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Fabbrica Caproni: la storia continua nel futuro

È di pochi giorni fa la notizia della vendita all’asta del Demanio del grande edificio della ex fabbrica di aeroplani a Predappio, una scelta che apre a nuove prospettive su questo particolarissimo edificio

Ha destato molto interesse la notizia che l’edificio dell’Aeronautica Caproni a Predappio è in vendita all’asta per una nuova visione della struttura. Si sono scatenati subito i commenti sul recupero di questo edificio dalle vastissime dimensioni, destinato alla produzione di un particolare tipo di aereo da esercitazione e combattimento e ad alcune parti strutturali. Difficile ricostruire la vera immagine della struttura, ormai lasciata al degrado da più di due decenni, ricoperta di vegetazione che ne nasconde in gran parte le fattezze. L’edificio è ancorato alla collina in una struttura molto articolata, che si avvale di preesistenze derivanti da una precedente attività lavorativa legata alla raffinazione dello zolfo dopo la vicina estrazione nelle miniere; la fabbrica Caproni in parte ampliò la struttura aggiungendo ulteriori ambienti in relazione al dislivello della collina.

La struttura si erge sulla strada che dalla piazza principale di Predappio giunge al borgo storico di Predappio Alta e attualmente è chiusa dalle transenne per evitare qualsiasi introduzione all’interno dell’edificio segnalato pericolante con più cartelli. L’inclusione delle strutture storiche nei Beni Culturali, sia per l’età sia per interesse storico, appunto, permette di proporre una riflessione che sia comprensiva di tutti gli aspetti che caratterizzano questo edificio che oggi mostra l’immagine del disuso negli anni e anche la difficoltà a conservare ancora in funzione una struttura dalla complessa architettura. Alcune parti sono rimaste in uso nel tempo dal dopo guerra, con una riconversione della produzione soprattutto nel settore della falegnameria, visto che gli ambienti vasti erano adatti, ma non fu lo stesso per tutte le aree dell’edificio. In diverse occasioni di studio la fabbrica è stata proposta come un esempio dell’applicazione dell’ingegneria e dell’architettura italiana, settori nei quali i professionisti nazionali hanno continuato ad essere ai vertici dell’eccellenza.

Ulisse Tramonti nel noto catalogo dedicato all’urbanistica e all’architettura fra le due guerre ha ricostruito attraverso le fonti a stampa la costituzione dell’edificio, avvalendosi anche di fotografie di raccolte private che illustrano la struttura all’esterno ed all’interno. Inevitabile il confronto con lo stato attuale di conservazione, ma ciò non ha fermato anche le ricerche storiche di alcuni predappiesi che hanno voluto ricostruire con le memorie locali il tessuto sociale e occupazionale includendo anche la fabbrica di aerei come un’industria che dava lavoro a 1400 persone. L’insegna del Museo Urbano posta nel lato destro della struttura evidenzia che il percorso storico a Predappio include una tappa per la visione anche della fabbrica Caproni.

Rimandando alle pubblicazioni per gli approfondimenti storici e architettonici dell’edificio, ciò che riteniamo sia importante evidenziare è la notizia della vendita per una nuova destinazione, seppur l’inclusione nei Beni Culturali richiederà, giustamente, di non cancellare nel restauro la sua destinazione iniziale, lasciando all’evidenza alcuni particolari che denotano la funzionalità avuta nel tempo, persino l’utilizzo successivo alla chiusura come fabbrica di aerei. Ciò permetterà certamente l’inclusione della struttura nel percorso già esistente sul volo a Forlì e che costituirà una parte consistente del futuro Museo dedicato al tema. Già in una precedente puntata lo avevamo delineato includendo la storia, l’arte, la cultura fino alla formazione specifica con un istituto e l’Università. Le gallerie del vento poste di fronte alla fabbrica sono state restaurate alcuni anni fa per l’utilizzo da parte dell’Università per lo studio.

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Ciò evidenzia che dalla storia si può imparare, dalla storia si può ripartire con nuove possibilità di sviluppo per l’umanità. Attendiamo fiduciosi che l’acquirente sappia vedere in questa struttura non solo la fabbrica di aerei, quanto un Bene Culturale storico, sociale, legato al territorio, all’aeroporto dove avveniva l’assemblaggio e il collaudo degli aerei, e che nella nuova destinazione voglia restituire in un positivo contributo concreto una nuova vita alla struttura, perché da essa si possa imparare e raggiungere un nuovo obiettivo di eccellenza sia nel restauro, sia nella capacità di vedere di più di quello che i muri ci fanno solo intuire ora. La Caproni è un altro tassello di storia vissuta che ci proietterà nel futuro.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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