Forlì ieri e oggi

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A Porta Schiavonia è in vendita un tratto delle antiche mura

Il muro perimetrale dell’immobile in vendita, posto al civico 11 di via del Portonaccio, è un relitto dei bastioni quattrocenteschi che sino al 1905 hanno cinto il cuore di Forlì per una lunghezza di oltre 5 chilometri

A Porta Schiavonia è in vendita un tratto delle antiche mura. Mettiamo subito in chiaro una cosa: dei bastioni quattrocenteschi completati dai Riario-Sforza e che sino al 1905 hanno cinto il cuore di Forlì per una lunghezza di oltre 5 chilometri, rimane ben poco. I frammenti più appariscenti sono in viale Corridoni, via Forlanini, ma soprattutto in via del Portonaccio, a due passi dalla Porta. Ed è proprio qui, a pochi metri di distanza dall’unica “barriera daziaria” sopravvissuta alle vicende belliche e allo scempio della memoria operato da amministratori “serialmente” miopi, che compare il tratto forse meglio conservato. La prima evidenza visiva è data dalla linea di archetti murari restaurati una decina di anni fa dal Comune.

“Quel pezzo breve, dimenticato e malconcio – scrive Giuliano Missirini nella sua Guida Raccontata di Forlì – sopravvive per la negligenza di chi avrebbe dovuto eliminare più accuratamente le Mura”. Andando a ritroso verso la Porta, giunti al civico 11 compare un altro relitto, questa volta inglobato in un edificio in mattoni. Sulla facciata da qualche tempo campeggia un cartello inequivocabile: “Vendesi”. L’offerta al pubblico contiene molti altri elementi di dettaglio: “Immobile da ristrutturare piano terra ed interrato con possibilità di attività commerciale, vendita al dettaglio, laboratorio artigianale, uffici; al primo piano possibile anche abitativo”. Segue il cellulare del proponente (339.5615142), che corrisponde al nome del sig. Marco Maltoni: “Ho acquistato il tutto ad un’asta giudiziale alcuni anni fa – dichiara – pensando di fare un buon investimento”.

L’edificio si sviluppa per complessivi 400 metri quadrati di superficie su interrato, piano terra e primo piano. Oltre a mancare di gran parte della copertura, demolita dallo stesso Maltoni per motivi di sicurezza, il complesso necessita di importanti lavori finalizzati al pieno recupero. Da informazioni assunte sul posto, fino ad una ventina di anni fa quei locali hanno ospitato un’officina meccanica. Riparatore di auto e moto, l’artigiano operò in loco per decenni. Ma prima ancora, cosa c’era nel sito? Andando a scartabellare le guide più importanti della città, non traspare alcuna attività significativa. Via del Portonaccio, “già via Mura S. Pietro e Montegrappa – si legge nell’Odonomastica forlivese - in ricordo di una antica porta ubicata nella zona, fatta chiudere con le altre nel 1357 da Francesco Ordelaffi per meglio resistere all'assedio del cardinale Albornoz”, al tempo della Guida di Forlì di Ettore Casadei (1928) era intitolata al filosofo e deputato del Regno, Giovanni Bovio.

L’unica attività degna di nota in quell’area, menzionata proprio dal Casadei, era la Filanda Maiani, che i forlivesi avevano ribattezzato “La Caldira”. Pare comunque che alla fine del XIX secolo e fino ai primi anni del ‘900, in quel sito abbia operato una fabbrica di saponi. Se questa antica destinazione è tutta da verificare (si accettano contributi e informazioni), è invece certo l’ampio raggio di funzioni che l’eventuale acquirente potrà fare al suo interno, subito dopo averlo rilevato: “Laboratori e negozi al piano terra e magazzino nell’interrato, mentre al piano superiore/sottotetto potrà essere realizzato un appartamento di 150 metri quadri”.

In base alle informazioni assunte dal sig. Maltoni presso gli enti preposti, l’esistente può essere demolito e ricostruito, ad eccezione della facciata perimetrale su via del Portonaccio, proprio perché inglobante un tratto delle antiche mura, che va restaurata. Il proprietario è perfettamente consapevole delle difficoltà in cui versa il comparto edile e dei costi necessari per rivitalizzare l’immobile, tuttavia rimane fiducioso: “Mi aspetto di venderlo ad un imprenditore che lo voglia riqualificare: è in pieno centro e nello stesso tempo in posizione ideale per spostarsi velocemente verso tutte le destinazioni”. La struttura è accessibile sia da via del Portonaccio che da viale Italia, grazie al posto auto in proprietà situato nel cortile del condominio attiguo. 

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Forlì ieri e oggi

Sono un funzionario pubblico impelagato nel diritto amministrativo, ma anche giornalista desideroso di descrivere le buone azioni (che non fanno rumore) dei tanti concittadini solidali con il prossimo. Ho una moglie poliglotta con due figlie che crescono e nel tempo libero cammino in Appennino e riesco pure a togliermi qualche soddisfazione a tennis. Appassionato di storia locale, sin da bambino sono affascinato dai cambiamenti subiti dalla mia Forlì. Mi piace scartabellare carte polverose e indagare foto e prospettive di un tempo, alla ricerca di indizi su come potesse essere in origine quel luogo o quel monumento sopravvissuti all’incedere del tempo

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