Forlì bella

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Opere splendide a Forlì per San Giuseppe in un nuovo itinerario

Nella settimana della festa del papà, dedicata a Giuseppe santo protettore, valorizziamo le belle opere dedicate allo sposo di Maria nella nostra città

Nella cultura cristiana la rappresentazione degli episodi evangelici, biblici e dei testimoni religiosi nella storia in sculture, dipinti, strutture per la fede hanno costituito nei secoli un patrimonio di inestimabile valore, perché sempre caratterizzato da qualità artistiche che hanno permesso l’apprezzamento dei manufatti e reso assai graditi i soggetti rappresentati. In questo aspetto l’arte ha assolto il compito di aggiungere bellezza alla nostra città, dato che è possibile svolgere un percorso su San Giuseppe attraverso le riproduzioni artistiche che lo riguardano.

L’itinerario partirebbe dall’Oratorio dei Falegnami, più volte ricordato nei nostri appuntamenti culturali settimanali perché un vero gioiello dell’arte forlivese. Costruito tra il 1641 ed il 1642 in borgo Schiavonia rappresenta un edificio dedicato al Santo, padre putativo di Gesù Cristo. Considerato fin dalla contemporaneità tra le bellezze della nostra città, fu immediatamente impreziosito da una pala d’altare di Guido Cagnacci datata circa 1642, nella quale il santo è rappresentato come unico soggetto dell’opera nella versione data dai Vangeli Apocrifi, dove è raccontato che Giuseppe, tra i pretendenti di Maria, portò una verga al Tempio e proprio la sua fiorì come segno della scelta di Dio per lo sposo della Madre di Cristo.

L’itinerario inizia proprio da questo dipinto, nella tipica espressione barocca legata alla particolare caratterizzazione dell’arte di Guido Cagnacci: la teatralità dello stile pone Giuseppe al centro di uno spazio scenografico che lo valorizza su un palco a gradini e sotto la luce divina. L’accento al naturalismo permette di concretizzare il santo nella realtà della sua esistenza umile e composta del lavoro dell’artigiano, con le mani grandi che si dispongono incrociandosi sul petto in un atteggiamento pieno di speranza per il dono ricevuto. L’esaltazione di San Giuseppe trova la sua conclusione nella rappresentazione della sua  Gloria nella volta affrescata da Giacomo Zampa e dal quadraturista Angelo Zaccarini nel 1758, primo esempio di finta architettura dipinta in un edificio religioso a Forlì.

Il percorso prosegue nella chiesa di Santa Lucia, dove nel primo altare a destra è collocata una scultura in cartapesta della nota bottega di plasticatori dei Ballanti Graziani di Faenza rappresentante San Giuseppe con in braccio Gesù Bambino. Nell’iconografia dedicata al santo non si trovano rappresentazioni di Giuseppe con Gesù adulto, perché i Vangeli raccontano che l’ultimo momento nel quale Giuseppe fu ricordato è quello della Pasqua a Gerusalemme, quando Gesù si staccò dai suoi genitori per essere ritrovato dopo tre giorni nel Tempio mentre spiegava le Sacre Scritture. Dopo questo episodio Giuseppe non è più ricordato; la tradizione artistica lo rappresenta sovente anziano, con la barba, tra l’iconografia pittorica esemplificata dall’opera locale di Guido Cagnacci e quella invece che lo vede più giovane, ma sempre adulto saggio, specialmente nella statuaria. 

Il percorso giunge in Cattedrale, dove nel secondo altare della navata destra si può vedere la rappresentazione di San Giuseppe in trono con Gesù Bambino di Emilio Righetti di Brescia. Su un sobrio altare proveniente dalla chiesa di San Domenico, ricollocato nella ristrutturazione ottocentesca della cattedrale, il gruppo scultoreo si trova al centro di una nicchia con Giuseppe che accoglie sulle ginocchia Gesù Bambino appoggiato al papà putativo. Una scena rara e corrispondente all’immagine di un tenero abbraccio della più dolce paternità nell’affidamento al Mistero del falegname di Nazaret.

Dall’oratorio di San Giuseppe, tappa iniziale, si giunge a quella finale nella nuova parrocchia dedicata a San Giuseppe Artigiano a Bussecchio, nella quale la scultura esterna in bronzo ricorda l’intitolazione della chiesa costruita recentemente. Nell’anno dedicato alla riscoperta della figura paterna terrena di Gesù Bambino nel 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe Patrono della Chiesa Universale celebrato con una lettera Apostolica di papa Francesco, un inedito percorso permette da un lato una catechesi con l’arte attraverso le opere e le chiese presenti nella nostra città e dall’altro di poter valorizzare le opere d’arte cercandone una nuova comprensione in un percorso di conoscenza approfondita delle differenti iconografie che hanno raccontato la storia del santo.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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