Giovedì, 24 Giugno 2021
Forlì bella

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A cura di Serena Vernia

Santa Caterina e l’attesa del Natale

Con la festa della santa che si celebra oggi nel calendario cristiano inizia l’attesa del Natale che sarà celebrato ad un mese esatto da oggi

Se con la mente tornassimo ad un anno fa potremmo rivivere la tradizionale festa di Santa Caterina d’Alessandria nella consuetudine delle bancarelle e del torrone regalato alle belle spose come da tradizione, ma i cambiamenti dovuti all’epidemia da Covid impongono restrizioni necessarie per risparmiare il contagio, dunque l’appuntamento che apre all’attesa del Natale è molto più sobrio, con le celebrazioni liturgiche nella chiesa di San Biagio, zona del centro storico di Forlì coinvolta nella ricorrenza.


Nel nostro territorio la devozione alla santa è stata testimoniata anche dalla dedicazione della concattedrale di Bertinoro e nelle valli dalla presenza di dipinti e altari intitolati alla santa, che testimoniano la diffusione della devozione per la cristiana nei secoli. Santa Caterina e Santa Lucia (prossima il 13 Dicembre)  sono le due sante più importanti poste al termine dell’anno cristiano e in anticipo rispetto al Natale. Entrambe martiri per la fede, rappresentano due riferimenti per la diffusione del cristianesimo: Lucia appartenente al terzo secolo, Caterina d’Alessandria appartenente al quarto. Le loro vite sono consecutive una all’altra, ma entrambe accumunate dall’essere state vergini e martiri per non aver rinnegato la fede cristiana. Caterina d’Alessandria è anche Dottore della Chiesa per la sapienza nella fede e nell’iconografia è rappresentata sempre in abiti regali come vuole la tradizione. Nel nostro territorio i più begli esemplari nell’arte pittorica sono conservati nella Concattedrale di Bertinoro e nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo a Dovadola. Sempre con l’attributo iconografico delle ruota dentata, che raffigura il martirio subito per interrompere la sua azione di conversione alla fede di coloro che l’asoltavano, Caterina d’Alessandria apre all’attesa del Natale che nel cristianesimo è l’incarnazione della verità nella fede. Santa Lucia, invece, è solitamente rappresentata con gli occhi nel palmo della mano, come reca la statua in carta pesta della bottega dei Ballanti Graziani di Faenza custodita nella chiesa a lei dedicata in Borgo Cotogni. Il martirio che la riguarda rappresenta una leggenda relativa al togliersi gli occhi che Lucia avrebbe fatto per sfuggire alle attenzioni del pretendente pagano, per conservarsi intatta per la fede in Dio. Entrambe vissute nel periodo delle persecuzioni rappresentano due figure femminili che si legano alla Vergine Madre di Cristo, modello per la vita. 


Nella Concattedrale di Bertinoro la ricorrenza della festa della santa è celebrata con la liturgia del giorno e il dipinto del XVIII secolo di Giuseppe Marchetti in essa conservato sull’altare dedicato reca l’iconografia della santa che riceve l’anello nuziale da Gesù Bambino nella spiegazione di colei che fu sposa Mistica, mentre nel dipinto di Dovadola del XVII secolo è rappresentata sola con abiti sontuosi in un paesaggio naturalistico e sempre con l’attributo iconografico della ruota dentata, della palma e del giglio della purezza. 


Nella giornata nella quale si ricorda la violenza contro le donne per sensibilizzare il pubblico ad una maggiore attenzione nei confronti della parte femminile della popolazione, la presenza delle due martiri nelle due feste che precedono il Natale arricchisce di significato proprio il pubblico femminile, forte del proprio coraggio, della perseveranza e della capacità di assumere decisioni sostanziali per la propria dignità, in virtù delle proprie scelte coerenti e nella fedeltà a ciò in cui si crede.

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