Forlì bella

Forlì bella

Un’opera al mese, un soffitto al mese, una cupola al mese, una parete al mese. Tanti appuntamenti con la cultura che potrebbero diventare giornalieri

È iniziata con successo la rassegna di valorizzazione del patrimonio artistico della Pinacoteca civica e dei mosaici dell’ex collegio aeronautico, ma potrebbero essere tante le conferenze dedicate alle opere d’arte nella nostra città

Il primo appuntamento della rassegna culturale “Un’opera al mese” ha visto protagonista l’Ebe di Antonio Canova in una conferenza di Francesco Leone, già noto alla città per i contributi di studio dati nelle mostre allestite al San Domenico dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Il docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Chieti-Pescara ha ripercorso nel tempo di più di novanta minuti l’attività artistica del famoso scultore neoclassico, mostrando le immagini delle opere create dall’artista e descrivendo anche le caratteristiche dell’opera più importante della collezione della Pinacoteca: l’Ebe. La rassegna proseguirà nei prossimi mesi con altri appuntamenti ed altri docenti universitari di storia dell’arte, che si concentreranno su altre opere della Pinacoteca, scelte tra le più interessanti del nostro patrimonio artistico ed altre selezionate nelle collezioni private di grandi istituzioni, nelle collezioni del Novecento a palazzo Romagnoli e anche all’ex collegio aeronautico. Gli appuntamenti hanno una cadenza mensile da gennaio fino a dicembre. 

Ritenendo l’iniziativa importante per la divulgazione dei Beni Culturali della città, una considerazione può essere rivolta anche a ciò che compone il patrimonio ma che non riguarda specificatamente quadri o sculture. Si tratta dell’altrettanto importante insieme di soffitti dipinti, volte, pareti affrescate o decorate che impreziosiscono di bellezza e di valore artistico gli edifici pubblici della città. Perché non includere nella rassegna anche questa tipologia di arte, molto complessa da conservare e da assicurare al futuro per nuove generazioni? Non solo ciò che è nella Pinacoteca costituisce oggetto di interesse, soprattutto per il motivo che i dipinti e le sculture sono legate ai luoghi nei quali sono nati o ubicati originariamente, estrapolati dal loro contesto nel corso del tempo per varie motivazioni, la prima delle quali la conservazione in luogo sicuro. Non solo, ma proprio dalle opere della Pinacoteca si può giungere ad una storia completa del patrimonio cittadino, ricostruendo i legami nascosti e dimenticati nella committenza artistica. Si potrà ricostruire anche la presenza degli artisti, di alcuni decoratori in particolare che hanno lasciato i segni della loro arte nella nostra città, legando le loro opere nello stile ora a Firenze, ora a Roma, a Bologna o al Veneto e includendo Forlì nell’ambiente nazionale e all’interno dei percorsi intrapresi dagli artisti nelle loro destinazioni di lavoro. 

Diventa importante perciò considerare tutte le forme d’arte presenti nel nostro patrimonio, sacro o profano, per ricostruire il tessuto artistico locale, una vera storia dell’arte consapevole dei propri legami creati da committenti, artisti, famiglie nobili, letterati, intermediari e non solo, per evidenziare nei secoli la continuità della presenza della cultura e dell’arte, dell’interesse per l’espressività artistica, da un lato concepita come realtà da guardare, dall’altro considerata come bellezza e delizia per gli occhi, oppure come  integrazione al significato generale della struttura o dell’ambiente in una destinazione ad uso caratteristica. Occorre ripensare il patrimonio nella complessità della sua esistenza, per non dividerlo dalla propria storia e dalla propria provenienza, onde riconoscere al meglio il contesto nel quale è nato, il periodo nel quale è stato creato, l’utilizzo e la finalità. Un progetto complesso, ma che vale la pena di costituire per restituire alle opere la loro vera identità. Insomma, c’è un buon inizio, ma la continuazione sarà ancora più interessante e complessa in una città ancora tutta da scoprire nella propria bellezza.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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