Forlì bella

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L’Ulisse che incanta la sera

La notizia recente del ritorno alla fruizione diurna della mostra dedicata al mito di Ulisse allestita ai Musei di San Domenico a Forlì ci introduce nell’esperienza notturna della fruizione dell’arte, sperimentata con continuità stagionale a Forlì

La visione delle mostre in orario notturno è una sperimentazione già avviata da alcuni musei italiani da qualche anno. A Forlì varie situazioni in questo anno particolarissimo hanno portato a scelte innovative per il territorio che hanno riscosso successo. Così, in una calda serata di fine Agosto abbiamo sperimentato la visione della mostra allestita ai Musei di San Domenico dedicata al mito di Ulisse accedendo al Museo dopo le 20, trovando l’esperienza positiva e da riproporre con continuità nella stagione estiva. Più volte abbiamo sottolineato che l’epidemia di Covid ha determinato necessari mutamenti delle nostre abitudini e le aperture serali della mostra, in parallelo con gli eventi programmati dal Comune nell’Arena San Domenico, hanno determinato nuove sperimentazioni per fruirla, in orari insoliti localmente ma apprezzabili.

La sera favorisce sicuramente un afflusso di visitatori meno intenso ed una visione più privata della mostra, nel silenzio dei solitari che preferiscono gli spazi liberi dal pubblico più numeroso per apprezzare maggiormente le opere esposte nel percorso, entrare in sintonia con i curatori del progetto di studio e immedesimarsi nelle sensibilità espressive degli artisti. Se fino ad ora la sperimentazione in alcuni musei italiani aveva riguardato determinate serate in coincidenza con altri eventi o come appuntamento settimanale, la continuità quotidiana della fruizione serale ha costituito la novità di questa seconda parte dell’anno, nella quale la mostra è stata prorogata per offrirla alla visione al pubblico dopo il lungo periodo di chiusura per l’epidemia da Covid. Nonostante la calma dovuta all’orario, in realtà l’adesione alla proposta serale è stata buona e tanti altri visitatori hanno fatto la nostra stessa scelta. La città si sta quindi abituando a nuovi ritmi, assomigliando ad una grande città nella quale esperimenti di questo tipo rappresentano scelte consolidate, seppur non ancora pienamente condivise sull’intero territorio nazionale. 

Quali sono stati i benefici sulla visione delle opere in questa nuova proposta oraria? Dedicandoci  a quello che abbiamo potuto vedere e ammirare è interessante rilevare che è possibile effettuare un percorso trasversale ai periodi proposti nella loro sovrapposizione storica sequenziale. I bellissimi esemplari di sculture raffiguranti gli dèi dell’ultraterreno del politeismo omerico permettono di contemplare gli antichi canoni proporzionali alla realizzazione della perfezione del corpo umano, applicato a quello maschile e a quello femminile, ritrovando le radici della storia della rappresentazione del corpo umano fino al Novecento. Si potrebbero costruire moltissimi percorsi nella vasta mostra allestita sul tema di Ulisse, quello della bellezza sarebbe il primo e certamente trasversale ad ogni epoca, ad ogni cambiamento della concezione dell’argomento che è mutato nei secoli: dall’idea greca del bello nella statuaria fino all’elaborazione non uguale nella pittura, prima vascolare e poi successivamente nei quadri.

Ogni epoca ha rielaborato l’idea del bello, ma sempre sulla memoria iniziale improntata dalla ricchissima civiltà greca, che ha incluso il Logos in un corpo che fosse degnamente rappresentativo dell’Essere. Altri percorsi sono legati ai temi che nel corso dei secoli sono diventati stereotipi, derivati da alcuni personaggi del poema omerico che hanno avuto particolari significati e molta fortuna nel tempo, divenendo perfino rappresentativi dei desideri della mente irrazionale. In effetti, la natura di mostra monografica ha permesso al mito di Ulisse di vedere la concentrazione di un numero vastissimo di opere, quasi per nulla restituite nel periodo di proroga dell’esposizione fino alla fine di Ottobre. L’arte riunita nella sede museale viene proposta sia in relazione all’interpretazione di ogni artista sul soggetto, sia in relazione ai rimandi intellettuali, sentimentali e riflessivi a cui le opere sono state legate durante i secoli.

La mostra riceve un giudizio positivo, relativo alla sua bellezza e ai percorsi personali creati proprio dagli appassionati dell’arte percorrendo le sale, e particolarmente adatta alla fruizione in clima serale; la quantità delle opere tende a ripetere discorsi iconografici già evidenziati anche in altre esposizioni con altre tematiche, dimostrando al contempo che Ulisse fu un mito amato e richiesto nella raffigurazione agli artisti perché considerato un riferimento storico al momento contemporaneo, fino ad arrivare alle ultime realizzazioni dell’arte più recente. Sarebbe un’esperienza ancora più divertente e di forte immedesimazione la visione delle opere affiancata dal libro per la lettura del poema: Omero accanto a noi ci accompagnerebbe nella narrazione dell’arte che lo richiama alla presenza, accedendo ad un perfetto senso nel proprio orizzonte di racconto.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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