Forlì bella

Forlì bella

Tra le bellezze del centro storico una chiesa ancora da riscoprire

San Filippo Neri a pochi passi da Piazza Saffi potrebbe costituire un’interessante meta turistica tra le bellezze della città. Già restaurata, attende una nuova valorizzazione tra i monumenti di Forlì

La grande chiesa che si affaccia su via Giorgina Saffi è una interessante struttura di metà Seicento edificata nel borgo Schiavonia a partire dal 1642, data molto vicina a quella di edificazione dell’Oratorio dei Falegnami in via Albicini. La grande struttura si impone per dimensioni nel tessuto storico della città, inserendosi con la sua facciata in mattoni a vista nella tradizione locale legata all’utilizzo di questo materiale per la costruzione degli edifici. La chiesa è interessante anche per le opere che custodisce, per la forma e le decorazioni che racchiude.

Di forma longitudinale, ha due cappelle per lato che affiancano la navata centrale e il transetto costituito da due cappelle laterali più profonde, una cupola ed un presbiterio ampio. Le proporzioni dell’edificio rimandano alla vicina chiesa del Carmine che si affaccia su borgo San Pietro, anche se l’interno di San Filippo presenta notevoli diversità rispetto alla barocca e decoratissima chiesa dei carmelitani. Innanzitutto la policromia dei marmi degli altari risalta nelle cappelle laterali impreziosite da decorazioni parietali anch’esse barocche con finti sfondati illusionistici dipinti per ampliare lo spazio interno. La cupola reca una delle più belle quadrature settecentesche realizzate da Flaminio Minozzi nel 1780.

La chiesa è stata ricordata nelle guide storiche locali evidenziando ora un aspetto, ora un altro. Ettore Casadei nel 1928 insisteva sul valore delle opere interne, frutto di abili artisti che lasciarono in altri monumenti di Forlì segni della loro arte in altri manufatti e interventi decorativi; nella precedente guida del 1893 Egidio Calzini e Giuseppe Mazzatinti si erano dedicati alla chiesa con un racconto più sintetico, derivante da un obiettivo incentrato maggiormente sulla descrizione della città e non più specificatamente  sulle bellezze storico-artistiche come invece farà Casadei qualche anno più tardi.

Tuttavia, proprio per la sua imponenza occorrerebbe pensare ad una valorizzazione che la renda maggiormente integrata nel circuito turistico locale. L’architettura barocca forlivese è sicuramente tra le stagioni più interessanti per la nostra città e tra le prime espressioni artistiche studiate allo scopo di costituire un percorso storico tra i bei monumenti di Forlì, ma la chiesa di San Filippo Neri risulta ancora non pienamente compresa nella sua essenza artistica. Riprendendo la considerazione che nella nostra città non ci sono opere lasciate da eccellenti artisti con frequenza sempre stimabile, bensì opere importanti e alcune di grande valore dislocate nei secoli e rappresentative dell’arte che esprimono, Forlì è quindi impreziosita da chi conosceva bene il proprio mestiere e si faceva portatore della diffusione di stili che aggiornavano la città all’arte del tempo, facendola partecipare alla diffusione del gusto più gradito sviluppato in ciascun secolo.

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Pertanto, se non possiamo citare spesso nomi noti, ritroviamo in San Filippo l’abilità del decoratore della cupola, la gradevolezza e l’ordine interno derivato proprio dagli altari laterali alla navata concepiti come complessi completi di pala d’altare e decorazione. Già il volume, la prima e completa monografia sulla chiesa realizzata subito dopo i restauri, recava il titolo Forlì, una città per l’arte. Pubblicato nel 2003, faceva riflettere sull’idea che si aveva nella valorizzazione della chiesa nella città, in un momento in cui la promozione turistica di Forlì iniziava ad essere un tema da studiare e sviluppare. In definitiva, anche la Chiesa di San Filippo Neri rappresenta la sua epoca, secondo un’idea diversa dall’opulenza decorativa della chiesa carmelitana o anche dall’Oratorio dei Falegnami, struttura più piccola ma curatissima nell’allestimento artistico interno. Rimandando ad altro momento la spiegazione più dettagliata del significato delle opere presenti, importa ricordare che anche questa chiesa mostra i segni della volontà di innalzare un bel monumento nella città. Il restauro di qualche anno fa ha restituito tale bellezza e ad oggi occorre continuare l’opera di conoscenza con una nuova valorizzazione di questo bel monumento.   

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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