Giovedì, 29 Luglio 2021

I forlivesi da decenni sulle ali di Icaro

Da decenni è uno dei simboli della città. Punto di riferimento per i forlivesi, giovani e non, che si ritrovano nello spiazzo antistante per poi programmare la serata, il possente Icaro di Piazzale della Vittoria si esalta soprattutto in estate.

Da decenni è uno dei simboli della città. Punto di riferimento per i forlivesi, giovani e non, che si ritrovano nello spiazzo antistante per poi programmare la serata (“andiamo al mare o in pizzeria?”), il possente Icaro di Piazzale della Vittoria si esalta soprattutto in estate. Proprio in questi giorni, al termine del ciclo scolastico degli studenti del Liceo, il monumento al volo dal chiaro stile razionalista fa da sfondo ai “selfie” con gli altri compagni maturati, ultima istantanea, regolarmente postata sui social, prima del rompete le righe verso le più disparate mete della vita.

Realizzato in marmo di Carrara nel 1940 dallo scultore abruzzese Francesco Saverio Palazzi, Icaro campeggia all’esterno dell’ex Collegio Aeronautico della G.I.L. (Gioventù italiana del Littorio). Costruito nel 1938 su progetto di Cesare Valle, l’odierno Palazzo degli Studi fu il primo “college” in Italia per aspiranti aviatori, in grado di accogliere 440 allievi, di cui 380 residenziali. Nell’ottobre 1941 viene dedicato al terzogenito del Duce Bruno Mussolini, l’indomani della sua tragica morte a Pisa mentre stava provando un aereo militare. “La tradizione – scrivono Gabriele Zelli e Marco Viroli nella loro “Guida alla Città” – vuole che anche il volto di Icaro corrisponda a quello di Bruno”. L’aspetto attuale del monumento non è del tutto conforme a quello originale. “Pare infatti – continuano i due autori – che in seguito ad atti di vandalismo, la statua sia stata sottoposta a restauro che ha portato ad una semplificazione delle ali, alla trasformazione della roccia del basamento in forma cubica e, forse, ad una lieve modificazione dei lineamenti del volto”. Nel 2012, a causa di inquinamento, intemperie e altri fattori malevoli, il principe del volo si era ridotto ad un ammasso annerito.

Se ne accorsero in tanti in città e molti si lamentarono, sui media e sui social, al punto da indurre l’amministrazione comunale ad intervenire. Il recupero, rientrante nel progetto “Ali Nuove per la città”, fu ideato e coordinato dal Fondo per la Cultura del Comune di Forlì e si avvalse della supervisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini. Progettato e diretto dall’architetto comunale Andrea Savorelli, il restauro godette della direzione operativa del professor Fabio Bevilacqua dell’Università di Ferrara e fu eseguito dalla società Etra di Lugo. A dar man forte specialistica intervenne anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso il suo Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali.

Il Cnr volle aderire al progetto di restauro, inserendolo nell'ambito di una sperimentazione metodologica perseguita da qualche anno. Dopo le analisi sui campioni di superficie da trattare, condotte da HD System, ed il rilevamento in 3D da parte del TekneHub – Università di Ferrara, arrivò il momento dell’intervento conservativo vero e proprio. Il cantiere vide anche la partecipazione di 20 studenti del Liceo Artistico di Forlì, con i rispettivi insegnanti. Nella mattinata di sabato 16 novembre 2014, il ritorno di Icaro agli antichi splendori era cosa fatta. 

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