Forlì bella

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Madonna del Fuoco, una patrona con molte preghiere

Si celebra il 4 febbraio la festa della protettrice di Forlì, la Madonna nel titolo del Fuoco, per il miracolo che la evidenziò nella preziosa xilografia nel 1428

È già stato raccontato molto della festa della patrona di Forlì negli ultimi giorni, pensando soprattutto che un anno fa eravamo già preparati alla vigilia a trascorrere una piacevole giornata visitando l’immagine custodita nella cappella in Cattedrale e passeggiando nella fiera gastronomica per gustare le prelibate piadine tradizionali che tutti gli anni i migliori forni e le pasticcerie storiche della città producono appositamente per la ricorrenza.

La festa quest’anno sarà prevalentemente caratterizzata dalla preghiera, visto che la fiera in centro storico non sarà allestita a causa delle norme anticontagio ancora in vigore, con le numerose celebrazioni liturgiche in programma in duomo per tutta la giornata. Nemmeno i Trail con il percorso a scopo benefico e quello storico artistico potranno essere svolti come ogni anno, sempre per evitare gli assembramenti visto che erano appuntamenti particolarmente graditi e partecipati. In questo anno stranissimo, la festa patronale, immancabile appuntamento invernale forlivese tra il Natale e la Pasqua, vedrà la città colorata di rosso per i ceri posti alle finestre nella notte della vigilia, per ricordare nella tradizione il fuoco che distrusse l’edificio nel quale era custodita la preziosa immagine e la luce dell’attesa che è data dalla candela. 

In questa inedita edizione della festa possiamo maggiormente rivolgerci alla storia, alle caratteristiche artistiche di questa preziosa immagine, al legame tra la cappella nella cattedrale e la chiesina del Miracolo edificata alla fine del Settecento sul luogo dove fu distrutta la scuola. Sempre aperta con un appuntamento artistico annuale, la chiesina in via Leone Cobelli ha visto la collocazione nella rinnovata pavimentazione stradale di un medaglione in metallo che descrive l’evento accaduto nel 1428. L’immagine dipinta nella lunetta sopra alla porta di ingresso e l’episodio narrato nel medaglione arricchiranno di informazioni storiche l’evento posto nel lontano XV secolo. Alzando gli occhi alla lunetta e leggendo l’iscrizione posta ai piedi dell’edificio la narrazione riacquisterà la sua notorietà per un evento pienamente inserito della storia della città. 

Il territorio non è estraneo alle manifestazioni della Madonna, nel significato interpretato teologicamente ora per proteggere, ora per annunciare, ora per manifestarsi nell’evento comprensibile dalla fede. La valle del Montone ad esempio è ricca di tutti questi aspetti, attraverso le rappresentazioni della Madonna con il Bambino presenti nelle chiese dei Comuni dell’Appennino. Stupisce che le manifestazioni mariane siano avvenute sempre con opere d’arte rilevanti, soprattutto agli occhi nostri che comprendiamo oggi il valore di un manufatto artistico non solo legato all’estetica.

Così è per la xilografia forlivese, forse un’opera precedente all’anno del miracolo, che racchiude una storia complicata comprensibile solo ad uno sguardo ravvicinato ed attento dell’opera. Un manufatto completo dei significati fondamentali del cristianesimo: dall’Annunciazione a Maria alla crocifissione del Figlio di Dio, all’adorazione della Madre con il Figlio nella regalità, fino ai santi e agli Apostoli; un’organizzazione complessa dello spazio, una chiara suddivisione rispettosa dei ruoli di ciascuno, dei punti adatti in cui essere posizionati. E poi la tecnica stessa, antichissima, e il supporto, ben poco duraturo nel tempo, ma sopravvissuto al fuoco e nei secoli fino ad oggi. Anche questa è una testimonianza: aver cura degli oggetti più fragili legati alla fede è sempre una evidenziazione del riconoscimento di un episodio diverso dalla normalità terrena che sfugge alla piena razionalità, che avvenne nella notte del 4 Febbraio 1428.

L’attenzione dei forlivesi è pienamente attratta da questo evento riportato anche nelle fonti della storia della città, perché sollecitata all’ampia riflessione, sia nella visione laica, sia in quella devozionale. La Madonna ha evidenziato la sua presenza in un manufatto rilevante per il pregio artistico, non riconosciuto istantaneamente, ma valorizzato nei secoli successivi con la costruzione di una cappella sontuosa nella Cattedrale, appositamente per custodirla per la venerazione, con un altrettanto allestimento dell’altare degno del peso artistico della xilografia. Da un’opera d’arte ne è scaturita un’altra nel complesso barocco altrettanto interessante della cappella, custode di un’immagine devozionale semplice che nella tecnica xilografica trovava la tipica valorizzazione del segno essenziale, unica fonte interpretativa del contenuto dell’opera e dello stile dell’autore. Ancora una volta l’arte più bella racconta a Forlì una storia che rinnova la propria comprensione nello svolgersi del tempo che dal passato ci porta nel futuro. 

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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