Forlì bella

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Interpretazioni artistiche per Dante Alighieri

Nell’attesa dell’apertura della mostra dedicata a Dante Alighieri allestita ai Musei di San Domenico abbiamo cercato le rappresentazioni del poeta nell’arte romagnola e oggi ricordiamo Alvaro Lucchi che nel 2016 fece un’opera con il ritratto del poeta

La rappresentazione del poeta realizzata dall’artista nel 2016 fu donata ai soci del centro di Cultura Romagnola E’ Racoz come strenna natalizia, come da abitudine nella ricorrenza. Il gruppo culturale svolge da alcuni decenni attività di sensibilizzazione alla conoscenza della cultura romagnola, con interessanti conferenze che conservano ed approfondiscono le tradizioni e la storia romagnola, studiata da appassionati e professionisti del territorio. Alvaro Lucchi fu invitato a proporre una delle sue opere per la strenna natalizia di cinque anni fa e realizzò un ritratto di Dante Alighieri in una interpretazione particolare.

Disegnato nell’originale a sanguigna, con la tipica colorazione rossastra che conferisce un tono caldo al segno grafico della rappresentazione, l’opera raffigura il poeta in primo piano seduto “malinconico e pensieroso” per la sua amata Firenze e con il codice chiuso sulle gambe. Alle sue spalle l’ingresso alla città di Porta Ravaldino sulla sinistra e sopra lo stemma degli Ordelaffi, sulla destra la rocca raffigurata secondo le intenzioni dell’artista che si è ispirato ad una incisione dell’inizio dell’Ottocento.

Nella descrizione dell’opera composta con significati e simboli della storia della città, Alvaro Lucchi si è addentrato anche nel racconto dell’ispirazione al volto del poeta, ossia il pittore Domenico Peterlin che dipinse Dante Alighieri in un’opera del 1860, conservata alla Galleria di Palazzo Pitti a Firenze. Da questo esemplare deriva anche l’espressione romantica dai tratti delineati alla maniera purista nell’opera di Lucchi, tipici del Peterlin che concluse la sua carriera professionale come conservatore del Museo Civico di Venezia. Fa piacere che nella nostra città già da cinque anni prima delle celebrazioni dantesche del 2021 fosse iniziata la sensibilizzazione al ricordo dei contributi letterari del sommo poeta, presente nel nostro territorio durante il suo esilio. Piace ricordare la sensibilità di un artista contemporaneo che con una ricerca approfondita ha composto un disegno che illustra non solo il ritratto di Dante Alighieri, ma anche i luoghi significativi di Forlì contemporanei al suo passaggio. L’opera era accompagnata dal racconto dell’artista sulla storia della tecnica esecutiva e dalla descrizione del percorso dantesco nel nostro territorio raccontato da Gabriele Zelli, socio del gruppo culturale forlivese.

Nell’opera di Alvaro Lucchi Dante Alighieri è stato l’ispiratore di un’immagine originale, pensata per valorizzare la storia e la cultura locale, frutto di un’inventiva che si fonda sulla considerazione di ciò che caratterizza culturalmente la nostra città. L’opera è stata pubblicata a tiratura limitata, sarebbe interessante poterla esporre in un percorso di valorizzazione della produzione artistica contemporanea dedicata al poeta. Il 2021 è l’anno dedicato al settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, la nostra città lo celebrerà con un evento culturale e artistico già divulgato nelle sue caratteristiche e il bando per gli eventi collaterali alla grande mostra è già stato pubblicato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi: sarebbe originale valorizzare i contributi dei gruppi culturali locali, anche svolti in anni precedenti, per la valorizzazione dell’importante ricorrenza, cercando le caratteristiche peculiari delle recenti interpretazioni. Anche questo contribuisce alla ricchezza della bella Forlì, ispiratrice nella storia di una produzione artistica originale.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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