Forlì bella

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Le parole per l’arte

È uscito sul web il percorso virtuale sulla mostra dedicata al mito di Ulisse allestita ai Musei di San Domenico. Dai contenuti del racconto comprendiamo come la narrazione rappresenti una moderna modalità di fare critica sulle opere d’arte

La critica d’arte è sempre un ambito particolare, legato sia alle conoscenze personali delle opere, agli stili e ai movimenti artistici, sia alle considerazioni dell’opera nell’ambito delle sue peculiarità e al suo inserimento nel contesto storico e contemporaneo in relazione alle novità proposte. L’ambito della critica d’arte è molto vasto e nel corso del tempo gli approcci sono mutati vistosamente, complici varie modalità che hanno risposto alle esigenze di avvicinare il pubblico ad una comprensione che consenta sempre di più l’apprezzamento delle opere d’arte.

E’ vero che la critica d’arte risente sempre di un distacco temporale dalle opere stesse, perché l’osservazione delle opere porta con sé anche un processo di distanziamento che include il punto di vista esposto nella contemporaneità di fronte di un’opera precedente o più vicina a nostri tempi. In tal caso si evidenzia l’approccio più adatto, che manifesta il racconto con le categorie di giudizio attuali nei confronti di opere vicine o lontane nel tempo, evidenziando la maggiore o minore adeguatezza del giudizio stesso.

Esiste, quindi, una storia della critica d’arte? Certo, esiste e si tratta di un percorso importante che ha permesso di conoscere molti aspetti del lavoro degli artisti nei secoli passati. E per l’arte contemporanea? Il discorso cambia in relazione al tipo di stile o al movimento artistico nato. Nella critica d’arte per le opere contemporanee sono presenti maggiori influssi della filosofia, della psicologia, oltre che della storia. Insomma, si evidenzia che la critica si esprime adeguandosi ai tempi, diventando anch’essa ermetica quando il concettualismo supera l’opera stessa per estendere il messaggio dato fino a  prolungarne l’indecifrabilità all’interno della sensibilità personale legata ai sensi. 

L’operazione messa in campo dal Centro Diego Fabbri di Forlì relativamente al percorso virtuale per la mostra si colloca nell’ambito della didattica, della comprensione delle opere di un percorso espositivo vasto pensato nel web per le scuole, dalla Primaria fino alla Secondaria di Primo Grado. Attraverso una piattaforma si accede al percorso di mostra con una selezione delle opere sulle quali si inserisce la narrazione del mito di Ulisse con immagini, mappe storiche, disegni e grafica. Il percorso è agile e consente la navigazione fra le opere per poter anche personalizzare la didattica nelle classi. Le descrizioni delle opere si concentrano sul personaggio, sulla sua storia, sull’artista, sulla struttura compositiva. Abbiamo già parlato in altre occasioni della larga diffusione sul web negli ultimi mesi di modalità diverse per la divulgazione dei Beni Culturali, con visite guidate virtuali, videoconferenze, itinerari nei musei.

La particolarità di questo percorso sulla mostra dedicata al mito di Ulisse è quella della stabilità, perché il portale rimarrà accessibile anche dopo la chiusura della mostra al termine della proroga alla fine di ottobre. Pertanto, il percorso vuole essere un punto di riferimento continuativo per la didattica, che sempre di più si avvarrà nelle scuole dell’utilizzo di questi strumenti e dei materiali informatici per una necessità legata a motivazioni sanitarie nazionali e per un incremento della tecnologia nella didattica scolastica.

Non è in dubbio l’utilità di questi strumenti, usufruibili anche durante il periodo estivo, offrendosi alla consultazione utile all’inizio del nuovo anno scolastico: l’innovazione è inclusa anche in questi cambiamenti per la divulgazione delle opere d’arte. Il punto di vista adottato è quello di una critica d’arte contemporanea sulle opere dei secoli precedenti. La comprensione ne risulta facilitata per la chiarezza del racconto e per la possibilità di costruire percorsi didattici ulteriormente arricchiti. Lo stile della critica d’arte consente quindi una comprensione immediata dell’opera, anche se è privilegiato il punto di vista letterario, la visione cioè attraverso una lettura che evidenzia la storia e la narrazione piuttosto che il valore dell’opera legato alle modalità esecutive e agli strumenti adottati nella realizzazione. Nel complesso l’operazione è utile e interessante, tuttavia non escluderei future evoluzioni, non molto lontane, per entrare dentro l’opera anche nel web: in questo caso la fotografia aiuta nel dettaglio, laddove la visione delle opere dal vero, utile ed importante, non consente più l’avvicinamento necessario a vedere i particolari esecutivi.

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Questi descrivono l’essenza dell’opera perché sono inclusi nel processo creativo dell’artista. Le distanze nei musei, adesso ancora di più, consentono con più difficoltà la scoperta dei dettagli, perché non addentrarsi anche nel web nei segreti del fare per offrire una conoscenza completa delle opere? L’effetto della pandemia ha rivoluzionato il web: ossia è stato capovolta la gerarchia degli approcci alla critica d’arte. Il percorso non è più dal vero al web, bensì dal web al vero, dopo la prenotazione obbligatoria, la scelta dell’orario e tutti i vincoli e le attenzioni necessarie per la fruizione delle mostre e dei musei nella nuova vita dopo la pandemia. Perciò, come si accede al vero da questo momento in avanti?
 

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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