Forlì bella

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“Forlì bella” fa 100! Primo traguardo per il blog dedicato all’arte e alla cultura forlivese

Raggiunte le prime 100 puntate tracciamo un bilancio del blog che vuole mostrare la bellezza di Forlì a chiunque voglia conoscerla ed ammirarla

“Forlì bella” ha raggiunto le prime 100 puntate e con soddisfazione e curiosità tracciamo un bilancio del gradimento e delle preferenze degli articoli pubblicati. In testa alle condivisioni sui social e sul numero dei lettori ci sono quelli che parlano di Vittorio Sgarbi, sia nella veste tradizionale di critico d’arte e di autore di spettacoli teatrali sugli artisti, sia in quella più amichevole del tempo libero. Il noto critico ama molto la nostra città: in più occasioni ha mostrato di conoscere le opere custodite, di volerle valorizzare e divulgare nei significati ed è nostro assiduo lettore. Passando dal profano al sacro, al vertice del gradimento e dell’interesse ci sono gli articoli per la beata Benedetta Bianchi Porro che nel complesso superano gli articoli su Sgarbi. Dalla cerimonia di beatificazione con tutti gli aspetti ad essa legati fino al patrimonio artistico ispirato dalla beata, dalla musica all’arte. Benedetta è stata al centro anche del blog per gli aspetti culturali a lei legati nella zona dell’entroterra romagnolo molto apprezzata da coloro che percorrono le antiche vie dei santuari. 


Per questo gli articoli sul turismo dell’entroterra hanno ricevuto buoni indici di interesse e di gradimento, portando i contributi culturali al paesaggio naturalistico, segno dell’apprezzamento crescente per l’Appennino, per le escursioni sempre più frequentate alla scoperta delle colline, degli antichi monasteri conosciuti ma ancora per molti una meta da vedere, alla riscoperta della presenza dei santi che hanno percorso il nostro territorio - Sant’Antonio da Padova tra i più conosciuti nell’eremo di Montepaolo - ma anche la riscoperta delle tracce benedettine nei monasteri dislocati nelle valli che ci fanno immaginare a come doveva essere la realtà molti secoli fa, nel lontano Medioevo quando il tempo era scandito dalla luce del sole, dal movimento dei cavalli e degli asini, dai percorsi a piedi per spostarsi da un luogo all’altro. I borghi dell’entroterra forlivese posseggono ancora tantissimo fascino e tanta storia da riscoprire nei legami con i territori circostanti, mete preferite per chi ama la vacanza lontano dai rumori artificiali.


In ottima posizione gli approfondimenti sul patrimonio artistico, in tutte le declinazioni: dalle chiese al patrimonio della Pinacoteca, fino a quello dei palazzi storici. In questo non abbiamo certamente ancora terminato di raccontare di tutto quello che rende Forlì unica, singolare e meta di interesse turistico. Dalla riscoperta delle antiche tecniche artistiche fino ai legami nel territorio per riscoprire i percorsi, i tracciati, le vie che hanno portato numerosi artisti nella nostra città, aggiornando il gusto oppure chiamati proprio per la loro abilità. In questo aspetto il contributo alla conoscenza che abbiamo portato è stato quello di evidenziare la presenza di alcune scuole significative per l’arte locale in tutti i secoli, sia nella pittura da cavalletto sia in quella decorativa e di proporre alcuni itinerari nella città da svolgere nel proprio tempo libero sia passeggiando, sia di corsa.


Ugualmente in ottima posizione sono gli articoli sugli artisti di Forlì, su alcuni eventi che hanno coinvolto gli istituti scolastici, sui percorsi culturali che legano la città ai Comuni limitrofi. Insomma, c’è veramente tanto da vedere e conoscere, ma per poter apprezzare Forlì occorre avere lo sguardo aperto a considerare l’insolito, disponibile a non cercare immagini comuni e a riconoscere anche nelle arti minori l’importante contributo apportato agli ambienti cittadini. È determinante amare e vivere la propria città, sapere la sua storia, conoscere le strutture che nei secoli l’hanno caratterizzata, avere un occhio critico per poterla conservare ma anche contribuire a migliorare nella fruizione pubblica, perché la città non è solo dei forlivesi ma di tutti coloro che vorranno conoscerla. Per questo abbiamo fatto proposte e ci siamo inseriti con attenzione costruttiva nei maggiori dibattiti cittadini, ultimo dei quali quello sulla nuova collocazione della scultura canoviana Ebe, perché il patrimonio culturale deve essere visto con occhi sempre nuovi, per renderlo adatto alla conoscenza adeguata ai tempi, nell’era della comunicazione che si evolve velocemente con gli strumenti tecnologici che facilitano la trasmissione della cultura. Attenti alle novità, cerchiamo di mantenere nella giusta consapevolezza del valore artistico ciò che possediamo e che è giunto a noi, per poterlo raccontare agli altri. È già allo studio una iniziativa per promuovere i cittadini a guide volontarie delle bellezze della nostra città. Dai racconti nasce la divulgazione e la diffusione delle bellezze di Forlì.
Il 100 è solo il primo traguardo, si guarda al prossimo, cercando di mostrare la ricchezza culturale e artistica della nostra città. 

Serena Vernia
 

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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