Forlì bella

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L’architettura Razionalista in 20 anni di studi

Risale a due decenni fa la pubblicazione del catalogo della mostra dedicata all’architettura razionalista nel territorio, uno studio importante dal quale sono scaturiti altri contributi recenti

Il noto catalogo rosso sull’architettura razionalista tra Forlì, Predappio e Castrocaro continua ancora ad essere un riferimento per la storia dello studio di questo stile architettonico, visibile nei palazzi edificati nel Ventennio nel territorio. Curato da Luciana Prati e da Ulisse Tramonti costituisce un volume importante per una delle prime organizzazioni degli studi sull’architettura razionalista in Romagna. Il volume rappresenta il catalogo di una mostra, La città progettata: Forlì, Predappio, Castrocaro, urbanistica e architettura fra le due guerre, che da novembre 1999 a marzo 2020 fu esposta nelle tre sedi di Palazzo Albertini, alla sala XC Pacifici e dell’Oratorio di San Sebastiano.

Con il coinvolgimento degli archivi pubblici, dei collezionisti privati e delle istituzioni dedicate alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio, l’esposizione lasciò un segno nell’ambito dello studio dell’architettura razionalista nel territorio, continuando in maniera organizzata il percorso di riconsiderazione delle strutture progettate nel Ventennio, ma che localmente non avevano ancora avuto l’attenzione adeguata come nello studio proposto dalla mostra. Il processo di revisione storica e architettonica del patrimonio razionalista era già iniziato da alcuni anni, con le prime pubblicazioni per schede sintetiche degli edifici, che recavano notizie essenziali per l’inclusione nell’urbanistica in evoluzione tra le due guerre e rappresentative della contemporanea concezione della città e dell’utilizzo degli spazi pubblici. Sono stati svolti altri studi dopo quella mostra, evidenziando altri punti di vista che nel tempo hanno mostrato la necessità di slegare l’ideologia dall’architettura per evidenziare pregi e caratteristiche.

La consultazione dei documenti d’archivio è stata importante per riportare in luce informazioni dimenticate, per studiare i documenti attinenti alla progettazione, gli architetti che hanno lavorato nel nostro territorio lasciando importanti segni della loro concezione nel costruire e nell’estetica. Gli studi sono continuati anche dopo il “catalogo rosso” così come viene definito dai ricercatori nell’ambito, cercando di approfondire ulteriormente una parte di storia dell’architettura e dell’urbanistica della nostra città per comprenderne ancora più a fondo le motivazioni delle sue peculiarità. A

bbiamo già rilevato la particolarità della piazza principale dove si affacciano gli edifici rappresentativi di ogni epoca, dal Medioevo fino al Novecento, così le nuove edificazioni in alcuni punti della città; nel territorio la rivalutazione del complesso termale castrocarese ha consentito una maggiore consapevolezza sulle strutture che ancora oggi sono adibite alla loro funzione originaria, mentre le novità si attendono ancora da Predappio, dove il restauro della ex casa del fascio potrà restituire certamente le informazioni più aggiornate sulla costruzione dell’edificio. Un team di architetti e studiosi è già al lavoro, dato che sull’edificio è già stato pensato un progetto di restauro per alcune finalità, che potranno permettere di avere nel territorio un’altra struttura riportata alla vita nel nuovo utilizzo e per la sua conservazione nel futuro. 

Per Predappio uno studio compiuto sulla chiesa di Sant’Antonio nel 2017, sempre per una mostra allestita alla Casa Natale Mussolini per il restauro della chiesa a cura mia e di Nicola Santopuoli per la diocesi di Forlì, ha permesso di rivedere l’ordine di ideazione e di progettazione delle strutture pensate per la cittadina e di riconsiderare l’edificazione della chiesa il risultato innanzitutto dell’esigenza della comunità locale di avere una struttura dedicata per il culto e la divulgazione del messaggio cristiano, richiesto proprio dalla popolazione.

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Il Razionalismo architettonico è ancora un ambito non concluso nella conoscenza, come tutta l’architettura storica nel momento in cui i restauri restituiscono informazioni sostanziali per la comprensione dell’edificio; tuttavia, se per gli stili del passato si ha una maggiore chiarezza proprio per gli studi compiuti e i numerosi restauri affrontati, per le architetture fra le due guerre rimangono ancora molti aspetti sconosciuti da sondare e da penetrare per la conoscenza di una parte di storia non ignorabile per l’importanza avuta e dalla quale ricavare gli insegnamenti per il futuro. Per questi edifici rimane infatti ancora da pensare una nuova destinazione, non sempre facile per le dimensioni piuttosto vaste, all’interno della concezione contemporanea della città che manifesta esigenze rappresentative del moderno vivere nella comunità.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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