Forlì bella

Forlì bella

Innovative visioni della cultura, quando la novità coinvolge la trasversalità

Sono lodevoli gli sforzi delle istituzioni pubbliche e private per dare continuità agli eventi culturali in città nel periodo del Covid, ma alcuni aprono dibattiti ancor prima dell’inizio, lanciando nuove prospettive che parleranno di noi nel futuro

Nell’epoca della maggior incertezza del futuro, persino imminente, dovuto al Covid le iniziative culturali continuano ad essere programmate nell’intenzione di dare prosecuzione alla programmazione che sarebbe stata di normale attuazione in condizioni sanitarie non preoccupanti. Abbandonate le certezze delle migliori e consolidate prospettive sulla salute, nell’attesa che la situazione si ristabilizzi nel nuovo equilibrio sanitario, la cultura continua ad essere il faro che guida la comunità, un ottimo diversivo alle preoccupazioni quotidiane, un passatempo amato da un numerosissimo pubblico e che ci caratterizza nella nostra identità nazionale. La ricchezza di beni in ogni ambito del sapere ci permette di essere anche creativi nella riconsiderazione della storia, dei personaggi e di alcuni eventi.

Proprio questa situazione ha scatenato il dibattito in città su Caterina Sforza Signora di Forlì, che sarà fra pochi giorni il personaggio della cultura forlivese a cui è ispirato un festival che inizia da quest’anno le sue edizioni e che tratterà ciò che ha caratterizzato la Signora di Forlì secondo una metodologia trasversale. La trasversalità è la modalità attuale per la trattazione di molti aspetti del sapere, nella scuola rappresenta la modalità dell’insegnamento che permette una migliore inclusione di tutte le discipline nella formazione globale degli alunni e delle alunne. L’approccio richiamato nell’imminente festival culturale ha suscitato interesse e anche pareri contrastanti per la metodologia applicata che richiede l’attualizzazione del tema coinvolgendo molti nodi irrisolti della contemporaneità: la libertà, il potere, la società per citarne alcuni. Tutto trattato con le arti scelte: il teatro, l’intervista, la musica. Insomma, da un personaggio storico si prende spunto per parlare del nostro tempo.

Non entriamo dentro all’argomento per non partecipare al dibattito che vede più opinioni confrontarsi a vicenda, ciò che ci interessa evidenziare è che per ciascuna modalità di visione degli eventi, dei personaggi e della storia leggiamo le fonti e le interpretiamo offrendo ai posteri una visione della storia. Così è avvenuto per tanti periodi storici importanti: l’idea maggiormente consolidata è quella del Medioevo come periodo buio, associato alla tristezza, alla regressione delle arti dopo la fine delle più grandi civiltà antiche, per citare gli aspetti maggiormente considerati. Gli studi condotti negli ultimi decenni hanno invece rovesciato completamente l’idea offrendo una visione opposta a ciò che ritenevamo una certezza e con esempi, nuove letture, interpretazioni e il fondamentale contributo dato dai restauri ad alcuni monumenti e alle opere d’arte che hanno messo in rilievo il rapporto con la luce, specialmente quella colorata delle vetrate, molto più diffuse di quanto possiamo pensare. Questo è stato forse uno dei maggiori contributi che hanno aiutato a rileggere il periodo sostituendo la notte con una nuova lettura che restituisce l’identità ad uno dei momenti della storia oggi più apprezzati.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Perciò, quale lettura della storia vogliamo tramandare nel futuro? In questo compito abbiamo una grande responsabilità, perché potremmo orientare la lettura degli eventi della storia, dei personaggi, associare la nostra quotidianeità a quella dei periodi presi in esame. Caterina Sforza è un personaggio storico della quale si sono date molte letture, sia frutto dell’interpretazione delle fonti, sia frutto di altre interpretazioni date dagli studiosi nella storia. Così il sapere si è orientato ora ad evidenziare alcuni aspetti, ora ad emarginarne altri. Forte è l’immaginazione che potremmo associare agli eventi per ricostruire l’ambiente e le circostanze che hanno favorito alcuni episodi eclatanti, rivelatori della personalità della Signora di Forlì. In sostanza, c’è ancora spazio per lo studio su Caterina e il suo volto non è stato ancora pienamente svelato, nemmeno nel dipinto della Pinacoteca Civica cittadina, La Dama dei gelsomini, di Lorenzo di Credi che è ritenuto da molti studiosi essere il suo ritratto. Tutto ruota attorno alla domanda su ciò che vogliamo raccontare del nostro passato, quale immagine della storia vogliamo offrire al futuro, parlando di noi stessi, qui e ora, con gli occhi all’indietro.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ForlìToday è in caricamento