Forlì bella

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Una collezione forlivese in esposizione a Velletri: le opere della Pinacoteca richieste per un importante progetto espositivo

Nel convento del Carmine a Velletri sono esposti 47 dipinti della Pinacoteca Civica di Forlì fino al 2 febbraio in una mostra dedicata al pittore Edgardo Zauli Sajani

Nell’ambito della mostra dedicata all’artista forlivese allestita a Velletri la collezione delle opere ha finalmente ricevuto l’attenzione che merita grazie ad uno studio accurato e a ricerche approfondite svolte sulle opere dell’artista. Autori degli approfondimenti sono il curatore della mostra Marco Nocca, Luciana Prati e Flora Fiorini per il contesto museale forlivese. Si tratta di una importante valorizzazione di una collezione conosciuta, ma che viene posta nell’ambito di una visione nuova, contestualizzata e promossa come patrimonio culturale di Forlì. Nel corso dell’ultimo anno la città ha visto la valorizzazione di alcuni nuclei della Pinacoteca, offerti alla visione del pubblico al di fuori della loro ubicazione abituale: si tratta della collezione Moroni e della collezione Pedriali, la prima esposta temporaneamente e la seconda riallestita permanentemente ai Musei di San Domenico. 

Il titolo della mostra rappresenta un dettaglio sostanziale della sensibilità dell’artista: si parla della felicità della pittura, raccontando l’attività di un personaggio importante per Forlì ed anche per Velletri, visto che Zauli contribuì a elevare a livello eccellente la locale Scuola d’Arte e Mestieri. A Velletri c’è anche una strada dedicata al famoso artista, che diresse la locale scuola d’arte dal 1898 al 1935, occupandosi dell’arredo artistico urbano con gli apparati effimeri per le feste, secondo un’idea di arricchimento artistico ancora in uso nel periodo nel quale l’artista espresse la sua creatività. Formatosi all’Accademia di Belle Arti, scelse di non aderire alle Avanguardie artistiche, interpretando la “Felicità della Pittura” come stile nel suo impegno nell’arte. L’esposizione cade nel settantacinquesimo anniversario della sua scomparsa, mette in risalto un artista che trovò a Velletri la sua seconda città, dopo Forlì nella quale nacque e visse fino all’età adulta. Da Velletri l’artista continuò ad inviare alle mostre in Romagna le sue opere e le pergamene celebrative sui personaggi illustri che lui eseguiva su richiesta. Tra i generi apprezzati dall’artista ci sono i ritratti e i paesaggi, vedute en plein air, ma in tutte evidenziò il suo legame con il colore che con la pennellata costruisce la forma.

Particolarmente apprezzato a Velletri, la comunità gli fu riconoscente alla sua morte allestendo per lui una tomba monumentale nel cimitero cittadino. Fin qui la sua storia e il suo impegno nell’arte. Da Velletri è giunto recentemente anche l’impegno a valorizzare l’artista e a ricomporlo in una monografia che possa custodire la memoria e il percorso artistico svolto dal pittore forlivese, che trovò altrove la propria motivazione all’impegno costante nell’arte.
Con questa esposizione aggiungiamo un altro tassello alla consapevolezza del patrimonio artistico locale. La riscoperta dell’artista contribuisce ad incrementare la conoscenza degli artisti che costituirono la generazione di coloro che scelsero di esprimersi artisticamente prediligendo caratteristiche pittoriche lontane dalle Avanguardie artistiche, ma sempre interessanti per le alte capacità personali ed il talento nell’utilizzo degli strumenti. Zauli Sajani si affianca a Maceo Casadei, a Giovanni Marchini e agli artisti del cenacolo forlivese, interpretando la realtà nel genere del paesaggio e la società contemporanea negli innumerevoli ritratti dei personaggi cercando di comprenderne l’identità con soltanto l’utilizzo del colore.

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La mostra a Velletri rende orgogliosi i forlivesi nel cuore della comunità, si auspica che altri progetti di ricerca finalizzati alla giusta collocazione nello spazio temporale e artistico locale possano riconoscere alla Romagna un posto di rilievo nel panorama artistico nazionale, con specifiche caratteristiche identificative di una terra che ha ispirato l’arte in tutte le sue declinazioni: dalla musica, alla pittura, al teatro e alla poesia. In questo in Romagna non manca una tradizione culturale identificativa, ma che ancora attende di essere studiata, riorganizzata, promossa e divulgata.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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