Forlì bella

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Il Buon Anno in un calendario da collezione

Nella giornata che precede la notte di San Silvestro dedichiamo l’attenzione ai calendari storici, specialmente a quelli del Comune di Predappio, che nel 2019 ne dedicò uno alla ex Casa del Fascio

I calendari annuali sono divenuti nel tempo dei veri appuntamenti con la storia, l’arte e la cultura. Composti di parti recanti i mesi e i giorni, sono accompagnati da illustrazioni relative a raccolte d’arte, a personaggi della storia del territorio o ad immagini della storia locale, e per il 2021 frequentemente a Dante Alighieri. Il Comune di Predappio da molti anni stampa il calendario dedicandolo alla storia della proprio Comune, valorizzando le architetture storiche, le vedute della cittadina attraverso le fotografie dell’epoca, gli abitanti locali negli anni dell’edificazione della nuova Predappio. Si tratta di un’operazione particolarissima che anche l’attuale Amministrazione Comunale ha scelto di continuare dedicando per il 2021 il calendario all’edificazione del nuova cittadina.

Fra i tanti, quello del 2019 è incentrato sulla Ex casa del Fascio, con un’edizione monografica sull’edificio della cittadina della Valle del Rabbi che è stato maggiormente oggetto di interesse sulla stampa e nel dibattito culturale territoriale e nazionale per il progetto di restauro e di nuova destinazione che l’aveva coinvolto. La precedente Amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Frassineti aveva pensato di restaurare e valorizzare la struttura storica istituendo un museo di storia del Novecento incentrato sui regimi totalitari con esiti post bellici a livello internazionale, con un centro di documentazione e ricerca per il periodo storico compreso dalla prima alla seconda guerra mondiale destinato alla formazione sull’intera storia del Novecento. Il progetto di restauro era già stato studiato, anche se dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna erano giunte le indicazioni di rivedere alcune parti per una migliore valorizzazione dell’edificio storico.

Il progetto di restauro, però, è stato fermato, così i finanziamenti europei stanziati sono ancora sospesi. L’operazione messa in campo dal precedente sindaco era stata pensata per donare alla cittadina un’immagine culturale importante, slegandola dai sentimenti nostalgici e rendendola coraggiosa nella revisione storica che gioverebbe alla riscoperta delle radici locali non avulse dal contesto nazionale. Un’operazione già svolta nel 2017 in occasione dell’importante mostra che avevo allestito per la diocesi di Forlì-Bertinoro alla casa Natale di Benito Mussolini, abituale sede espositiva locale, dedicata ai documenti storici e ai disegni originali di Cesare Bazzani, progettista della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio. Nello studio svolto in occasione del restauro del monumento ecclesiastico emerse la storia sia dell’edificazione della chiesa, sia la voce degli abitanti della piccola frazione Dovia, che chiesero incessantemente la costruzione di un luogo dedicato alla preghiera e all’esercizio dei sacramenti, richiesta portata all’operatività della ricerca dei finanziamenti del parroco ancor prima della progettazione di Predappio Nuova. Una parte di storia inedita, che pone le architetture della cittadina all’interno della vita vissuta, così come gli edifici progettati e rispondenti alle esigenze sociali della comunità locale.

E la ex Casa del Fascio? L’edificio è in discrete condizioni, nonostante il tempo e il degrado cui è sottoposto; ubicato all’incrocio dell’asse viario principale che si allarga nella piazza dove si affaccia la chiesa di Sant’Antonio e la strada che conduce all’antico abitato di Predappio Alta, il palazzo mostra le sue caratteristiche del genere e dell’architettura Razionalista. Nel calendario del 2019 la storia dell’edificazione del palazzo è stata suddivisa per ogni mese a partire dalla collocazione della struttura, fino ai documenti storici e alle fotografie sulla posa della prima pietra. Negli ultimi mesi ci sono anche le informazioni relative al riuso dell’edificio dopo la guerra fino all’intervento di salvaguardia sulle coperture e sul travertino esterno. Dal 2016 l’edificio è di proprietà del Comune e dal 2010 è riconosciuto tra i Beni Culturali di interesse storico. Nel calendario è pubblicato anche il progetto di riuso dell’edificio secondo la nuova destinazione.

Dedicare il calendario del Comune ad un progetto culturale o alla storia locale, specialmente se si tratta di Predappio, è un’operazione che pone all’attenzione pubblica la conoscenza e la comprensione sempre più a fondo delle radici storiche e sociali. Predappio è una città di fondazione, intrisa della storia nazionale e locale, che attende ancora la sua riscoperta e valorizzazione, perché il tempo non cancelli il passato, ma anzi ne faccia uno strumento per la conoscenza delle tappe dell’esistenza umana composta anche di momenti difficili e complessi, dai quali l’umanità è dovuta passare per conquistare e apprezzare la libertà. La ricerca rimane ancora oggi l’unica via di conoscenza della verità, che passa dalla sperimentazione dei metodi, alla raffinazione degli strumenti operativi, alla consultazione delle fonti e dell’interpretazione storica avulsa dalla miopia o da letture parziali. I calendari così composti non sono più semplici rimandi mensili alle giornate, ma divengono pubblicazioni da collezionare.

Buon anno a tutti i nostri lettori con i tesori della cultura, della storia e dell’arte del nostro territorio!

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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