Forlì bella

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È la festa di San Mercuriale. La ricorrenza affida alla scienza e alla cultura lo studio del cristianesimo

La Basilica in piazza Saffi che porta la dedicazione al santo rappresenta un punto di riferimento culturale e religioso in città

Studi, indagini scientifiche, conferenze culturali. Nell’anno dedicato alla scoperta di nuove informazioni sul corpo del santo custodito nella Basilica in piazza Saffi sono tanti gli approfondimenti che vengono proposti per comprendere più a fondo le origini cristiane del nostro territorio. Lo studio è stato affrontato più volte, tuttavia le conclusioni a cui giungono le indagini scientifiche sul corpo aggiungono maggiore conoscenza ad una storia molto distante dai nostri tempi, ma di importanza determinante per lo svolgersi nel tempo della continuità e della divulgazione del messaggio evangelico. Il ciclo di conferenze “Cristianesimo ed Europa” che si tiene nella basilica fino a metà novembre pone la riflessione sull’Europa intrisa di cristianesimo ma che non riconosce ufficialmente tali radici.

I relatori che compongono il quadro di riferimento per la conoscenza tracciano le linee identificative della presenza cristiana in Europa, rilevando i contributi della cultura alla formazione del concetto sulla persona. Il percorso storico proposto permette di aggiungere un elemento in più di riflessione sulla nostra città, nei primi secoli dell’era cristiana, quando non aveva ancora la definizione e l’estensione che vediamo oggi, con un nucleo originario di fondazione nella zona di porta Schiavonia, lungo il tracciato di corso Garibaldi, l’antica via Emilia.

Difficile immaginarsi l’inizio di Forum Livii e ancora più complesso è pensare a San Mercuriale che nel IV secolo percorreva i vicoli tra le case svolgendo la sua missione. Nella basilica la cappella di Girolamo Mercuriali conserva alcuni dipinti che lo rappresentano: nella contemplazione della Madonna, nella leggenda del drago che il protovescovo forlivese sconfisse insieme a San Rufillo, primo vescovo di Forlimpopoli, impegnato nel compito di diffusione del Vangelo e della consegna delle reliquie da Gerusalemme, fino a quello di Giacomo Zampa affisso nella navata che lo rappresenta benedicente il modellino della città. Insomma, gli studi scientifici che si stanno svolgendo su ciò che resta del santo oggi chiariscono su molti aspetti della vita vissuta da San Mercuriale negli anni posti dell’inizio della diffusione del cristianesimo nel nostro territorio.

Chiarito il principio rimane l’oggi, ancora da legare in un percorso di continuità. La città ha appena ricordato una missionaria forlivese che si è impegnata nell’aiuto ai poveri in Somalia, uccisa sedici anni fa e martire della carità cristiana. Nei quasi due millenni che separano Annalena Tonelli da San Mercuriale la storia ha vissuto l’evangelizzazione attraverso l’opera di molti predicatori e modelli dalla fede esemplare, come il Beato Marcolino e il Beato Salomoni, dei quali nella Pinacoteca civica sono custodite le arche sepolcrali tra i migliori esempi di manufatti scolpiti in marmo, rappresentativi degli stili del Trecento e del Rinascimento; poi Sant’Antonio di Padova del quale il bel quadro di Guido Cagnacci nella cappella in Cattedrale permette il ricordo della sua predicazione in città. La Beata Benedetta Bianchi Porro di recente proclamazione è nata e cresciuta in un territorio intriso di tanti secoli di evangelizzazione, i cui segni sono indelebili nell’arte e nelle architetture.

Le chiese del centro storico della città sono tra le più interessanti nella qualità degli allestimenti interni e permettono di costruire percorsi stilistici e tematici sugli influssi nella nostra città ora da Firenze, ora da Roma, che hanno aggiornato il gusto locale. I complessi monastici, molti dei quali convertiti ad altri usi, aiutano ad immaginare la Forlì dei secoli passati, con strutture religiose ubicate nella maggior parte fuori del centro abitato, in luoghi consoni ad ospitare edifici ampi come la chiesa di San Giacomo del convento dei domenicani, oggi auditorium e sede di mostre temporanee. Pertanto, la continuità dell’evangelizzazione è visibile da ciò che resta nell’arte e nell’architettura ed anche dai personaggi che hanno lasciato un segno importante con il loro esempio nella memoria della comunità in seno alla quale sono nati e cresciuti nella fede religiosa. Di tanti altri potremmo raccontare, storie sconosciute e silenziose, ma l’inizio e il traguardo nella contemporaneità offrono sempre spunti di approfondimento importanti che la cultura, la fede e la scienza possono studiare nelle rispettive modalità.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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