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A cura di Serena Vernia

La novità del turismo domestico

Le parole dell’Assessore alla Cultura e al Turismo dell’Emilia Romagna Mauro Felicori pronunciate nella conferenza stampa di presentazione delle esposizioni ravennati dedicate a Dante Alighieri spingono alla considerazione di un turismo diverso rispetto a prima della pandemia; qui, nel nostro territorio

L’espressione lanciata dallassessore alla Cultura dell’Emilia Romagna Mauro Felicori racchiude molteplici aspetti per nuove considerazioni sul turismo nella nostra Regione. In altre puntate del blog avevamo già rilevato che la situazione sanitaria aveva determinato per la scorsa stagione una maggiore attenzione nei contatti sociali, che da più di un anno sono diradati e sporadici per evitare che il contagio si diffonda, indicazioni che saranno attive fino a quando la situazione sanitaria non avrà ripreso una condizione pressoché normale. Di conseguenza anche gli spostamenti nelle lunghe distanze erano stati sconsigliati o limitati con un aumento delle presenze turistiche nei propri territori. Nella precedente stagione estiva i numeri delle presenze turistiche in Romagna, specialmente nell’entroterra e in Appennino, avevano fatto ben sperare per una ripresa dell’economia ed una nuova valorizzazione delle bellezze del territorio.

L’auspicio dell’Assessore Regionale è quello che innanzitutto nella ripresa delle attività culturali, che quest’anno portano approfondimenti speciali sul poeta Dante Alighieri per la ricorrenza del settecentenario dalla sua morte, si possa avere un interesse nel pubblico dell’Emilia Romagna, nei cittadini della regione. L’Assessore Felicori ha parlato di una ricaduta educativa sul territorio, ricorrendo alla novità della formazione nell’educazione civica introdotta nel corrente anno scolastico. Mauro Felicori vorrebbe un dato importante per poter parlare di questo aspetto: Quante persone accedono al museo per la prima volta? L’assessore riflette sui dati attuali, ossia che il 60 o il 70 per cento della popolazione della Regione non consuma stabilmente cultura. Perciò, per Felicori il primo obiettivo è portare gli abitanti della nostra regione a essere turisti di casa propria, a pensare al turismo domestico come nuova forma di conoscenza delle bellezze della Regione.

Potrebbe sembrare un approccio campanilistico, tuttavia l’entroterra romagnolo si è già organizzato da alcuni anni valorizzando borghi e bellezze naturalistiche, cammini spirituali e santuari, antiche vie di pellegrinaggio. La promozione spesa ha avuto un crescente interesse da parte del pubblico appassionato, ma le bellezze di casa propria non registrano ancora le preferenze di massa. L’obiettivo non è quello di distrarre dalla costa utenti che amano il turismo balneare, ma incrementare la conoscenza culturale con interessi storici, artistici e naturali che possano incontrare le esigenze di tutti i turisti e variegare l’offerta turistica. Insomma, come quando si va in agenzia di viaggio e la prima domanda è il tipo di vacanza che si vorrebbe prenotare e in seconda battuta si procede nella scelta del luogo. L’Assessore Felicori spinge anche alla considerazione che proprio l’istituzione regionale deve sostenere le iniziative culturali delle città emiliano romagnole, perché sono le fabbriche della cultura e cuore della rete, affinché ciascuna città consideri proprie le bellezze dell’intero territorio regionale. Concetti nuovi, approcci nuovi: un’intera comunità regionale unita nelle rete culturale di un territorio più vasto.

A questo si aggiunge un altro aspetto: bisognerebbe raccontare la storia della critica d’arte nella nostra Regione per qualità e forza. Le parole dell’Assessore Felicori centrano un altro obiettivo importante nel campo artistico, perché sollecitano un approfondimento non irrilevante. Gran parte del lavoro in questo tema è stato fatto dalla città di Bologna, attraverso l’Università con i dipartimenti interessati e con i Musei presenti, sia perché Bologna è un punto riferimento importante per la storia dell’arte in Emilia Romagna, sia perché la critica d’arte ha delle solide basi proprio nei docenti universitari che da alcuni decenni sono impegnati nello studio di Bologna come centro di produzione artistica, luogo di incontro di importantissimi artisti e città ricca di spunti e di committenze nella storia. Per le altre città della Regione l’operazione è stata svolta solo in parte. Dedicarsi allo sviluppo di questo ambito permetterebbe la comprensione e la riscoperta dei legami culturali creati dagli artisti attraverso le loro opere. Insomma, nella rete culturale delle città della Regione c’è tutto, anche lo studio di ciò che ancora attende di essere valorizzato. Un ottimismo culturale che diviene necessario.
 

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