Forlì bella

Opinioni

Forlì bella

A cura di Serena Vernia

Un itinerario di arte e cultura per la Primavera: la ricerca della bellezze tra vino e spiritualità

Con le belle giornate assolate e dalle temperature decisamente invitanti a trascorrere il tempo all’aria aperta, la voglia di vedere, conoscere, osservare con attenzione spinge a pensare alle mete di tanti giri fuori città

Con le belle giornate assolate e dalle temperature decisamente invitanti a trascorrere il tempo all’aria aperta, la voglia di vedere, conoscere, osservare con attenzione spinge a pensare alle mete di tanti giri fuori città alla scoperta della bellezza. Rimanendo vicino a Forlì e spingendosi fino ai borghi limitrofi, un interessante percorso che vi propongo oggi è quello per l’ammirazione delle ceramiche di Gaetano Dal Monte, artista faentino di notorietà internazionale. Due delle sue opere si trovano esposte in spazi aperti e rappresentano un’insegna per una nota cantina di Predappio Alta e un gruppo celebrativo della pigiatura dell’uva che si affaccia sul terrazzo della Cà de Bé di Bertinoro.

Le due opere in ceramica rappresentano la produzione dell’artista scelta dall’Ente Tutela Vini di Romagna, che gliele commissionò proprio perché gli fu riconosciuta un’ottima abilità nella sua attività professionale. Il pannello di Predappio Alta posto sopra all’ingresso dell’antica cantina è firmato e datato. L’opera raffigura i 12 vignaiuoli locali che avevano continuato la produzione del vino assicurandone la sopravvivenza nel tempo. L’opera in ceramica bianca è stata realizzata nel 1976 per ricordare l’attività produttiva locale che riserva qualità nella produzione del Sangiovese predappiese. L’artista ha composto proprio il ciclo del vino, che parte dalla raccolta dell’uva per poi passare al momento della pigiatura, rappresentato dalla figura femminile impegnata nell’azione, la collocazione nei tini per terminare nelle damigiane. Rispetto al gruppo scultoreo di Bertinoro, realizzato nel 1980 a tutto tondo e ben disposto nello spazio centrale del terrazzo sulla Romagna, dal precedente pannello predappiese alcuni elementi risultano costanti e riproposti, come la posa della pigiatrice che viene ripresa sempre nel personaggio femminile intenta a svolgere il suo compito. Nel gruppo bertinorese i tre bambini che le sono vicini rappresentano i tre vini locali e costituiscono un’ottima idea del prodotto della pigiatura dell’uva, un tempo tra le ultime feste dell’estate.

L’artista giunse nel forlivese attraverso un’altra opera che aveva realizzato precedentemente in città: si tratta del crocifisso di Regina Pacis nel quale espresse nel 1968 tutto il suo impegno nella raffigurazione del genere sacro. La lavorazione in terracotta del crocifisso in maniera espressiva rende la figura pienamente sofferente, che esalato l’ultimo respiro morì. L’opera fu commissionata dal parroco don Gian Michele Fusconi e finanziata da due generosi parrocchiani. Il crocifisso ancora oggi è presente nel presbiterio della chiesa, imponendosi per le sue dimensioni e divenendo il fulcro visivo dell’interno della struttura. Gaetano Dal Monte fu un abile scultore che modellando la creta impresse il gusto personale sempre molto deciso, concentrato a focalizzare l’attenzione sulle opere coinvolgendo le emozioni. Ciò è particolarmente visibile nel crocifisso di Regina Pacis, dove la resa drammatica ha imposto un linguaggio artistico essenziale, con forme elaborate partendo da una schematizzazione per piani plastici, raggiungendo lo scopo, attraverso la lavorazione della terra, di rendere gli effetti del corpo sottoposto a torture. L’artista è presente anche nella collezione del Museo delle Ceramiche di Faenza e rappresenta un esempio completo per la capacità di affrontare tematiche che vanno dal sacro al profano. Nato nel 1916, iniziò a lavorare nella bottega del padre che si dedicava alla produzione di statue di genere sacro quale eredi della più famosa bottega faentina dei Ballanti Graziani. Gaetano acquisì una perfetta padronanza della tecnica, che riversò nelle sue opere. Collaboratore di Giò Ponti, si dedicò alla produzione in ceramica, cartapesta e terracotta.

L’itinerario, dunque, inizia da Forlì, dalla chiesa di Regina Pacis per le due opere rappresentanti il crocifisso e la coeva Madonna della Pace, per proseguire a Predappio Alta e terminare a Bertinoro. Dalla città al panorama dell’entroterra romagnolo, dalla spiritualità ai piccoli borghi immersi nella realtà agreste, dal sacro alla rappresentazione della vendemmia e della festa del vino, dalla fede al lavoro dell’uomo. Insomma, molti ingredienti in sole tre opere, quanto basta per una bella giornata di primavera alla scoperta della bellezza locale, delle proprie radici e della propria identità culturale.

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