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A cura di Serena Vernia

Splendide opere per la devozione alla Madonna

Si è conclusa lunedì la festa della Madonna dei Fiori patrona di Castrocaro Terme, rappresentata da un’opera quattrocentesca di stile fiorentino nella produzione di Donatello

La festa della Madonna dei Fiori tradizionalmente è ricordata nella Domenica in Albis subito dopo la Pasqua. Celebrata con molta partecipazione e devozione dei castrocaresi, rappresenta un appuntamento importantissimo per l’anno liturgico celebrato nella parrocchia dei Santi Nicolò e Francesco. L’immagine venerata nei giorni di festa era stata spostata sull’altare maggiore nel raffinato reliquiario ligneo settecentesco che evidenzia l’opera in una posizione di maggiore visibilità, perchè solitamente è conservata nella cappella a lei dedicata nella navata a destra.

Le bellissime immagini che sono state pubblicate sulla pagina Facebook della parrocchia illustrano l’importante allestimento floreale che era stato preparato per la ricorrenza, secondo la tradizionale disposizione degli addobbi predisposti per il titolo della Madonna castrocarese. L’opera è un bassorilievo in stucco dipinto, stilisticamente riferentisi all’arte di Donatello, scultore fiorentino del XV secolo. L’opera è datata al terzo decennio del Quattrocento e rappresenta la Madonna in un tenero abbraccio a Gesù bambino. Il particolare profilo della Vergine richiama una particolare declinazione dell’iconografia della Madonna con il Bambino, solitamente rappresentata con vista frontale o nella profondità. L’opera è dipinta, l’aspetto è gradevole e composto di molti dettagli apprezzabili, come le raffinate decorazioni delle aureole e il leggero movimento dei capelli di Maria e di Gesù. 

La venerazione assunse il titolo dei fiori per la coincidenza della festa nella primavera, in generale la devozione locale alla Madonna era già stata rilevata grazie alla riconosciuta protezione dall’epidemia di peste nel 1632 e dal terremoto nel 1661. La vicinanza temporale della realizzazione dell’opera nella bottega donatelliana con la xilografia forlivese della Madonna del Fuoco oggetto del miracolo nel 1428 consente di trovare legami devozionali con la Vergine in tutto il territorio, specialmente nella Valle del Montone nella quale a Dovadola, a Rocca San Casciano e a San Benedetto in Alpe la devozione mariana si è evidenziata attraverso opere che rappresentano la Madonna con il Bambino, sempre stilisticamente riferentisi all’ambiente fiorentino e oggetto di altri miracoli. Abbiamo già messo in rilievo più volte l’esemplare di Rocca San Casciano, la Madonna delle lacrime, conservata nella chiesa parrocchiale che porta il suo titolo insieme a quello di San Cassiano, patrono anch’egli della cittadina dell’Appennino Romagnolo.

La leggenda che lega le immagini mariane nella valle fa riferimento ad un'unica persona che per necessità di alleggerire il carico del suo trasporto, misteriosamente troppo pesante per il proprio asino, lasciò una delle opere in ciascuno dei paesi che incontrò nel viaggio verso Firenze. La leggenda porta con sé anche una parte di verità, che lega la valle ad una stretta comunicazione con la città di Firenze, centro di produzione di queste opere votive e anche la provenienza da Forlì, probabile luogo di commercio di queste opere. La festa della Madonna dei Fiori appartiene dunque ad un contesto votivo ed artistico di rilievo, sia per le tradizioni locali, sia per i percorsi di studio teologici e storico artistici del territorio, per costruire nuovi percorsi di conoscenza della cultura in Romagna.

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