Lunedì, 14 Giugno 2021
Forlì bella

Opinioni

Forlì bella

A cura di Serena Vernia

Forlì e Urbino unite da una splendida opera

La chiusura dei Musei non ha fermato l’attività di divulgazione delle opere d’arte e la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino ha pubblicato sui social uno speciale su un artista presente nella nostra Pinacoteca Civica

Creare i legami artistici e culturali nel patrimonio d’arte con i social è un beneficio della moderna comunicazione dei beni Culturali sul web. La Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, che possiede nel palazzo Ducale un patrimonio di inestimabile valore, ha iniziato a divulgare nel periodo della chiusura dei Musei a causa dell’epidemia da Covid alcune delle opere presenti nella collezione delle sale della prestigiosa sede storica. Con dei cortometraggi di due minuti e mezzo gli storici dell’arte raccontano sinteticamente l’opera oggetto dell’approfondimento. Ne sono state scelte alcune, tra le più importanti del patrimonio museale e che hanno legami anche con il palazzo. Lo storico dell’arte Giovanni Russo ha raccontato dei tre bassorilievi di Gregorio di Lorenzo rappresentanti la Madonna con il Bambino.

Perché ci concentriamo in questa puntata su tale artista e sulle sue opere cercando riscontri nei Musei nazionali? Nella Pinacoteca Civica di Forlì c’è una lunetta raffigurante la Madonna con il Bambino fra due angeli e cherubini che proviene dalla cattedrale forlivese. Fu prelevata quando nel 1841 si decise di ristrutturare il duomo, creando con le due cappelle laterali della patrona da un lato e della ferita nell’altro un transetto, mutando anche l’ingresso laterale originario a quest’ultima cappella, sopra al quale si trovava la lunetta. L’opera è stata a lungo attribuita al “Maestro delle Madonne di Marmo”, una generica dicitura che però non escludeva la mano di un artista: Gregorio di Lorenzo.

La definizione del suo stile nei manufatti artistici del museo urbinate spinge alla considerazione sempre più certa che anche la lunetta forlivese sia una realizzazione in pietra dello stesso artista. Giordano Viroli nella scheda dedicata all’opera nell’ultimo catalogo della Pinacoteca pubblicato nel 2016 attribuisce la lunetta proprio a questo artista. Nel video del Museo Nazionale delle Marche a Urbino Giovanni Russo pone l’accento su uno degli aspetti particolari dell’opera dell’artista, ossia la definizione dei volti del Bambino degli angeli, che nell’opera forlivese ha meno accentuazione. Seppure con importanti caratterizzazioni dei personaggi, la lunetta della nostra Pinacoteca presenta interventi per l’espressività di minor evidenza, per un maggiore impegno invece  nella tipica attenzione agli aspetti realizzativi, che denotano la qualità dell’opera nell’abilità dell’utilizzo degli strumenti da lavoro.

In una precedente puntata del nostro blog circa un anno fa ci eravamo già occupati del Maestro delle Madonne di Marmo, proprio per un post su Facebook del medesimo Museo nel quale una delle opere dell’artista era stata pubblicata con anche la sua storia e l’appartenenza all’ambiente locale. In quella sede avevamo tracciato un percorso inedito locale proprio seguendo le tracce dell’artista fiorentino. Ci fa piacere che dopo qualche mese la divulgazione delle opere attribuite al maestro abbia avuto uno spazio monografico rilevante, perché aiuta anche le città vicine a riflettere sul proprio patrimonio. I Musei sono luoghi attivi nello studio, nella ricerca, nella conservazione, nella tutela e valorizzazione delle opere d’arte. Pur se non attualmente fruibili, la divulgazione on line cui tutti i Musei stanno aderendo permette la conoscenza e la continuazione dello studio delle opere locali, trovando quelle informazioni necessarie alla costruzione di percorsi culturali ed artistici che non includono opere minori, ma le espressività artistiche richieste spesse volte in campo religioso per la devozione locale.

Ripercorrendo il percorso inedito che avevamo tracciato sul Maestro delle Madonne di Marmo avevamo delineato la strada: dalla Pinacoteca civica ci si sposta nella basilica di san Pellegrino per la tomba a Luffo Numai, ancora attribuita al medesimo artista, poi in Cattedrale per il fonte battesimale, non unico nel territorio per la presenza di un altro fonte sempre attribuito al medesimo artista nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Pievequinta. Il percorso giunge fino a Rocca San Casciano dove nella chiesa di Santa Maria delle Lacrime si trova un bassorilievo con una Madonna con il Bambino, sempre attribuita al maestro e che fu oggetto del miracolo nel 1523, per giungere a Firenze, dove nel museo del Bargello sono conservate altre opere del medesimo soggetto dello stesso artista.

Siamo quindi pronti per condividere pienamente l’attribuzione delle suddette opere a Gregorio di Lorenzo, pur evidenziando la ricchezza di riferimenti che sotto al nome generico del Maestro sono stati identificati nel tempo, perché gli influssi fiorentini localmente si manifestarono attraverso molteplici personalità che lasciarono importanti segni della loro arte nei manufatti che furono commissionati. Nel complesso, ci rende orgogliosi trovare i riferimenti alle opere locali e ai percorsi culturali artistici nelle sedi museali nazionali, perché contribuiscono a chiarire gli artisti presenti nel nostro patrimonio cittadino, in un rimando di collaborazioni rese possibili proprio dalla nuova modalità di divulgazione dell’arte sul web, che aiuta a capire l’utilizzo culturale dei nuovi strumenti informatici.
 

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