Forlì bella

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Nuova targa per il Liceo Artistico e Musicale di Forlì: cambiano anche le insegne pubbliche e si aggiornano nei materiali, nello stile e nella comunicazione

L’attesa cerimonia di intitolazione ad Antonio Canova dell’istituto di istruzione dedicato all’arte e alla musica della città è avvenuta pochi giorni fa. La nuova targa segna un passaggio, non più la pietra bensì lastre di acciaio

Il Liceo Artistico e Musicale della città introduce aggiornamenti sui materiali nella nuova targa dell’intitolazione dell’istituto, aprendo la strada con il design e la conoscenza delle tecniche attuali a nuove insegne con risultati percettivi differenti, ma che le rendono idonee ad inserirsi nella contemporaneità. 
L’acciaio corten su lastre da 3 millimetri crea un effetto ruggine che ben si inserisce nella facciata dell’edificio rivestita di mattoncini. L’opera è stata progettata dal professore Mario Di Cicco, noto già nell’ambiente per le numerose opere d’arte realizzate nel territorio.

Docente della scuola, l’artista ha scelto uno stile sobrio, ma efficace nel risultato, con un tipo di carattere che ha abbandonato gli spigoli delle lettere delle iscrizioni delle insegne delle scuole e dei parchi pubblici, piazze e vie della città per aggiornare i caratteri a forme attuali. La grassettatura delle discipline insegnante al Liceo contribuisce alla percezione chiara dell’arte e della musica che rappresentano i due indirizzi principali dell’istituto, ma identificativo anche di una scuola che è stata adeguata attraverso le riforme volute dai Ministri della Pubblica Istruzione ai nuovi bisogni per la formazione dei giovani studenti.
Infatti, il liceo artistico e Musicale di Forlì è l’aggiornamento dell’istituto d’Arte della città, che iniziò il percorso formativo degli alunni nell’ex convento a fianco della basilica di San Pellegrino.

Abbiamo già raccontato del percorso svolto da questa scuola che ha visto un passaggio importante dalla precedente struttura che ha ospitato generazioni di studenti, molti dei quali artisti inseriti nel contesto nazionale ed internazionale dell’arte, fino a quella attuale nella quale insegnano molti docenti che hanno svolto la loro formazione scolastica nell’istituto d’arte. La sede attuale è un edificio di rilievo e di interesse storico, inserito pienamente tra i Beni Culturali della città e sottoposto a tutela. Non ripeteremo tale percorso, anche perché i cambiamenti sono esemplificativi delle necessità manifestate nelle situazioni e dei necessari adeguamenti per fornire la migliore offerta formativa nella ricerca anche della pedagogia più adatta ai tempi che cambiano. In questo aspetto la scuola italiana è dinamica, così come lo è la nuova targa che consente il ritorno alla precedente, dato che è stata affissa con modalità reversibili. 

L’aggiornamento della targa apre a innumerevoli considerazioni, certo quella immediata è che l’originalità identifica il tipo di scuola che annuncia nella sua iscrizione, non ci sono per ora altre insegne così aggiornate nell’ambiente scolastico locale, prevalendo il metodo più tradizionale dell’apposizione delle lettere di metallo su lastra di marmo. L’antica targa non è stata prelevata, perché anch’essa tutelata, un pochino consumata dal tempo e dalle intemperie, con una lettera mancante e che ha subito l’estraniazione dal contesto originario nel momento in cui l’istituto fu trasferito nella sede attuale.

Rimangono molte foto di quella targa, superata nell’estetica e nella proposta formativa, tuttavia perfettamente integrata nella storia della scuola. Ed è questo l’argomento di cui si dovrebbe parlare di più: ciascuna scuola ha un percorso nella storia, significativo ed importante; quello del Liceo Artistico e Musicale ha visto l’inserimento di un altro capitolo nella nuova targa, aggiungendo oltre all’identificazione la comunicazione in un contesto artistico, un tema decisamente rilevante nell’istruzione contemporanea.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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