Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Forlì bella

Opinioni

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A cura di Serena Vernia

Icaro sfregiato dalla lieve conoscenza

È stato denunciato su un gruppo social su Facebook il danneggiamento della scultura di Icaro posta nel piazzale antistante l’Ex collegio Aeronautico

Sul gruppo social Cartoline da Forlì & dintorni è stato denunciato due giorni fa il danneggiamento alla scultura di Icaro posta nel piazzale antistante i due ingressi all’Ex Collegio Aeronautico. L’appassionato estimatore della nostra città ha pubblicato le foto del danneggiamento della scultura, specialmente nelle dita del piede destro e nelle gambe. Lo sdegno dell’autore del post si è spinto fino a richiedere “un’antiestetica” recinzione che possa distogliere gli adolescenti dalla tentazione di infierire sulla scultura irragionevolmente.

Se la colpa è data agli studenti e alle studentesse che frequentano l’edificio, la proposta che si tratti di questa utenza è ricavata dalle consuete abitudini di appoggiare sui piedi della scultura zaini, borse e dalla famigliarità con la postazione dalla quale si osserva il piazzale della Vittoria da un punto di vista rialzato, che spinge a volte a sedersi, oppure a scattarsi un selfie sfidando in piedi la propria altezza rispetto a quella della scultura. Immagini che frequentemente si vedono passando per quel punto della città, ripetute negli anni e nei decenni. Perciò, se la colpa è data ai più giovani altrettanto devono essere coinvolti gli adulti della città, che per Icaro non nutrono lo stesso riconoscimento di un’opera d’arte inclusa tra i beni Culturali cittadini. Infatti, la collocazione della scultura in un punto del piazzale che è l’incontro di molte strade che portano nelle principali direzioni del territorio, conferisce all’opera la famigliarità dell’appartenenza all’arredo urbano, arredo del quale i giovani devono essere informati ed educati al rispetto. Da questo anno scolastico l’educazione civica introdotta nelle scuole permette nella declinazione artistica dell’educazione al patrimonio culturale di comprendere l’importanza di rispettare proprio le opere d’arte posizionate negli spazi pubblici, che impreziosiscono di significato il luogo del quale ne rappresentano il senso. 

La scultura di Icaro è legata all’edificio che tra il 1934 ed il 1941 fu costruito su progetto dell’architetto Cesare Valle per la formazione sul volo e i mosaici all’interno, illustranti il tema, approfondiscono la novità dell’inizio del Novecento relativamente alla navigazione aerea che era possibile svolgere con l’ultima invenzione tecnica della storia, la stessa che nei giorni attuali attende la partenza nella rinnovata attività dell’aeroporto di Forlì. Dunque, la colpa del danneggiamento della statua non può essere addossata solo agli adolescenti che frequentano per necessità quel particolare punto della piazza, bensì alla comunità cittadina responsabile della crescita del sentimento di rispetto per le opere d’arte negli spazi pubblici della città. Aver posto sotto l’attenzione pubblica il problema aiuta certamente a cogliere l’importanza di educare i figli ad un rispetto del patrimonio della comunità, tuttavia la denuncia è avvenuta non in un contesto educativo, ma in quello di un social dove gli adolescenti non sono quasi presenti, perché frequentato soprattutto dagli adulti.

La richiesta presentata dall’autore della segnalazione è quella di una “antiestetica recinzione”, quasi a evocare una barriera protettiva che tralasci qualsiasi riferimento al contenuto da proteggere, pur di vedere rafforzato il distanziamento dall’opera. Spiace rilevare che da una fruizione responsabile e rispettosa del bene Culturale si debba procedere con una sistema considerato punitivo per l’opera stessa. Infatti, la possibilità di fruire della statua da vicino permette anche l’educazione all’opera, per le modalità realizzative visibili ad una distanza ravvicinata, proprio quello che non si riesce a fare più con una recinzione che impedisca qualsiasi avvicinamento. La protezione non deve essere una punizione per la comunità, che invece dovrebbe accogliere la protesta dell’estimatore della bella Forlì per educare tutti all’importanza del rispetto delle opere d’arte negli spazi pubblici.

L’antiestetica barriera esprime un giudizio relativamente alle protezioni e non si addice alla progettazione della stessa per la sua tipologia, che necessariamente si confronta con l’opera che preserva. Ringraziamo il lettore della pagina Facebook per aver posto all’attenzione pubblica il problema, per aver difeso la scultura di Icaro non adeguatamente valorizzata e a sua giudizio maltrattata dalla famigliarità pluridecennale con l’opera e auspichiamo un intervento di restauro che arresti il suo degrado, comunque derivante anche dagli agenti atmosferici. Il chiasso del post sul social solleciti anche progetti culturali che educhino i giovani al rispetto di tutte le opere d’arte, anche quelle che contribuiscono alla bellezza di Forlì.
 

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