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Dopo 120 anni le Ancelle del Sacro Cuore lasciano definitivamente Forlì

L’ultimo presidio delle religiose “educatrici” di Santa Maria del Fiore, lascerà definitivamente la città il 25 luglio. Le Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante erano giunte a Forlì nel 1902, su richiesta del vescovo Raimondo Jaffei, per la conduzione dell’Istituto Santarelli dedito all’assistenza e alla valorizzazione delle ragazze povere e orfane

“Siamo rimaste qui sino ad oggi per accompagnare il nuovo corso cesenate, avviato nel gennaio 2021”. L’ultimo presidio delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, meglio conosciute come le suore di Santa Maria del Fiore, lascerà definitivamente la città il 25 luglio. Suor Paola Banzola e suor Olandina Subekti (è il nome delle due religiose superstiti), prenderanno la via di Lugo di Romagna, sede della casa madre dell’ordine fondato nel 1888 da mons. Marco Morelli e madre Margherita Ricci Curbastro. Con la loro partenza verrà reciso un legame lungo ben 120 anni: erano giunte a Forlì nel 1902, su richiesta del vescovo Raimondo Jaffei, per la conduzione dell’Istituto Santarelli dedito all’assistenza e alla valorizzazione delle ragazze povere e orfane. La notizia dell’“abbandono” di Santa Maria del Fiore da parte delle suore “educatrici” di via Ravegnana apparve come un fulmine a ciel sereno nel luglio del 2020.

“Carissimi – scrisse la superiora dell’istituto religioso, madre Soccorsa, nella nota inviata a tutti i dipendenti di ogni ordine e grado e ai genitori – a ratifica e conferma di quanto già detto verbalmente sia alla Comunità delle suore che al Consiglio d’Istituto, si comunica quanto concordato dai competenti organi responsabili”. Il testo non manca di indicare le motivazioni ufficiali alla base della decisione: “La condizione strutturale e gestionale non consente il proseguimento dell’attività didattica”. Se per la permanenza delle religiose a Forlì non c’è mai stato nulla da fare, la chiusura della scuola è stata scongiurata grazie all’intervento del vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza e di un comitato di insegnanti e genitori, che raggiunsero l’obiettivo della continuità didattica affidando il servizio alla Fondazione Angeli Custodi di Cesena. Il suo rappresentante, don Marco Muratori, d'intesa con la Diocesi forlivese, si propose “di continuare l’opera educativa che da sempre le suore hanno svolto generosamente per la formazione dei tanti fanciulli che hanno finora frequentato il polo scolastico”. “Quando giunsi qui, nel 1992 – ricorda suor Paola Banzola – eravamo 10 consorelle, fra cui, ancora vivente, una delle fondatrici dell’opera forlivese, suor Bartolomea”. Nativa di San Pancrazio, frazione del Comune di Russi posta in Diocesi di Forlì-Bertinoro, suor Paola ha maturato la sua vocazione frequentando l’Istituto Magistrale di Lugo, oggi Liceo G. Ricci Curbastro, condotto all’epoca dalla comunità di suore che poi sarebbe divenuta la sua famiglia.

“Dell’esperienza forlivese – precisa commossa – mi rimarrà nel cuore il bel rapporto instaurato con gli insegnanti e le tante famiglie incontrate in tutti questi anni”. “La venuta delle Ancelle a Forlì nel 1902 – scrive don Franco Zaghini nella pubblicazione “Sic luceat lux vestra”, edita nel 1997 – porta un significativo contributo alla presenza religiosa nel campo assistenziale ed educativo, che già è rilevante: le Dorotee con le scuole e l’educandato proprio, le monache del Corpus Domini con un piccolo educandato femminile, ma di qualità, le suore del Buon Pastore con un impegno similare, la continuazione dell’asilo ormai antichissimo delle francescane di via Cantoni”. Una delle pagine più esaltanti della lunga parabola forlivese delle Ancelle del Sacro Cuore, è quella scritta nel corso della seconda guerra mondiale da suor Elvira Ghirardi, suor Valeriana Collini e suor Pierina Silvetti. All’epoca, l’Istituto religioso lughese svolgeva anche il servizio di assistenza alle detenute nel carcere di via della Rocca.

“Tutto era organizzato a puntino – si legge nella pubblicazione sopra citata - se suor Valeriana stava intorno al tavolo di lavoro alla guida delle carcerate, e suor Pierina “si aggirava” fra avvocati, giudici e tribunali, suor Elvira svolgeva in silenzio gli umili servizi della casa, oltre alla custodia dei bimbi costretti a stare in carcere con le rispettive madri”. Toccò a loro, nella primavera del 1944, confortare i tanti forlivesi imprigionati dalle Brigate Nere, tra cui molti sacerdoti, rei soltanto di aver compiuto gesti di carità. “Tra la lunga interminabile teoria d’infelici - ha scritto suor Pierina nel suo diario – una sera accompagnarono da noi una ventina di ebrei fra donne e ragazzi, rastrellati a Roma e diretti in Germania. Non c’era più posto. Distendemmo della paglia nell’atrio della maternità e demmo loro delle coperte. Offrimmo lo anche da mangiare, grazie al surrogato che suor Elvira aveva preparato mischiando del latte donatoci proprio quella mattina”.

La loro “via crucis” non era però che all’inizio: il 16 maggio furono tutti deportati ad Auschwitz, dove troveranno la morte. Il primo presidio delle Ancelle del Sacro Cuore a Santa Maria del Fiore di Forlì risale al 1942, in piena guerra, con la fondazione della scuola Materna su richiesta dei frati Cappuccini, che hanno gestito l’attigua chiesa parrocchiale sino al 2011. Nel 1947 sorse anche la Primaria, mentre la sezione Primavera dell’asilo ha visto la luce nel 2012. I numeri del plesso scolastico di Santa Maria del Fiore, ora condotto dalla Fondazione Angeli Custodi di Cesena, parlano di circa 140 alunni, ripartiti fra primaria, materna e primavera, con opportunità di lavoro per una ventina di persone.

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