Forlì bella

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Saffi al centro dell’attenzione. A Forlì un itinerario sul Risorgimento

Con le manifestazioni a ricordo del bicentenario della nascita di Aurelio Saffi si può ripercorrere l’itinerario sul Risorgimento in città

Le manifestazioni a ricordo di Aurelio Saffi hanno sollecitato la riconsiderazione del patrimonio culturale legato al personaggio storico forlivese sotto molteplici punti di vista. L’attenzione, infatti, non è soltanto per la scultura che lo ritrae al centro della piazza principale, ma anche per la villa della quale è stato presentato il progetto di restauro, l’uomo e il suo pensiero in una mostra e, infine, il volume che illustra il restauro al monumento al centro della città. Conversazioni, concerti, lectio magistralis, insomma non è mancato nulla per celebrare la ricorrenza. Tuttavia, proprio a partire dalla statua nella piazza principale si può ripercorrere la storia nel borgo che rappresenta il Risorgimento locale, identificato da Corso Mazzini al centro di borgo San Pietro.

Caratterizzato dalla imponente chiesa dei padri Carmelitani, il borgo rappresenta nella storia della città quella parte di abitato con i riferimenti all’Ottocento. Chiaramente, Forlì appare suddivisa nei sei assi principali dei quattro borghi che costituiscono l’impianto urbanistico nelle rispettive zone di ampliamento; quello dedicato al Risorgimento presenta preesistenze importanti che portano a leggere la storia nei secoli proprio nella sua delineazione come quartiere del centro storico.

La presenza della chiesa dell’Ordine dei Carmelitani riconduce al XIV secolo, nel periodo della sua fondazione, e prosegue con gli interventi subiti nei secoli successivi fino a giungere al Settecento per l’ampliamento delle dimensioni e l’immagine con l’allestimento artistico che vediamo ancora oggi. Il legame con il campo dell’Abate nel quale l’edificio è stato costruito proietta il borgo nella piazza principale dal quale trae origine. Il palazzo Foschi Numai è un’altra rappresentanza del XIV secolo che porta alla considerazione della presenza di edifici che con il passare del tempo sono divenuti testimonianza di se stessi, delle famiglie che li hanno abitati e delle epoche alle quali appartengono; oggi posti a fianco dei palazzi che furono edificati successivamente, alcuni dei quali hanno ospitato la nascita dei personaggi del Risorgimento.

Aperto dal ponte di San Pietro in Scotto, che permetteva l’attraversamento del canale di Ravaldino, l’andamento discendente del borgo creava un abbassamento del livello di calpestio che conduceva verso la porta da dove si proseguiva verso Ravenna. Tra le abitazioni del borgo si trova quella di Antonio Fratti che partecipò alla battaglia di Mentana. La casa di Achille Cantoni, l’eroico colonnello garibaldino, anch’egli partecipe alla stessa battaglia fu uno dei caduti il 3 novembre 1867. La presenza di antichi edifici rinascimentali, restaurati nel corso del XIX secolo lascia una traccia della storia passata nel borgo, che vide l’ingresso in città di Giuseppe Garibaldi il 28 novembre 1848, accolto dalla folla che lo accompagnò fino alla piazza, e precedentemente anche di Cesare Borgia il 19 dicembre 1499. 

Il borgo è il più grande per estensione dei quattro del centro storico; l’allestimento di alcuni edifici ottocenteschi come la casa Pettini Giovannetti su progetto di Giacomo Santarelli con belle formelle in terracotta di Luigi Righi induce alla riflessione sulla trasformazione del borgo subito nel corso del XIX secolo. Nel quartiere aveva sede anche l’abitazione del pittore forlivese Pompeo Randi che lì morì il 16 agosto 1880, autore di importanti cicli decorativi tra i quali quello nella cattedrale e nell’ex palazzo della provincia. L’edificazione del palazzo delle poste e poi quello degli Uffici Statali negli anni Trenta mutò molto l’immagine del borgo, oggi visibile negli edifici con il portico sul lato sinistro procedendo verso la porta, ma rimangono ancora evidenti le tracce del tempo vissuto dalla comunità locale. 

La scultura rappresentante Aurelio Saffi è quindi l’inizio o il traguardo del percorso nel borgo risorgimentale; valorizzarla ricordandone la creazione originaria ad opera di Filippo Cifariello significa anche considerare colui che la restaurò nel 1961, lo scultore ravennate Giannatonio Bucci, del quale in una precedente puntata abbiamo già ricostruito il percorso sulle sue opere. Emergono quindi i legami storici ed artistici che dalle opere agli edifici, fino alle strade e ai quartieri, si instaurano nella città, creando nel corso della storia la continuità nel tempo.

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Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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