Venerdì, 17 Settembre 2021
Forlì bella

Opinioni

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A cura di Serena Vernia

Festa Artusiana, a tavola con la cultura

È in corso la venticinquesima edizione della Festa Artusiana a Forlimpopoli, dedicata al cibo della tradizione romagnola nell’evento che ne celebra la storia

L’edizione della Festa Artusiana che cade nel 2021 nella ricorrenza della venticinquesima manifestazione dedicata al cibo della Romagna si caratterizza per un programma culturale che unisce il mangiare illustrato nel ricettario di Pellegrino Artusi alla gastronomia tipica attuale. Continuare la tradizione della festa anche nella pandemia costituisce l’occasione per arricchire di conoscenza storica l’alimentazione, un settore che per l’Italia rappresenta l’eccellenza della gastronomia nel buon gusto e nella sapienza della tradizione culinaria nazionale. I migliori chef al mondo sono italiani e ciò riempie di orgoglio per una cultura che si fonda sulla conversione dei prodotti naturali in pietanze succulente e sulle quali una seria ricerca delle armonie dei sapori ha fondato il risultato gradito in tutto il mondo.

Seppur negli ultimi anni le abitudini alimentari italiane siano mutate a causa di una vita divenuta maggiormente frenetica, che ha tolto tempo specialmente alla corretta alimentazione e alla sua preparazione, durante la pandemia nei periodi di maggiore allarme per l’epidemia da Covid, gli scaffali dei supermercati erano vuoti nei prodotti alimentari, specialmente nella farina e nel lievito. Dovendo cucinare in casa gli alimenti essenziali erano oggetto di assalto in grandi quantità. Se ricordiamo correttamente, le prime immagini dell’inaspettato e strano periodo relativamente alle limitazioni sociali e alla permanenza nelle case vedevano scene di pranzi e di cene con piatti succulenti e in grande quantità di cibo. Insomma, sovente il mangiare è associato al relax, perché cucinare richiede il tempo, la cura e l’attenzione per dosare gli ingredienti e per sovrintendere alla cottura giusta. Le “mangiate” tanto diffuse in Romagna, tra gli amici e i parenti, sono occasioni di ritrovo sociale nel gradimento del cibo, scelto per l’incontro conviviale e per il quale ci si prepara nella selezione accurata del ristorante, del menù che diviene il tema principale della serata al quale adeguare persino l’abbigliamento, perché dal tipo di cibo scelto per l’incontro dipende anche lo stile del ristorante e dei commensali.

Tutte queste nuove declinazioni sono derivate dalla conoscenza approfondita del cibo, del quale in Italia se ne gode la sapienza, seppur i dietologi compiano ugualmente il loro importantissimo compito per la regolamentazione della dieta adeguata al mantenimento della salute, senza eccedere in dosaggi e quantità che toglierebbero l’equilibrio all’organismo dato proprio dalle proprietà del cibo e dagli ingredienti utilizzati nelle ricette. La festa Artusiana a Forlimpopoli non rappresenta una sagra, come se ne organizzano nei piccoli Comuni della Romagna dalle Pro Loco locali, che rispondono invece alla tradizione del territorio relativamente ad una pietanza cucinata, della quale se ne produce in grossa quantità e in alcune varianti proprio per l’occasione.

La Festa Artusiana fonda la propria identità sul ricettario culinario storico, che divenne celebre per l’alimentazione tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, studiato nel tempo e conservato e preservato da Casa Artusi che continua nella tradizione della cucina nella divulgazione della cultura gastronomica della tradizione italiana e specialmente romagnola. Senza nulla togliere alle sagre, che comunque rappresentano appuntamenti importanti per la gastronomia tipica, la Festa Artusiana rappresenta un punto di riferimento per la conoscenza culturale del cibo e alla quale si affiancano altrettanti eventi culturali tenuti nei luoghi storici forlimpopolesi: il museo archeologico, la rocca con la corte interna, le due chiese di San Ruffillo e dei Servi, ricche di testimonianze artistiche rilevanti, la piazza con la torre civica dove abitò Pellegrino Artusi e altri angoli significativi. 

Le norme anti-Covid non hanno permesso che nell’edizione di quest’anno l’intero centro storico potesse essere allestito come negli anni precedenti, con le bancarelle per la vendita dei prodotti alimentari, dalle piante aromatiche agli insaccati, alle marmellate, e altro ancora, perché la festa si è dovuta concentrare negli stand della ristorazione, evitando gli assembramenti e solo con i posti a sedere. Non mancano mostre a tema e dedicate alla tradizione romagnola, per quest’anno incentrate sul pane e la xilografia, la presentazione di libri, Show cooking e le visite guidate a casa Artusi. Fino all’8 agosto la festa della cultura a tavola in una edizione posticipata nel cuore dell’estate, si presenta in una veste ancora più culturale nella tradizione della tavola italiana.

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