Lunedì, 2 Agosto 2021
Forlì bella

Opinioni

Forlì bella

A cura di Serena Vernia

Gli omaggi dalle bellezze della città al nuovo vescovo Monsignor Livio Corazza

Nell’arco di tempo di una settimana si è svolta la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per commemorare l’uccisione del senatore Roberto Ruffilli

Non si può più dire che a Forlì non succede niente! Gli eventi accadono, ed investono la città con la forza travolgente delle personalità invitate a visitare il centro storico e le istituzioni che rappresentano le eccellenze locali. Nell’arco di tempo di una settimana si è svolta la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per commemorare l’uccisione del senatore Roberto Ruffilli ed un nuovo appuntamento attende ancora di essere vissuto, con l’ingresso domenica prossima del nuovo Vescovo Livio Corazza.

Se le visite del capo dello Stato sono rare, più frequente, per la tipologia di servizio, è l’ordinazione episcopale e dunque l’ingresso in diocesi del nuovo vescovo, riferimento spirituale per il territorio diocesano. Sul primo evento, definito storico per la partecipazione del Presidente della Repubblica Italiana e per il riconoscimento ufficiale dopo alcuni decenni di ciò che successe in città, già si è detto tutto, attraverso una cronaca dettagliata, ma del prossimo evento resta, invece, ancora molto da raccontare. Infatti, in una giornata  altrettanto storica, Monsignor Corazza, diverrà cittadino forlivese lasciando per il periodo dell’episcopato la provincia di Pordenone. Considerato, quindi, il compito che dovrà assumere per i prossimi anni, desideriamo raccontargli che cosa vedrà nella giornata che lo vedrà protagonista in un’accoglienza calorosa da parte dei forlivesi che lo adotteranno a loro pastore spirituale.

Il saluto iniziale alle autorità cittadine nella piazza principale della città consentirà l’immediata percezione della storia che si è succeduta lungo i secoli e manifestata dagli edifici che la contornano, con palazzi e chiese rappresentativi di stili ed epoche, dal Quattrocento fino al Novecento con le ultime architetture razionaliste. Spicca certamente l’antica basilica di San Mercuriale con il suo altissimo campanile del XII secolo e il chiostro aperto. La basilica è intitolata al protovescovo forlivese, colui che evangelizzò la Romagna insieme a San Rufillo, primo vescovo di Forlimpopoli. La facciata romanica, ricostruita in parte attraverso un restauro svolto nel secondo e terzo decennio del Novecento, dona un’atmosfera medievale ad una parte della piazza che fu il campo dell’Abate, quando la chiesa era parte di un monastero piuttosto importante nel territorio. All’interno, nella cappella Mercuriali è custodito il corpo del santo, la cui testa si trova invece nella chiesa della Trinità.

Lasciando la parte medievale della piazza, procedendo verso la cattedrale, la seconda tappa davvero importante è la Cappella della Madonna del Fuoco, fatta edificare alla fine del secondo decennio del Seicento per custodire la venerata immagine che la rappresenta in una xilografia su carta con Gesù Bambino. Un’opera antichissima, già presente a Forlì nel 1428, quando scampando all’incendio sopravvisse miracolosamente generando il titolo che ancora oggi porta. La cappella è una bella struttura seicentesca, barocca nella decorazione, con un organo Callido. Arricchita dal cardinale Fabrizio Paulucci nei marmi dell’altare e della tribuna in bronzo dorato che circonda la venerata immagine, è coperta da una cupola che fu decorata da Carlo Cignani tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.

Fu un’impresa assai difficile per l’artista bolognese che, stabilitosi in città, aprì una frequentatissima scuola di pittura, divenendo un riferimento continuo nel tempo fino all’Ottocento attraverso i suoi allievi e seguaci. La cupola è stata decorata con la scena dell’Ascensione di Maria in cielo, terminata la quale si costituì un complesso decorativo rilevante, che è composto dalla cupola affrescata e dalle statue degli evangelisti nel tamburo. Dunque, la cappella più importante della città fu decorata ed impreziosita adeguatamente ad ospitare l’immagine della patrona la cui festa cade nella ricorrenza del miracolo, il 4 febbraio. Il resto della struttura è stato ricostruito nel XIX secolo nel corso di un importante intervento edilizio che vide l’ampliamento della chiesa rispetto a quella rinascimentale, con la costituzione del transetto tramite le cappelle della Madonna del Fuoco e del Santissimo Sacramento. 

Nella nuova città Monsignor Corazza inizierà ufficialmente il suo episcopato proprio a partire dalla visione dei due principali monumenti religiosi di Forlì, l’antica abbazia intitolata al primo vescovo di Forlì e la cappella della patrona, testimoniando la continuità nella storia dell’evangelizzazione e della presenza mariana nel territorio attraverso il miracolo che ancora oggi i forlivesi celebrano e ricordano con molto fervore. Non solo, ma i due luoghi della fede testimoniano la presenza in città di tutte le strutture religiose rappresentative dei secoli e degli stili che si sono succeduti nel tempo, arricchendo Forlì di una continuità nella storia dell’aggiornamento del gusto che secolo dopo secolo l’ha resa un centro rappresentativo delle epoche, attraverso committenze e importanti interventi edilizi che fecero Forlì viva e sollecitata ad adeguarsi alle novità del tempo.

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