Forlì bella

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Dal Vaticano alla Romagna: i nuovi musei ecclesiastici per tramandare il patrimonio artistico sacro

Anche Forlì è stata rappresentata al Convegno nazionale tenutosi il 9 maggio ai Musei Vaticani sul ruolo dei Musei Ecclesiastici in Italia. Tante le novità e molte le sorprese per un settore notevolmente in crescita.

I Musei Vaticani fanno scuola. L’istituzione museale più nota al mondo, che custodisce un patrimonio culturale comprendente innumerevoli espressività artistiche, documenti storici, reperti archeologici di differenti civiltà, apre le porte per istruire, formare e sollecitare all’esperienza della costituzione di nuovi musei diocesani d’Arte Sacra. Infatti, riconosciuta da più esperienze museali italiane l’importanza e l’efficacia, tali musei costituiscono l’opportunità di creare nuovi posti di lavoro per coloro che possiedono le capacità, i titoli di studio adeguati e la conoscenza delle modalità di divulgazione del patrimonio sacro che si deve conservare per la crescita della comunità. Pertanto, la sollecitazione alla costituzione di nuovi Musei come esperienza per aiutare la comunità a riappropriarsi della propria espressività sviluppata nel tempo aiuta anche a prendere maggiore coscienza delle radici e dell’identità cristiana che ci caratterizza da molti secoli.

Senza scendere nei particolari, ma valorizzando ciò che già c’è nel nostro territorio, il Museo Interreligioso a Bertinoro è oggi sempre più attuale e necessario. Incentrato sulle tre religioni monoteiste rappresenta una tipologia di racconto dedicato e particolare, che offre l’opportunità di considerare gli aspetti fondanti il monoteismo e di approfondire le conoscenze che permettono il dialogo interreligioso. Riallestito recentemente per una migliore divulgazione dei contenuti, utilizzando tutti gli spazi presenti nella sezione museale della Rocca di Bertinoro, si lega alla storia locale per la presenza, sia a Forlì, sia a Bertinoro, della comunità ebraica e a quella islamica per gli immigrati che provenienti da più parti del mondo hanno deciso di trasferirsi in Romagna per nuove opportunità professionali o esigenze di famiglia. L’esempio di tale museo costituisce già un precedente per la costituzione di altri musei, specialmente per il continuo aggiornamento del patrimonio custodito che non rappresenta ciò che è stato dimenticato, ma si arricchisce ogni anno di opere d’arte espressive sulla fede. L’importante attività didattica che svolge abitualmente con le scuole permette la formazione dei giovani nel dialogo con le tre religioni monoteiste e di ampliare e migliorare i rapporti tra i coetanei di altre religioni e culture.

L’esperienza dei musei Diocesani rappresenta la novità sollecitata nell’ultimo decennio; in differenti diocesi d’Italia la riflessione sul proprio patrimonio sacro ha determinato la presa di coscienza della propria storia e delle proprie peculiarità, favorendo la frequentazione di luoghi che custodiscono opere e manufatti che consentono anche la valorizzazione delle proprie caratteristiche ed il ritrovamento della propria identità. Non solo, ma ha favorito lo studio, la ricerca universitaria e la formazione dei giovani ad una professione che consente di considerare la cultura come valore fondante la propria storia. Le professionalità richieste perché i musei diocesani rispecchino le caratteristiche del settore sono differenti: dai giornalisti per l’ufficio stampa agli storici dell’arte, dai teologi agli esperti della didattica, dai conservatori ai ricercatori fino agli archivisti, insomma tutto quello che è necessario affinché anche il patrimonio sacro possa portare il proprio contributo alla conoscenza dell’espressività artistica nella fede e alla creazione di percorsi culturali integrati anche nell’attività pastorale.

La costituzione di nuovi musei Ecclesiastici non è cosa semplice, anzi assai complicata, che richiede innanzitutto il riconoscimento di un nucleo di patrimonio dal valore storico, artistico e religioso e la messa in rete con gli altri musei di tale patrimonio per legarlo alla Regione e all’insieme dei Musei del territorio come una ulteriore offerta culturale specialistica e interessante. L’esperienza turistica passa dunque anche attraverso il patrimonio sacro, perché specialmente nel tempo libero si può desiderare di accrescere le proprie conoscenze e arricchire la propria cultura con la bellezza di ciò che non conosciamo. L’auspicio di Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani, è stato proprio questo: dare rilievo a ciò che attende di essere valorizzato e tramandato ai giovani e portato nel futuro perché continui a rappresentare la comunità di appartenenza.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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