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Ex lavatoio dei Bertaccini: l’appello di Italia Nostra per la salvaguardia

Con l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo parcheggio pubblico Casamorata, si completa la riorganizzazione dell’ex podere Bertaccini, sul cui terreno, a partire dal 1954, sono sorti viale Italia e la scuola elementare Dante Alighieri. Resta da definire il futuro dell’ex lavatoio, per la cui salvaguardia si leva alto il grido di Italia Nostra

Con l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo parcheggio pubblico Casamorata, si completa la riorganizzazione dell’ex podere Bertaccini, sul cui terreno sono sorti viale Italia, aperto nel 1954, e la scuola elementare Dante Alighieri, inaugurata nel 1965. Resta da definire il futuro dell’ex lavatoio, tuttora in vendita e senza alcun vincolo da parte della soprintendenza, per la cui salvaguardia si leva alto il grido di Italia Nostra. “Il manufatto - dichiarano Marina Foschi e Luciana Prati, rispettivamente presidente regionale e locale del sodalizio - è una testimonianza funzionale al contesto di orti irrigui all'interno del centro storico e va mantenuto proprio per il suo carattere testimoniale. Ovviamente andrà adeguatamente illustrato e inserito in un percorso della memoria, legato a quel fronte degli orti tanto caro a Giuliano Missirini”.

Il progetto di realizzazione del parcheggio Casamorata, predisposto dal servizio Infrastrutture, mobilità e verde del Comune di Forlì, ha tutte le carte in regola per risolvere in via definitiva le criticità legate alla sosta di genitori e insegnanti della scuola primaria “Dante Alighieri”, che da qualche anno ospita anche la media “Maroncelli”. Si tratta di circa 3.000 metri quadri di superficie, che, una volta attrezzati, daranno possibilità di parcheggio ad una sessantina di auto. L’area, acquisita dal Comune nel 2008, è tuttora occupata da circa quaranta alberi da frutto, per lo più cachi, che saranno sostituiti da nuove alberature con una dislocazione più consona. Sul fronte di viale Italia, la vista del futuro parcheggio rimarrà coperta da un distributore di benzina e dal manufatto ottocentesco impropriamente chiamato lavatoio, visto che fungeva da attrezzaia e da serra delle piantine di ortaggi prima di essere radicate nel terreno. Le aree di sedime delle infrastrutture e degli edifici sinora descritti, plesso Dante Alighieri incluso, fino al 1954 erano parti integranti del podere Bertaccini, che si estendeva per circa un ettaro dall’attuale via Della Grata (che corre su un tratto tombinato del Canale di Ravaldino) alla stessa via Casamorata, che all’epoca si chiamava via Bovio e costituiva il camminamento interno delle mura cittadine, sino all’odierno distributore di benzina del Gruppo Zannoni. “Avevo appena 6 anni – ricorda Carla Nannucci – ma ricordo bene i picchetti sul terreno della nonna, laddove sarebbe dovuta passare la nuova circonvallazione”.

La casa rurale dove abitavano i Bertaccini, tuttora esistente anche se drasticamente ristrutturata nella seconda metà degli anni ’90 per renderla funzionale, è stata a lungo la base di un’intensa attività agricola nel cuore della città. “Quella terra – continua la signora Carla – ha costituito per anni la fonte di reddito del nonno materno Romeo Bertaccini e della sua grande famiglia, composta dalla nonna Viera Ballestra e dai loro sei figli, fra cui mia madre Caterina”. Quell’immagine della primavera del 1954, in cui la piccola Carla, giunta a casa Bertaccini per incontrare la nonna, vede gli operai del Comune tracciare sul podere di famiglia i segni della nuova strada che avrebbe unito viale Vittorio Veneto a Porta Schiavonia, rimane indelebile. “Quell’esproprio strappò ben 4.000 metri quadri dei 10.000 complessivi, rendendo inutilizzabile il fondo”. Alcuni anni dopo ci fu un’altra “amputazione” di 2.500 metri quadri, questa volta concordata col Comune, per realizzare la nuova scuola elementare Dante Alighieri. Prima di sfociare nell’area del Mulino della Grata, poi ribattezzato Neri, posto all’estremo nord dei bastioni perimetrali cittadini abbattuti nel 1905, la storica via d’acqua attraversava uno spiazzo in terra battuta su cui si affacciava la cinta muraria del monastero delle clarisse di San Biagio. Più a nord, in mezzo ad altri orti e terreni coltivati, era visibile l’imponente muro di cinta dell’ex Santa Chiara, sfondato nel 1954 sempre nell’ottica di realizzazione di viale Italia. 

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Una serie di immagini dell'ex lavatoio Bertaccini

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