Forlì bella

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Luci accese e città addobbata per la seconda festa che precede il Natale: il 13 dicembre è Santa Lucia

Molto amata in città, è l’occasione per ritrovare amici e conoscenti nella fiera in borgo Cotogni, per acquistare i regali di Natale e benedire gli occhi con la reliquia della santa

La festa di Santa Lucia è tra le ricorrenze che fanno parte delle tradizioni locali; attesa da tutti i forlivesi si sta confermando anche come attrazione turistica invernale di tipologia religiosa nel periodo che precede il Natale. Insieme alla festa della patrona, la Madonna del Fuoco il 4 febbraio, costituisce uno degli appuntamenti più importanti per la comunità locale. Per la festa di Santa Lucia la tradizione non ha elaborato un prodotto tipico locale, lasciando che le bancarelle che vivacizzano corso della Repubblica propongano prodotti locali ampiamente consolidati, come la piadina fritta e la salsiccia, oppure il torrone artigianale prodotto dalle migliori pasticcerie del territorio.

A fianco della gastronomia sciarpe, cappelli, giocattoli, bigiotteria e oggettistica, tutto quello che il mercato può offrire anche nell’offerta di idee per i regali di Natale. Il borgo interessato dai festeggiamenti è quello che congiunge la piazza principale con il piazzale della Vittoria; lungo l’asse principale si trova la chiesa che porta l’intitolazione alla santa. Ogni borgo che forma il centro storico della città ha una festa religiosa che fa riferimento alla chiesa locale: Santa Lucia per borgo Cotogni, la Madonna del Carmelo in borgo San Pietro, la Madonna del Fuoco in Cattedrale, e Santa Rita in borgo Ravaldino. Ogni ricorrenza è caratterizzata da un gesto tipico, dalla benedizione degli occhi per Santa Lucia fino alle rose benedette distribuite a Santa Rita, oltre alla devozione religiosa espressa nella festa specifica.

Nella giornata della festa di Santa Lucia per tutto il tempo si succedono celebrazioni nella parrocchia e tante persone accorrono per la benedizione degli occhi con la reliquia della santa, tuttavia in questa festa non c’è solo la devozione e la tradizione quanto anche un rilevante contributo offerto dall’arte, in particolare dalla statua che rappresenta Lucia, un’opera della bottega dei Ballanti Graziani di Faenza. La bottega faentina, specializzata nella produzione di statue votive realizzate in cartapesta, stucco oppure in legno, è stata per molto tempo, tra Settecento ed Ottocento, un importante punto di riferimento locale per il genere, e a Forlì la bottega realizzò anche la statua della Madonna del Carmelo conservata nella chiesa del Carmine in borgo San Pietro, la cui festa ricorre il 16 luglio. La statua di Santa Lucia rappresenta un’opera realizzata con un unico materiale, mentre la Madonna del Carmelo alterna più tipologie perché è rivestita di una tunica di tessuto originario che ricopre il corpo. Entrambe le opere sono abitualmente collocate nelle rispettive cappelle laterali delle chiese e solitamente vengono spostate nel presbiterio per  essere valorizzate e rese maggiormente visibili nelle feste.

La bottega dei Ballanti Graziani ha certamente lasciato un segno distinto nella produzione di tali opere: in tutte le chiese del centro storico ed anche dell’entroterra romagnolo la presenza delle sculture votive tra Settecento ed Ottocento circa, della medesima fattura, costituisce un dato interessante per una iconografia consolidata su alcune rappresentazioni di santi, oltre ai necessari attributi che permettono la lettura del personaggio e la sua identificazione. Si tratta di una produzione spesso non adeguatamente valorizzata, ma che coinvolge tantissime maestranze artigianali del tempo che appositamente si impegnavano per la creazione e la realizzazione del manufatto. Così, anche la tradizione di produrre statue di Gesù Bambino vestite con l’abito bianco, sovente esposti in una mangiatoia, in occasione del Natale nei presepi o negli altari maggiori a sottolineare la nascita di Gesù. 

La scultura di Santa Lucia, è un’opera che vede la santa con in mano un piccolo piatto con gli occhi, secondo la storia che la riguarda nel martirio e l’iconografia a lei associata. Vestita di bianco con un mantello rosso e azzurro, gli stessi colori della Vergine Maria, è un’opera interessante nella sua tipologia che già spiega l’integrità nella scelta religiosa e nella coerenza della vita fino al martirio. È un’opera d’arte che lascia un segno importante come tante altre nel patrimonio della città, che sarebbe importante valorizzare nella specificità della produzione artistica delle statue devozionali delle migliori botteghe d’arte del territorio.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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