Martedì, 21 Settembre 2021
Forlì bella

Opinioni

Forlì bella

A cura di Serena Vernia

Feste religiose intrecciate alla storia della Romagna

Superati i primi appuntamenti nel calendario delle celebrazioni a ricordo di Sant’Antonio di Padova, la festa di Santa Rosa da Lima a Predappio rappresenta un altro evento religioso che si lega alla storia locale

Se nelle chiese del centro storico di Forlì si possono trovare sugli altari i santi rappresentati in sculture o dipinti e appartenenti al Nuovo Testamento o ai primi secoli quando il cristianesimo era ancora sottoposto alle persecuzioni, nelle vallate forlivesi il culto lascia ampio spazio ai francescani e al francescanesimo. Poche settimane fa le reliquie di Sant’Antonio di Padova hanno transitato per la Valle del  Montone in un pellegrinaggio in Romagna per ricordare l’importante rivelazione delle doti di predicatore avvenute nella Cattedrale di Forlì nel 1222. Sant’Antonio, fermatosi a Montepaolo, fu un francescano che nella ricerca spirituale di tipo eremitica camminò sui sentieri già percorsi da San Francesco d’Assisi, vie che nei pellegrinaggi verso Roma raggiungevano anche l’Appennino tra Toscana e Romagna. Le tre valli forlivesi sono segnate dalla iniziale presenza benedettina, successivamente aggiornata all’ordine camaldolese o  francescano. Presenti le eccezioni: il martire imolese San Cassiano, al quale si intitolò il Comune nella Valle del  Montone, rappresentativo del culto per i martiri dei primi seoli, e Sant’Ellero sull’eremo adiacente a Galeata, che si evidenzia nel carattere eremitico tra i primi sensibili alla fede cristiana per la quale fondò una chiesa e poi un monastero per la vita contemplativa e monacale nella sua tipicità storica.


Nel centro storico di Forlì, il martire Valeriano è ancora oggi ricordato in Cattedrale e in un dipinto che fu realizzato da Guido Cagnacci per il tamburo della cupola della cappella della Madonna del Fuoco, mentre tra i santi più recenti si citano San Giovanni Bosco e la beata Benedetta Bianchi Porro. A Predappio, oltre al ricordato patrono, alla fine di agosto è festeggiata Santa Rosa da Lima, decisamente più rara nel territorio diocesano. La festa è stata celebrata il 29 agosto con l’Adorazione Eucaristica, la processione e la Messa solenne, sempre ufficiata nel giardino dell’asilo. La santa rappresenta il legame con la storia della devozione locale. A Santa Rosa da Lima è dedicato, infatti, l’asilo infantile locale e la santa è la prima dedicataria della chiesa parrocchiale, poi intitolata a Sant’Antonio di Padova. Infatti, il concorso per la progettazione della chiesa a Predappio del 1926 recava come intitolazione dell’edificio Santa Rosa, perché per la santa esisteva già la devozione. Sfumata la dedicazione alla parrocchia si è proceduto con l’intitolazione dell’asilo infantile. 


La dedicazione ai santi è sempre una scelta che coinvolge molteplici fattori: la vicinanza con i santuari, i luoghi di preghiera, gli eremi, i percorsi della fede, un evento miracoloso che ha determinato la devozione alla santa o al santo e la devozione dei fedeli. Santa Rosa da Lima è la patrona del Perù: si distinse per le sue offerte in preghiera per i peccati del mondo e per la conversione religiosa delle persone di etnie diverse e non ancora acculturate. Una santa ispiratrice di una interpretazione della fede nella tradizione cristiana, ma  mossa da una generosa carità nella preghiera incessante e volta alla ricerca del dialogo mistico con Dio grazie al quale operò miracoli già nella vita. 


Per la storia dell’edificio, il volume a cura di Ulisse Tramonti e Luciana Prati “La città progettata: Forlì, Predappio, Castrocaro. Urbanistica e architettura fra le due guerre” pubblicato nel 1999, riporta nella scheda monografica la data relativa all’edificazione dell’asilo avvenuta tra il 1925 ed il 1928. Infatti, i lavori furono iniziati per costruire la chiesa parrocchiale, ma l’edificazione fu interrotta per la revisione del progetto generale di costruzione di Predappio Nuova, con lo svolgimento del concorso per la progettazione della chiesa dove vinse Cesare Bazzani, con il progetto corrispondente alla parrocchia di Sant’Antonio costruita nella sede attuale. Utilizzando le fondamenta già gettate si edificò l’asilo con l’oratorio. Nel volume “Tra Razionalismo e Art Déco, La chiesa di Sant’Antonio a Predappio: Cesare Bazzani progettista e direttore scientifico” a mia cura, le ricerche di archivio pubblicate nel 2017 hanno rivelato il primo luogo di culto di Dovia dedicato a Santa Rosa da Lima e ubicato in un fabbricato coincidente con la ricostruzione dell’asilo due anni più tardi. Il primo luogo di culto fu inaugurato alla santa l’8 dicembre 1923. Ancor prima dell’edificazione di Predappio Nuova la devozione a Santa Rosa da Lima rappresentava una presenza che ha avuto nella storia della cittadina un rilievo significativo nel principio, per desiderio degli abitanti locali, che richiesero incessantemente fin dal 1915 una chiesa per il culto cristiano nella popolosa frazione che mutò in Predappio Nuova. 

Serena Vernia
 

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