Forlì bella

Forlì bella

Pienone per Leonardo spiegato da Vittorio Sgarbi. Un racconto sulla divulgazione dell’arte

Giovedì scorso il famoso critico d’arte ha tenuto la sua lezione al teatro Diego Fabbri, gremito di un pubblico per lo più giovane che ha ascoltato con attenzione il racconto su Leonardo da Vinci

Dopo soltanto qualche giorno parliamo ancora del famoso critico d’arte che giovedì ha tenuto al teatro Diego Fabbri una lezione su Leonardo da Vinci. Su un palco allestito in modo piuttosto essenziale, arredato con gli strumenti del critico, ossia uno sgabello sul quale sedersi nelle sue tre lunghe ore di monologo e uno schermo sul quale la regia proiettava le immagini delle opere d’arte del maestro toscano più famoso al mondo, Sgarbi ha raccontato l’artista. Ideato dal critico d’arte, lo spettacolo ha riguardato non soltanto il racconto,  ma anche i riferimenti alla politica, alla situazione culturale dell’Italia e all’arte italiana in uno spazio di tempo considerevole, secondo lo stile di Sgarbi.

Concentrandosi soltanto sul tema della serata, Vittorio Sgarbi non è nuovo a rappresentazioni teatrali sui più celebri artisti. Già portati in tournee gli spettacoli su Caravaggio e su Michelangelo, lo schema divulgativo si concentra su importanti critici d’arte che nel corso della storia hanno lasciato testimonianze determinanti per il chiarimento della produzione artistica del personaggio trattato. Da qui la costruzione del discorso sull’artista oggetto delle attenzioni, non senza riferimenti al contesto sociale e politico odierno e alle considerazioni sull’arte espresse dal critico, non esenti dai riferimenti alla letteratura, al cinema alla poesia italiana. Nello spettacolo di Leonardo, in particolare, il percorso artistico è analizzato anche guardando agli sviluppi futuri nell’arte contemporanea, recuperando prassi e atteggiamenti dell’artista che ancora oggi sono utilizzati da coloro che li praticano, trovando una spiegazione ulteriore in un percorso artistico che non butta via niente di ciò che è stato prodotto precedentemente. Di invenzione in invenzione, da una intuizione all’altra, lo spettacolo racconta una versione di Leonardo già sostenuta dagli studiosi, ma per scelta di non grande divulgazione anche per una particolare concezione dell’arte che lega Sgarbi ad un percorso nel quale si ritorna sul già pensato.  

Lo spettacolo si è aperto con un elogio per le bellezze della nostra città che Sgarbi definisce amica, luogo che non è turistico ma che apprezza fin dalla prima mostra su Adolfo Wildt, allestita ancor prima che il San Domenico prendesse avvio con le grandi mostre. Da Ferrarese ama molto la lunetta di San Mercuriale che attribuisce al Maestro dei Mesi di Ferrara ed è colpito dagli interni dei bei palazzi forlivesi perché custodiscono opere frutto del grande talento artistico di alcuni pittori come Guido Cagnacci. Approfittando del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci Sgarbi ha raccontato l’artista valorizzando il rapporto tra gli aspetti intellettuali dell’arte contrapposti a quelli della pratica identificata in una buona mano. E su questo binomio, antitetico in Leonardo, Sgarbi ha dimostrato attraverso i racconti di Giorgio Vasari il grande ingegno dell’artista che trova una rara corrispondenza nelle opere da lui create.

Partendo dalla concezione leonardesca che la pittura è cosa mentale Sgarbi ha ripercorso le tappe dell’esistenza di Leonardo seguendo le sue opere ed evidenziando le sue difficoltà nella fase pratica, manifestata attraverso opere dalla lunga gestazione prima di trovare un compimento definitivo oppure lasciate incompiute. La presentazione dell’artista secondo questa lettura non è nuova, ma nell’ambito dell’arte prevale l’apprezzamento di Leonardo specialmente per la sua inventiva e i contributi artistici dati, in presenza di una fama che lo ha portato ad essere considerato un grande artista in tempi precoci e a lui contemporanei. Senza tralasciare il meccanismo di impressione nella nostra memoria di alcune opere dell’artista Sgarbi ha evidenziato molte delle operazioni commerciali che hanno riguardato le opere di Leonardo dimostrando che l’artista deve molta della sua notorietà alla pubblicizzazione delle sue opere.

Al di là della particolare visione dell’artista offerta da Sgarbi, il confronto con i tempi moderni ha permesso al critico d’arte di interpretare la contemporaneità con salti temporali che però mettono in risalto come alcune idee o alcuni processi esecutivi hanno trovato pieno sviluppo in tempi per loro più adatti. Il racconto di Sgarbi si è spinto anche a distogliere lo sguardo da elogi troppo pronunciati sull’artista e con ironia, attraverso le pagine scritte da Vasari, ha restituito al metodo di studio sul quale si basa la critica un discorso comprensibile sull’artista. L’arte necessita di un linguaggio che sappia spiegarla adeguatamente anche agli amanti e agli appassionati e non solo a coloro che la studiano o che per mestiere se ne occupano. Il pregio di questo spettacolo è quello di far comprendere con semplicità la vita e il lavoro di un artista troppe volte reso enigmatico. Questa l’intenzione di Sgarbi chiaramente percepibile dalla sua opera di divulgazione. Poi, per i discorsi profondi e difficili, c’è tempo per approfondire ed acquisire gli strumenti professionali. Tutto ciò restituisce al critico la capacità di saper comunicare a tutti, spiegando una così numerosa presenza di pubblico che ha gremito il teatro riempiendolo al completo. Un altro spettacolo è in preparazione per il critico d’arte, quello su Raffaello l’anno prossimo quando si festeggerà un altro cinquecentenario dalla morte di un grande artista. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

lunetta-san-mercuriale-2

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ForlìToday è in caricamento