Forlì bella

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Il piacere del restauro

È iniziata una campagna di rilevamento finalizzata alla valorizzazione delle opere della Pinacoteca Civica cittadina che necessitano di interventi di restauro, si attendono sorprese per i risultati che emergeranno

a valorizzazione e salvaguardia del patrimonio artistico cittadino è nei doveri delle Amministrazioni pubbliche per assicurare la continuità nel tempo della presenza delle testimonianze dell’arte nei secoli nel territorio. L’annuncio di pochi giorni fa dell’assessore alla Cultura Valerio Melandri sulla nuova campagna di analisi e rilevamento delle necessità conservative sulle opere della nostra Pinacoteca ci ha entusiasmati, sia per l’azione di tutela delle opere selezionate, sia per le novità che ogni intervento di restauro permette di rilevare attraverso le operazioni necessarie alla restituzione dell’equilibrio intrinseco di ogni opera d’arte, che periodicamente va sottoposto a controllo per arrestare qualsiasi azione di degrado che minacci la sopravvivenza dell’opera.

Le immagini che sono state divulgate illustrano i momenti del prelievo di alcune opere della raccolta d’arte cittadina: grandi pale d’altare affidate alle mani di esperti che hanno utilizzato ausili ad hoc per le opere selezionate, per lo spostamento nella sede dell’intervento di restauro e per la visione assai rara del retro delle opere, che non viene mai osservato professionalmente se non in queste particolari occasioni. Infatti, le dimensioni delle opere interessate non consentono spostamenti agili e devono essere movimentate con molta attenzione e per particolari esigenze, per evitare che gli spostamenti incidano aggravando il degrado e provocandone l’ulteriore deterioramento. I dipinti sono destinati ad una fruizione che comporti la visione dell’opera, assicurando nella stabile ubicazione la staticità necessaria per la sua conservazione. Qualsiasi movimento non sufficientemente pensato per la salvaguardia dell’opera può contribuire all’esposizione a rischi per la conservazione dell’oggetto. Le opere d’arte sono delicatissime, sia per i materiali impiegati, sia per le dimensioni dalle più piccole alle più grandi utilizzate su supporti che nel tempo subiscono il processo dell’invecchiamento che distoglie l’opera dall’equilibrio integro. 

La campagna di restauri porta sempre con sé anche le novità scaturenti dalle analisi sulle opere, che non si affidano soltanto all’osservazione accurata, ma anche a studi in ambito chimico e scientifico che permettono di conoscere a fondo la realizzazione dell’opera per personalizzare l’intervento di restauro da svolgere. È proprio in questi momenti che si incrementano le conoscenze sulle opere d’arte, andando nella profondità della materia che le costituisce. Nella descrizione dei restauri che verranno intrapresi su un gruppo di opere l’Assessore Melandri ha richiamato il fascino dell’intervento di restauro, per la messa in opera di sofisticati sistemi in tutte le fasi interessate, dal prelievo al trasporto fino agli interventi sull’opera e la riconsegna nella sua ubicazione.

Fa piacere che nel momento in cui i Musei di Forlì sono chiusi per la pandemia da Coronavirus l’occasione costituisca l’opportunità per pensare alla salute del patrimonio artistico della città, anche per avere il piacere di rivedere le opere restaurate alla riapertura. L’attesa porta anche il dubbio di poterle ammirare restituite alla visione in breve tempo: di solito nell’ubicazione dell’opera viene posto un avviso che avverte del prelievo per gli interventi di valorizzazione. Sperando che la riapertura dei Musei avvenga prima possibile, gli eventuali avvisi incrementeranno la curiosità di rivedere restaurate le più belle pale d’altare, spingendoci a ritornare  in questi splendidi luoghi della cultura, pieni di pace per il rasserenamento goduto dalla visione della bellezza.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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