Martedì, 16 Luglio 2024
Forlì ieri e oggi

Forlì ieri e oggi

A cura di Piero Ghetti

Lo storico legame tra la comunità forlivese e la Polonia: il plauso dell’Associazione dei Combattenti Polacchi in Italia

L’articolo sul persistente legame tra la città di Forlì e la Polonia riscuote il gradimento dell’Associazione dei Combattenti Polacchi in Italia, ma dà anche un volto a quanti si sono impegnati per il restauro dell’icona della Madonna di Czestochowa, lasciata a S. Maria Lauretana nel 1947

“I nostri soci hanno accolto con grande gioia ed orgoglio la pubblicazione dell’articolo in cui si sottolinea il solido legame storico tra la città di Forlì e la Polonia”. Viene spontaneo ritornare a caldo sulla straordinaria vicinanza fra la comunità forlivese e il popolo polacco, dopo il plauso dell’Associazione dei Combattenti polacchi in Italia per l’articolo intitolato “Seconda guerra mondiale: lo straordinario legame fra Forlì e i soldati polacchi che contribuirono alla liberazione della città”.

“Molti dei nostri soci – precisa la nota - sono figli, parenti, o semplicemente amici, proprio di quei soldati polacchi che arrivarono in Romagna nel novembre del 1944 e vi rimasero per più di tre anni”. Com’è noto, il 2° Corpo comandato del generale Wladislaw Anders, a sua volta integrato nell’8^ Armata britannica, fu uno dei protagonisti della liberazione d'Italia dall'occupazione nazista. Vinse la battaglia di Cassino, permettendo lo sfondamento della Linea Gustav. “Accettando la collaborazione dei combattenti partigiani – scrive lo storico Giuseppe Campana - liberò l'Abruzzo e le Marche, vinse la battaglia di Ancona, liberò la Romagna e partecipò alla battaglia di Bologna insieme anche a truppe alleate”. Per quanto ci riguarda, fu il primo ad entrare a Predappio e contribuì pure alla liberazione di Forlì, avvenuta la mattina del 9 novembre 1944. Per molti militari polacchi, fra cui lo stesso Anders, che finì i suoi giorni a Londra e fu sepolto, per sua esplicita richiesta, nel cimitero italiano di Cassino, la conclusione della guerra non rappresentò la fine del dramma: piuttosto che rientrare in patria, rimasta nella sfera d’influenza sovietica e dunque sotto il giogo comunista l’indomani degli Accordi di Yalta, almeno 112mila militari polacchi scelsero l’esilio nel mondo.

Diversi di loro sposarono donne italiane e si stabilirono in Romagna: “Oggi i loro figli e nipoti – continua la nota - costituiscono la base dell’Associazione, che si pone come obiettivo quello di tenere viva la memoria di questa pagina di storia, non solo attraverso l’organizzazione di esposizioni, incontri con scolaresche e istituzioni, la pubblicazione di libri e giornate di studio, ma anche attraverso la cura dei cimiteri militari polacchi, creati in Italia proprio per volontà del Comandante del Secondo Corpo Polacco, il Generale Wladyslaw Anders”. Il rapporto di fiducia che si instaurò in quei tre anni a Forlì si rivelò talmente solido, “che i soldati polacchi lasciarono la veneratissima icona della Madonna di Czestochowa alla chiesa di Santa Maria Lauretana, edificata proprio in quegli anni grazie anche al determinante contributo degli stessi militari. L’immagine è rimasta in canonica fino al 2016 e solo grazie all’interessamento di Paola Costi iniziò ad essere esposta al pubblico”. La studiosa, che nel 2020 ha scritto sul tema una pubblicazione edita dal Centro Stampa del Comune di Forlì, è riuscita a portare a termine il restauro dell’immagine, grazie anche all’impegno di un altro forlivese, Pierluigi Consorti. L’uomo, assieme alla moglie Monika Pelczar, polacca d’origine, ha opportunamente sensibilizzato il Comune di Forlì e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, fino alla copertura della spesa per il recupero dell’icona, ma anche per la creazione di un luogo della memoria polacca a Forlì, all’interno dell’abbazia di San Mercuriale.

“Nel 2020 – attesta Paola Costi - in occasione del riposizionamento della lapide donata nel 1946 dal 2° Corpo polacco alla città di Forlì, è stato deciso di portare in basilica anche una copia del quadro mariano conservato a Bussecchio”. “Viviamo con grande orgoglio - conclude l’Associazione dei Combattenti polacchi in Italia - il fatto che questo storico legame tra la Polonia e i territori del forlivese sia ricordato attraverso la memoria di chi ha avuto la possibilità di testimoniare con i propri occhi e con la propria esperienza questa eccezionale pagina di storia”.

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