Forlì bella

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Libri da collezionare: compie 25 anni il catalogo della mostra su Melozzo da Forlì

Il volume bianco con in copertina uno degli angeli dipinti dal famoso pittore forlivese racchiude interessanti approfondimenti sulla città, ancora oggi molto utili per una ricerca aggiornata

Chi ha nella propria libreria un esemplare di questo volume, come per altri di cui abbiamo già parlato, dovrà sicuramente conservarlo con cura. Si tratta del catalogo della mostra tenutasi a Forlì dall’8 novembre 1994 al 12 febbraio 1995 dedicato a Melozzo, ancor prima della grande mostra tenutasi qualche anno più tardi ai Musei di San Domenico ed organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.


Il volume corposo costituisce uno studio aggiornato specialmente sulla città al tempo di Melozzo con un’ampia panoramica che coinvolge diverse discipline dell’arte: dalla ceramica al cotto, dall’architettura alla scultura fino alla pittura. Si tratta di uno studio approfondito che ha messo in rilievo i pregi della città e cosa ancora rimane del Quattrocento a Forlì.
Il volume è a cura di Luciana Prati e Marina Foschi, entrambe allora in servizio presso istituzioni pubbliche della città e della Regione, che nel quinto centenario della morte del pittore forlivese dedicarono attenzione alla Forlì quattrocentesca portando in luce ciò che la visione abituale aveva sottovalutato per molto tempo. Vittorio Mezzomonaco era il direttore degli Istituti Culturali ed artistici forlivesi.


Lo studio si concentrava prevalentemente sulla città dell’artista, dagli approfondimenti storici a quelli del patrimonio che ancora oggi possediamo. Quello architettonico è analizzato in rapporto alla Romagna e allo sviluppo urbanistico della città, che ancora rivela tracce della sua espansione nel Rinascimento. Alcuni saggi sono studi inediti sulle maestranze e le fabbriche forlivesi, sulle pietre, le terrecotte e le decorazioni di alcuni edifici con simboli di ordini religiosi non più presenti in città, ma la cui presenza ci riunisce alla Romagna intera. E poi, l’approfondimento sul restauro e la popolazione; interessanti le schede che ricostruiscono le mappe della città che si sono evolute nel tempo con una suddivisione per secoli  chiaramente comprensibile. La ricognizione sugli edifici presenti ancora oggi e quelli scomparsi aiuta a comprendere le trasformazioni che hanno caratterizzato la città. Insomma, il catalogo racchiude uno studio che partendo dall’attività del pittore si estende alla città e alla regione recuperando il patrimonio e al contempo valorizzandolo, in una esposizione che fu promossa dal Comune di Forlì con il coinvolgimento di molte istituzioni pubbliche e private locali. Molti gli studiosi coinvolti, alcuni dei quali già affermati professionisti, altri che negli anni a seguire portarono ulteriori contributi alla conoscenza del patrimonio di Forlì. In definitiva, si tratta di un catalogo veramente da conservare, da consultare come fonte aggiornata sulla città che racchiude uno studio con un particolare taglio ancora attuale oggi. I disegni, i rilievi, l’apparato fotografico rappresentano un interessante arricchimento alla comprensione dello studio non frequentemente riscontrabile in altre ricerche.

Un altro volume è stato aggiunto a quelli da considerare punti di riferimento per la conoscenza delle bellezze di Forlì, un altro libro da ritenere tra quelli decisamente da conservare o da acquistare  con soddisfazione nei mercati di antiquariato, dato che la distanza di quindici anni, se negli studi rappresenta un tempo ancora recente, nell’editoria invece costituisce un intervallo di tempo considerevole. Perciò, a fianco dei volumi sui palazzi, le chiese e le ville del territorio si affianca anche il catalogo sulla città di Melozzo come sostanziale contributo al disvelamento con occhi esperti competenti del patrimonio locale.

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Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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