Venerdì, 17 Settembre 2021
Forlì bella

Opinioni

Forlì bella

A cura di Serena Vernia

Un necessario luogo di ascolto in città

L’annuncio dell’assessore alla Cultura Valerio Melandri dell’imminente inizio dei lavori di restauro dell’ex cinema Odeon a Forlì per la creazione di un auditorium ha aperto nuove prospettive e speranze per un ritorno all’ascolto alla musica in un luogo dedicato

Le città si stanno riorganizzando, come sempre è avvenuto periodicamente nel corso dei secoli. Siccome i centri storici ed anche i quartieri limitrofi sono già urbanizzati e tanti edifici attendono la valorizzazione nel restauro, la nuova revisione di Forlì richiede spazi sociali adatti per la pubblica fruizione nella continuità della tradizione culturale. Negli ultimi decenni Forlì è stata impegnata in importanti restauri che hanno restituito edifici adibiti a servizi pubblici, a musei, all’attività convegnistica.

Di passo in passo, Amministrazione dopo Amministrazione, la città ha progressivamente lasciato l’immagine provinciale per divenire luogo adatto ad ospitare la ricerca e lo studio, la politica, l’attività associativa, quella economica ed imprenditoriale, quella culturale, senza però perdere le caratteristiche acquisite nella storia. Queste consentono di comprendere proprio le esigenze sociali manifestatesi nei secoli, nell’evoluzione più complessa della città per il necessario aggiornamento volto al sofisticato e rispondente alle richieste degli utenti specializzati, richiedenti luoghi adatti per funzioni sempre più innovative, ma fondate sulla tradizione.

La notizia dell’imminente inizio dei restauri dell’ex cinema Odeon nel palazzo dell’ex GIL, edificio storico che aveva già ricevuto un intervento di valorizzazione della struttura, ha arricchito la città, specialmente la parte di popolazione dedita alla musica. Il nuovo auditorium ospiterà la “casa della musica”, un luogo non solo dove svolgere concerti, ma anche dove registrare e incidere personalmente. È già stato pubblicato su Facebook nella pagina della Young Musicians European Orchestra un video girato dentro alla struttura non ancora restaurata, con il giovane flautista Niccolò Valerio che suona un brano di Debussy nell’ambiente ancora spoglio dell’arredo necessario e delle attrezzature utili al raggiungimento dello scopo. Dopo la ricerca di un ambiente adeguato e varie prove nelle strutture sulle quali si era svolta la ricerca del luogo adatto, il palazzo dell’ex GIL diventa indispensabile per la musica, seppur un ambiente non troppo vasto. 

Nella seconda estate della presenza dell’epidemia da Covid i musicisti hanno più volte riflettuto sui luoghi adatti allo svolgimento degli eventi musicali e il risultato è stato il prevalente riconoscimento dei luoghi all’aperto per le condizioni sanitarie attuali, ma nulla sostituisce gli ambienti interni, dai teatri alle sale da concerto, alle chiese. Le amplificazioni per gli esterni non trovano l’apprezzamento dei maestri di musica, perché in molti casi amplificano tutti i rumori degli ambienti fino a non trovare il suono che è proprio del musicista. Gli ambienti chiusi rimangono il presente ed il futuro della musica classica e di ricerca. 

L’assessore alla Cultura ha promesso che entro la legislatura la città possiederà il proprio auditorium, in una struttura progettata da Cesare Valle e costruita tra il 1933 ed il 1935. La sala da concerto era stata concepita come cinema teatro, con un ingresso autonomo. Nel libro La città progettata: Forlì, Predappio, Castrocaro; urbanistica e architettura fra le due guerre a cura di Ulisse Tramonti e Luciana Prati nella scheda dedicata all’edificio si ricorda che nel 1999 il cinema Odeon svolgeva ancora la sua funzione.

Attendiamo il risultato del restauro per poter godere di un ambiente valorizzato nella sua destinazione d’uso, sempre dedicato all’ascolto, come lo è stato per tutto il tempo dell’attività cinematografica o teatrale. L’auditorium aspira a divenire un punto di riferimento per la città con la pretesa di esserlo per la Regione, per l’utilità pubblica dell’ascolto e dell’esibizione, nell’acustica che in quella sala, a parere degli esperti, fornisce già nella fase ancora precedente all’intervento, un risultato adeguato alle richieste. Le chiese non verranno tralasciate per l’auditorium, ma sarà importante avere un luogo dove poter svolgere un repertorio vasto e con più generi anche di ricerca.

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