evento conclusivo del progetto scolastico dedicato a Dante Alighieri seguito da Paola Contini, docente dell’istituto professionale Ruffilli di Forlì. Abbiamo scelto di approfondire l’esperienza didattica perché nell’anno delle celebrazioni dantesche per il settecentenario dalla morte del poeta gli eventi e le iniziative culturali sono state lanciate per la riconsiderazione della produzione letteraria del poeta. L’esperienza vissuta principalmente con la 4G dell’istituto è stata incentrata sull’attività didattica svolta durante l’anno scolastico e conclusasi sabato 22 maggio con la prova finale e l’esibizione. Attraverso le vicende umane e spirituali di Ulisse, Manfredi, San Bernardo, alcuni alunni della scuola hanno ripercorso itinerari poetici e vissuti personali, provando a dare una linfa viva al “cammino di nostra vita”. Paola Contini ha guidato i ragazzi e li ha aiutati a ritrovare quella voce che per troppo tempo è stata sottratta loro dalla comune esperienza della pandemia. 

Già dalle prime righe della comunicazione inviataci abbiamo potuto selezionare tre momenti importanti del progetto scolastico: il coinvolgimento della cultura, dei giovani studenti dell’istituto, la prova di esercitazione in un luogo esterno all’edificio scolastico in una splendida giornata primaverile. Non sono scontati, dunque, lo strumento, la proposta, l’esecuzione in un luogo visto diversamente e valorizzato in una nuova dedicazione che rimarrà nel ricordo dell’esperienza. Partiamo dal primo, la cultura: in questo anno sensibilmente impegnativo per il settore, la cultura offre lo spunto per approfondimenti e considerazioni sui tempi attuali pur se le opere appartengono ad altre epoche. Infatti, la distanza del tempo non toglie nulla al percorso degli uomini e delle donne nella riflessione su se stessi, sulla propria essenza e sul perché delle esperienze. Le più belle ed interessanti opere letterarie conquistano l’eternità per la capacità di interpretare situazioni universali che nulla tolgono alla specificità del momento o alla sensibilità dell’autore, ma che evidenziano ciò che percorre la storia nella continuità, trovando ora un approdo di spiegazione, ora un riferimento in una nuova certezza.

Il coinvolgimento dei giovani nella scuola parte da un’esigenza specifica che spiega Paola Contini: “C’era tanta voglia di parole nuove e di far sentire la voce; parole e voci sembravano venire sottratte perché l’esperienza della pandemia ha sottratto le parole degli amici, della scuola, dei testi condivisi e dei poeti. Il 22 maggio i ragazzi si sono ripresi le parole. Inizialmente i giovani si sono misurati con alcuni canti tratti dalla Divina Commedia che erano stati apprezzati, poi si sono espressi nella lettura in un nuovo spazio, seppur il solito nel contesto scolastico. Abbiamo eletto il pioppo grande luogo adatto per il giardino circostante, che evoca il bosco, la selva. Abbiamo ripercorso il cortile nella parte più polverosa proprio come Dante nel suo cammino e ci siamo ritrovati nel giardino della scuola, come in un luogo nuovo… Ci siamo concentrati sui passi della vita, sui passi di Dante, nella pandemia ci rimettiamo in cammino seguendo il pellegrino Dante e facendone memoria”.

Ecco il terzo punto: il luogo quotidiano che è divenuto il teatro dell’esibizione, ma anche l’ambientazione nella metafora del significato del poema dantesco. La pandemia ha portato alla revisione dei luoghi degli istituti scolastici, a rivedere gli spazi vissuti normalmente come spazi di vita diversa non più scontati bensì apprezzati e, in generale, sono divenuti premi per l’impegno nelle limitazioni per una solidarietà sociale al miglioramento della situazione sanitaria. Nell’apprezzamento delle proprie cose, anche gli spazi scolastici divengono carichi di affetto e preziosi, un tesoro per le future progettazioni scolastiche. Il luogo scolastico si riappropria forse della propria identità, si carica di esperienze emozionali che la cultura sollecita e crea nei giovani, proprio nell’età più sensibile alla formazione dei giudizi che divengono più concreti e maturi nell’adolescenza.

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