Forlì bella

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Grandi artisti a Dovadola: il borgo dell’entroterra romagnolo si afferma anche nella cultura

L’associazione Artisti Dovadolesi propone per l’autunno un’esposizione all’Oratorio di Sant’Antonio con gli artisti tra i migliori del territorio

Il borgo dell’Appennino Romagnolo ospita fino al 20 ottobre una mostra dedicata alla biodiversità, con opere ispirate al clima, all’uomo e alla natura. L’evento si presenta tra i più interessanti dell’entroterra romagnolo, realizzato da Serena Venturelli presidente dell’Associazione in collaborazione con il critico d’arte Marisa Zattini, nella bella location del borgo di Dovadola, all’interno del settecentesco Oratorio di Sant’Antonio, già destinatario di rassegne d’arte negli anni precedenti. Francesco Bombardi, Graziella Giunchedi, Felice Nittolo, Carlo Ravaioli e Chiara Sampieri sono gli artisti che espongono le loro opere sul tema.

Tutti docenti di arte, Bombardi e Giunchedi lo sono stati al Liceo Artistico di Forlì e Sampieri è una delle migliori allieve diplomatasi alcuni anni fa. I cinque protagonisti dell’edizione di quest’anno della tradizionale rassegna d’arte sono affermati artisti, con un curriculum che conta esposizioni d’arte internazionali e allestimenti artistici in ambienti diversi, contributi frequenti nel territorio e sono attivi nel dibattito artistico locale con progetti e proposte per uno spazio adeguato anche all’arte contemporanea. Il tema che costituisce il filo conduttore dell’esposizione rappresenta un argomento attuale sul quale riflettono tutte le forme dell’espressività umana: dalla poesia alla letteratura, alla scrittura fino alle arti visive. Il ritorno dell’urgenza di pensare al pianeta e alla sua salvaguardia ha mosso tutti, dai giovani ai bambini fino agli adulti. Le riflessioni sono molteplici e le opere prodotte sull’argomento nella mostra dovadolese mettono in luce i risultati e le interpretazioni svolte sul tema.

Senza togliere la curiosità e la sorpresa per la visione dell’esposizione, non offriremo una critica alla mostra, per rilevare invece l’importanza delle iniziative culturali che si svolgono nella parte decentrata del territorio, di uguale interesse e qualità nel settore di appartenenza. Nella mostra dovadolese i differenti materiali e le diverse modalità espressive date dagli artisti offrono una panoramica della riflessione svolta con risultati che vanno dalla grafica alla pittura fino alla scultura. Per due settimane il borgo dell’entroterra romagnolo si trova ad essere integrato nel circuito culturale dell’autunno che quest’anno è dedicato alla natura, al cibo e all’ambiente. L’iniziativa di sensibilizzazione raggiunge a Dovadola un primato importante che funge da esempio per le programmazioni culturali dei borghi dell’Appennino. Il coinvolgimento anche dei Comuni del territorio per gli eventi culturali rappresenta l’opportunità crescente di dislocare in sedi diverse le mostre temporanee, che arricchiscono di bellezza anche il territorio vicino a Forlì, ormai centro culturale avviato al centro della Romagna.

L’inclusione dei borghi nella programmazione culturale amplia l’offerta degli spazi di esposizione agli artisti locali, per i quali i luoghi pubblici disponibili sono sempre in minor quantità. Eppure la città vanta la presenza di un istituto dedicato alla formazione dell’arte da diversi decenni. Prima Istituto d’arte e poi Liceo Artistico, la tradizione di dedicarsi allo studio e alla creazione dell’arte contemporanea include oggi tanti nomi importanti, alcuni dei quali sono autori di opere presenti in spazi pubblici. Pertanto, l’opportunità offerta da Dovadola rappresenta la possibilità di dare visibilità alle eccellenze locali nel campo dell’arte, divenendo il borgo fucina di sperimentazioni, alcune delle quali maturate proprio sul paesaggio locale.

Luoghi di ispirazione, di contemplazione, raccoglimento e di produzione, i borghi lontani dal centro abitato cittadino possono divenire nuovi centri di produzione artistica sui quali occorrerebbe fare un investimento per l’innovazione culturale. Le strutture difensive, le chiese, i monasteri e i palazzi storici frequentemente presenti e caratterizzanti i borghi romagnoli attestano la sensibilità per le arti maggiori nei secoli, seppur legata alle esigenze delle comunità e alla funzionalità. L’arte contemporanea, al pari di questi esempi, potrebbe con le sue moderne espressività trovare sempre di più il posto adeguato nei borghi, con importanti traguardi per la visibilità e la ricerca di nuove forme espressive che favorirebbero l’innovazione.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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