Forlì bella

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Mostra sulle opere a xilografia di Antonello Moroni: la Pinacoteca di Forlì riserva tante sorprese

Il patrimonio artistico non può dirsi mai completamente conosciuto. La Pinacoteca di Forlì riserva molte sorprese sulle opere ancora da studiare

La mostra sulle opere a xilografia di Antonello Moroni mette in risalto l’importanza dello studio delle collezioni civiche della nostra città, che certamente attendono di essere approfondite per una migliore conoscenza del patrimonio. Della nuova sistemazione della sezione Pedriali già avevamo parlato in una precedente puntata, ma del progetto di ricerca su Antonello Moroni bisogna rilevare che la mostra allestita ai Musei di San Domenico dalla fine di marzo al termine dello studio ha permesso la visione di opere che attendevano un approfondimento per una conoscenza della raccolta che potesse includerla nel patrimonio, ordinata ed organizzata.

Lo studio svolto dalla giovane storica dell’arte, Marica Guccini, che già ha nel curriculum progetti di ricerca importanti, si è concentrato sul fondo giunto a Forlì grazie alla donazione nel 1953 della moglie dell’artista, Paola Moroni Fumagalli. Tutta la collezione meritava un’attenzione speciale, soprattutto per la presenza della particolare tecnica esecutiva delle opere di Moroni, la xilografia, antica, ma anche moderna all’inizio del Novecento quando tornò ad essere praticata di nuovo secondo gli stili artistici del momento. La nostra città è già legata a questa particolare tecnica a stampa per la preziosa immagine che raffigura la nostra patrona, la Madonna del Fuoco, datata all’inizio del XV secolo, essendo presente in città al momento del miracolo nel 1428. La tecnica si avvale di matrici in legno intagliate, che inchiostrate, lasciano sulla carta la stampa dei segni. La tecnica è complessa, tra le prime nel campo dell’incisione su legno. I più abili incisori sono riusciti a creare effetti di risalto della linea del disegno dell’immagine con risultati sorprendenti, tuttavia nel caso del nostro artista si aggiungono anche effetti particolari vista la sua abilità disegnativa, una componente fondamentale per poter praticare bene l’incisione a xilografia. 

Lo studio è stato composto di due momenti: il primo nel 2016, con una esposizione che valorizzava la produzione di Moroni nella complessità della sua breve attività di incisore ed illustratore; una seconda nella primavera di quest’anno dove si è studiata una parte del fondo che nel corso degli anni era stata custodita nell’archivio della Biblioteca Comunale. Il secondo studio ha evidenziato un artista pienamente inserito nella sua epoca, con una formazione all’Accademia di Firenze e il successivo approfondimento sulla  xilografia con Adolfo De Carolis negli ambienti artistici di Pisa e Bologna. Dopo l’attività artistica svolta, fu chiamato ad insegnare la sua materia alla scuola del libro a Urbino. La Biennale di Venezia nel 1930 gli dedicò un retrospettiva post mortem rendendolo noto nell’ambiente artistico internazionale, dove fu apprezzato come uno dei migliori xilografi del suo tempo. Nella seconda mostra gli studi, i disegni e le stampe sono state le opere esposte nel maggior numero, insieme alle matrici. I disegni presenti in un numero considerevole testimoniano l’esercizio piuttosto frequente dell’artista nel rappresentare il soggetto secondo la ricerca del risultato desiderato.

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L’apice della carriera raggiunta in giovane età e prematuramente interrotta lascia stupiti di fronte a frequenti giudizi affrettati sul patrimonio di tante Pinacoteche e raccolte civiche che racchiudono segreti ancora da svelare. Lo studio serve proprio a  questo, per valorizzare ciò che attende di avere il giusto posto nel panorama storico-artistico, che non si compone soltanto di nomi noti, quanto anche di artisti poco conosciuti ma che hanno avuto la stessa abilità, creatività ed inventiva di quelli già celebrati come grandi artisti. In questo ambito la maggior parte del patrimonio italiano attende ancora di essere riscoperto, valorizzato, studiato e pubblicato e per quanto riguarda Forlì la ricerca su Antonello Moroni ha restituito il giusto valore ad una collezione presente nella nostra ricca Pinacoteca.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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