Forlì bella

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Promuovere e valorizzare il paesaggio: nasce il progetto per la pista pedemontana grazie a Italia Nostra

L’associazione attraverso la sezione locale propone per l’autunno un progetto che coinvolge docenti universitari, esperti e professionisti per la conoscenza e valorizzazione dell’entroterra romagnolo

Per buona parte della bella stagione abbiamo parlato di itinerari turistici, religiosi, storici; abbiamo raccontato di opere d’arte, di monasteri, di chiese da riscoprire e da valorizzare; abbiamo rilevato l’alto interesse per nuovi modi di vivere le vacanze lontano dalla costa e immerse nella natura. Per la delizia degli occhi, proprio queste tipologie di vacanze sono state quelle maggiormente apprezzate nelle nostre considerazioni sulle potenzialità del nostro territorio, dal punto di vista dell’attrattiva e dell’interesse per le meraviglie che lo caratterizzano. La riscoperta dell’Appennino è un tema assai caro anche alle istituzioni locali, sempre più sensibili a immaginare l’entroterra romagnolo destinatario di mete di vacanza, di pellegrinaggio e di studio.

Si tratta di un paesaggio tipico: composto dalla fauna, dalla flora, ma anche dalle architetture e dalle opere d’arte, segno di una natura che ha convissuto con gli insediamenti umani, rispettosi di un’ambientazione necessaria a non stravolgere il paesaggio, inseriti nel tessuto naturalistico per una importante civilizzazione degli ambienti lontani dalla pianura sulla quale è sorta Forlì. Oggi raccontiamo di un progetto che dal dire è divenuto fare, dalla ricerca è divenuto risultato per impostare una promozione ed una valorizzazione, con la piena coscienza del percorso storico vissuto.

Siti, vicende, uomini dalla preistoria ad oggi sono l’obiettivo del progetto di Italia Nostra con un’attenzione alla zona pedemontana, con l’obiettivo di proporre l’educazione al paesaggio che è ricco di cultura, arte, archeologia. Ricercando e riconsiderando gli insediamenti abitativi, nel ciclo di conferenze dell’autunno verranno riproposti alcuni itinerari da fare a piedi anche fra i campi, in bicicletta sui vecchi tratturi, in auto o in moto, percorsi che fin dall’antichità uniscono le valli dell’Appennino. Apparentemente suddiviso, il territorio pedemontano presenta invece la continuità degli insediamenti umani fin dalle prime frequentazioni: il territorio considerato è quello da Torre di Oriolo fino a Scardavilla includendo specialmente Monte Poggiolo.

Una mappa già composta segnalerà per ciascuna località la presenza di siti archeologici, sepolture emerse dagli scavi condotti negli anni, oppure il rinvenimento di reperti; la presenza di rocche e strutture difensive; chiese, pievi, cappelle con l’evidenziazione delle dedicazioni che permetterà di rilevare la devozione verso alcuni santi o ai fondatori degli ordini religiosi; grotte e musei ancora da scoprire; aree naturalistiche da conoscere caratterizzate da particolari aspetti geologici e paleontologici. Una vasta ricerca, frutto dell’impegno profuso negli anni, sarà organizzata per una promozione e valorizzazione del territorio in maniera completa perché la natura e la cultura possano trovare unione nella pista pedemontana. Nel percorso non mancheranno anche le prime produzioni con le eccellenze enogastronomiche, specialmente il vino, risultato dell’organizzazione del territorio.

Altri insediamenti inclusi sono quelli di Ciola, Massa, San Lorenzo in Noceto, Collina, Ravaldino in Monte, che sono nell’immediata vicinanza della città. Il ciclo di conferenze che si terrà in autunno approfondirà proprio questi aspetti tenendo come tema guida quello del paesaggio. Docenti universitari e illustri studiosi del territorio si occuperanno dalla preistoria all’archeologia, allo spungone, per valorizzare gli aspetti pienamente inseriti nella mappa interattiva composta per scoprire il patrimonio culturale dell’Emilia Romagna che verrà illustrata nel corso di una delle conferenze. Per non svelare i nomi assai noti dei relatori che saranno chiamati a sviluppare le tematiche del progetto si può certamente dire che l’idea di Italia Nostra si inserisce nell’attualità della riconsiderazione di tanti cammini e percorsi, per rendere il territorio sempre più attrattivo non solo turisticamente, ma culturalmente, per riscoprire parti della storia dimenticate e necessarie alla conoscenza.

La zona pedemontana si presenta ricca di insediamenti umani, con una mappatura delle presenze e delle attrazioni ancora oggi visibili, che aiuta anche nella ricostruzione del percorso storico di Forlì. Nel momento in cui il turismo cerca nuove località da riscoprire la profonda conoscenza del territorio consente la valorizzazione e l’ideazione di nuove proposte che si fondano sulla consapevolezza delle peculiarità locali. 

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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