Forlì bella

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L’accoglienza alla concittadina Liliana Segre

La recente notizia che alla senatrice a vita il Consiglio Comunale di Forlì ha conferito all’unanimità la cittadinanza onoraria richiama anche alla responsabilità della comunità della giusta informazione sugli ebrei e sulla Shoah

La bellezza di una comunità si esprime anche nell’apertura all’accoglienza di chi rappresenta una parte di storia italiana e di un popolo che in Italia ha avuto la sua presenza pur se non in misura significativa nella quantità, come lo sarebbe invece in Israele. La presenza ebraica nel nostro territorio è ormai notizia certa e consolidata, sia per le ricerche svolte in borgo Ravaldino, nel quale le vie portano ancora oggi i nomi di illustri ebrei che hanno lasciato un segno importante suggellato nell’intitolazione di una strada, sia perché l’ebraismo è oggetto di un sostanzioso approfondimento nel Museo Interreligioso di Bertinoro.

La comunità ebraica forlivese non presenta più numeri significativi nel territorio, tuttavia i musei presenti con un’ampia offerta didattica sono dislocati anche nelle vicinanze: a Bologna, a Pesaro con una bella sinagoga artisticamente decorata ed il cimitero della comunità sul Monte San Bartolo, infine la presenza più consolidata a Ferrara. Nel forlivese il percorso ebraico predisposto nel Museo di Bertinoro illustra la storia del popolo dalla vocazione del patriarca Abramo, includendo la Salvezza cristiana che con l’incarnazione di Gesù Cristo porta a compimento la rivelazione di Dio al popolo, integrando quindi il cristianesimo nel fondamento riconosciuto biblicamente.

Tale deve essere in effetti il percorso per l’approccio all’ebraismo, senza dover aderire alla religione. Infatti, la separazione della spiritualità dal percorso storico impedisce la comprensione di un popolo che fonda le proprie radici sull’esperienza religiosa. Né alcuna lettura laicista può restituire la complessità della storia degli ebrei, che in un determinato periodo del trascorre del tempo si sono vocazionalmente orientati al monoteismo, distinguendosi dal politeismo degli altri popoli circostanti, evidenziando progressivamente la propria identità religiosa con le conseguenti caratteristiche. L’educazione delle giovani generazioni deve dunque riconoscere ciò che costituisce l’essenza di un popolo, che nel corso dei secoli ha purtroppo subito incomprensioni fino alla discriminazione massiccia e alla condanna a morte nei campi di concentramento. Liliana Segre sta continuando a comunicare l’orrore dell’esperienza vissuta, educando al rispetto reciproco che sostanzia ogni rapporto culturale, base per la costituzione di ogni relazione di pace. Infatti, la motivazione al suo riconoscimento a concittadina di Forlì è proprio rivolto alle sue qualità ed al suo impegno: "Per la sua opera di memoria e testimonianza della Shoah e per il suo instancabile impegno civile volto all'educazione delle giovani generazioni ai valori della tolleranza, del rifiuto dell'indifferenza e di ogni forma di discriminazione e totalitarismo, Liliana Segre rappresenta un esempio e punto di riferimento per la comunità forlivese”. 

Con l’approvazione della sua inclusione nella nostra comunità, la formazione sull’ambito degli ebrei in tutti i settori compreso la scuola, dovrà essere attenta agli stessi valori portati dalla senatrice, rispettosa della conoscenza spirituale e religiosa dell’ebraismo, dato che è proprio nell’approccio cristiano il rispetto per il popolo che ha costituito l’inizio del percorso verso la Salvezza, percorso nel quale si è incarnato Gesù Cristo. Lasciamo agli esperti dell’ambito gli approfonditi studi e dibattiti sul dialogo interreligioso, per il quale i cattolici hanno riferimenti certi nella Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra Aetate. La cittadinanza alla Segre apre le porte ad una educazione ai significati religiosi dell’ebraismo, all’Israele moderno, alla comprensione del conflitto irrisolto con i palestinesi. Il legame inscindibile alla Terra, il popolo scelto, ma anche il sacrificio ingiusto per l’odio religioso costituiscono i riferimenti nuovi che possono contrastare la diffusione della violenza nei giovani, dell’intolleranza e dell’ignoranza sui contenuti fondamentali di un popolo, segnato profondamente dal dolore nella fedeltà all’esperienza religiosa. La nuova concittadina Liliana Segre rappresenta una grande opportunità per la nostra città, per l’ampliamento delle sue conoscenze, per l’inclusione tra gli ambienti culturali internazionali che riconosco nel sacrificio nella Shoah una profonda ingiustizia e mancanza di senso.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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