Forlì bella

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L'opera di Giordano Viroli per la conoscenza delle bellezze di Forlì

La notizia recente della scomparsa del professor Giordano Viroli richiama inevitabilmente il ricordo di uno storico dell’arte che ha lasciato sostanziali contributi alla conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale romagnolo

Un altro importante storico dell’arte forlivese è volato in cielo: Giordano Viroli, nome noto in città per essere stato uno studioso dell’arte in Romagna, si è spento pochi giorni fa dopo una lunga carriera di storico dell’arte, per molti progetti vissuta nella collaborazione con Mariacristina Gori. Il messaggio di cordoglio del sindaco Gianluca Zattini condensa in pochissime righe il ritratto di Viroli in una vita vissuta intensamente, ricca di conoscenza e di volontà a scoprire le bellezze della nostra città: “Storico dell'arte, critico, ricercatore, saggista, per lungo tempo docente all'Accademia di Belle Arti di Ravenna nonché apprezzato pittore, Giordano Viroli è stato anche un attentissimo studioso del patrimonio forlivese che ha approfondito e raccontato in pregiate pubblicazioni. Da tempo una dura malattia lo aveva tenuto distante dalla scena culturale e didattica ma il suo magistero non ha mai cessato di produrre conoscenza. Alla moglie e ai familiari tutti giungano i sentimenti di cordoglio da parte dell'amministrazione comunale.” 

Cercando di scomporre la descrizione partiamo dal primo aspetto, ossia l’attività di ricerca. I volumi che portano la firma di Giordano Viroli come autore sono tra quelli che hanno un posto d’onore nella biblioteca di casa di molti cittadini forlivesi ed anche delle biblioteche pubbliche della città. Le ricerche svolte lo hanno portato ad una fondamentale schedatura dei Beni Culturali, maggiormente concentrata sulle fonti a stampa più che sui documenti d’archivio. Di questi, invece, era espertissima la collega Mariacristina Gori, tuttavia, anche la ricerca nelle fonti a stampa della storia permette di accedere ugualmente ad un cronologia del sapere sulla città,  interpretando specialmente la storia della ricerca pubblicata in libri interessantissimi che lasciano intuire anche il punto di vista adottato in ogni periodo per l’analisi dei Beni Culturali, i principi che hanno determinato l’apprezzamento e le informazioni considerate essenziali per la sua comprensione. L’attività di docente all’Accademia di Belle Arti di Ravenna lo aveva inserito ancor di più nella Romagna da studiare e da scoprire nelle sue segrete bellezze. Infatti, per Giordano Viroli possiamo riproporre le stesse considerazioni della collega Mariacristina Gori: instancabile ricercatore delle radici artistiche del territorio, contribuì alla conoscenza e alla divulgazione della cultura romagnola, facendo emergere tutte le arti e i nomi degli artisti che crearono i legami con le città circostanti per la loro provenienza ed espressività.

L’attività di pittore pose Giordano Viroli nell’ambito di colui che oltre a raccontare l’arte ne conosceva i segreti per essersi dedicato anche alla creazione di dipinti, per un’applicazione della teoria secondo le scelte stilistiche personali, che consolidano le conoscenze anche della storia dell’arte. L’attività pratica permette di leggere le opere dal punto di vista del fare, perché la produzione artistica ha sempre aspetti artigianali da considerare e non si tratta solo di teoria inerente al susseguirsi dei secoli con gli stili artistici. Tra le ultime opere scritte il catalogo della Pinacoteca civica in San Domenico, pubblicato nel 2016 con alcune revisioni ed integrazioni con le novità sul patrimonio cittadino scaturite dalle mostre allestite negli anni ai Musei di San Domenico. Materiale che Giordano Viroli aveva approfondito, sempre nella stessa metodologia di studio utilizzata per le sue ricerche: dimostrative di una prassi e di un metodo che ha guidato la storia dell’arte fino agli ’90 nel Novecento, quando nelle Università si iniziò a valutare anche altri metodi di studio e di critica dell’arte, a cercare nell’approfondita conoscenza dei testi dei più importanti critici e storici dell’arte nuove strade per la conoscenza, nuovi stili di ricerca, ampliando lo sguardo all’ambiente storico, a quello culturale nel quale il Bene è inserito, con l’acquisizione dei dati scientifici dagli strumenti tecnologici. Si introdusse, quindi, la scienza, che diede un sostanzioso contributo, oltre alla chimica già consolidata nell’applicazione ai Beni Culturali. Nello studio della storia dell’arte nacquero altre collaborazioni importanti, in dialogo tra le discipline, già stabilizzate nei cantieri di restauro più impegnativi e ricchi di interventi professionali. Di tutto ciò Giordano Viroli era a conoscenza, ma preferì rimanere legato alle sue metodologie, senza far mancare nella sua attività di consulenza la competenza necessaria alla comprensione del contesto e dell’opera.

Nel cielo degli storici dell’arte c’è un forlivese in più, un altro pezzo di storia della cultura forlivese si è riunito con altri noti membri della medesima città, ma non è finito nulla: perché a noi, quaggiù, rimane ancora tantissimo da studiare e da scoprire per la bellezza della nostra città, con i suoi preziosi volumi stampati negli anni e conservati nella nostra biblioteca. Si continua da qui, grazie Giordano Viroli!

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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